ADENOIDI

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Le adenoidi, due piccole masse di tessuto linfatico situate nella parte posteriore del naso, al di sopra delle tonsille, sono uno dei principali filtri di difesa contro le infezioni delle prime vie aeree e delle orecchie. Se si ingrossano non bisogna preoccuparsi: stanno proteggendo l’organismo. Un ingrossamento eccessivo può impedire il flusso dell’aria attraverso il naso. Di conseguenza, il bambino respira attraverso la bocca:
Varia inspirata, non essendo riscaldata attraverso il passaggio nelle cavità nasali, tende a irritare la gola e la trachea, favorendo le malattie da raffreddamento e a volte una leggera febbre al mattino. Nei casi più gravi il fatto di respirare solo con la bocca può a lungo andare a modificare la struttura del palato rendendolo più stretto, con il rischio che i denti non abbiano sufficiente spazio per crescere regolarmente. Il bambino ha difficoltà nel deglutire, ha l’aria sempre assonnata e assume quella che i medici chiamano feccia adenoidea, caratterizzata dalla bocca perennemente semiaperta. In genere con la crescita, dopo i 4-5 anni, le adenoidi si riducono di volume per scomparire completamente nel corso dell’adolescenza.

I sintomi

■ Il bambino respira rumorosamente con la bocca aperta e spesso russa durante il sonno.
■ Soffre di infezioni alle prime vie aeree e di otiti medie ricorrenti.
■ Ha un timbro di voce nasale.
■ Il muco è di colore giallo-verdastro.
■ Durante il sonno a volte può avere momenti di arresto della respirazione, detti apnee notturne,che possono provocare enuresi, terrori notturni,mal di testa mattutino e stanchezza.

Le cause

Adenoidi e tonsille fanno parte del sistema immunitario. Sono la prima linea difensiva contro le infezioni e quindi il bersaglio di virus e batteri.

Come si affronta
Con l’alimentazione

Alcuni medici naturopati consigliano di togliere per un periodo dall’alimentazione del bambino i cibi che sottopongono il sistema linfatico a un maggior lavoro di eliminazione delle scorie provocando produzione di catarro.
■ Ridurre notevolmente latticini (latte,panna,burro,formaggi),arance,arachidi,banane,cibi grassi,fritti,eccessi di zuccheri e di sale.
■ Aumentare rapporto di vitamina C con frutti di bosco, pomodori e patate.
■ Incrementare il consumo di alimenti che riducono la produzione di muco: limone, prezzemolo, sedano, cipolle, rucola e aglio. Il bambino può essere abituato al consumo di aglio crudo schiacciandone con lo spremiaglio uno spicchio sulle pietanze.

Con l’idroterapia

È molto utile irrigare ogni giorno il naso del bambino con soluzione fisiologica, o con acqua cui avrete aggiunto sale, qualche goccia di limone e olio extravergine di oliva. Massaggiate poi delicatamente le pareti del naso dall’alto in basso con il pollice e l’indice, più volte al giorno,fino a miglioramento.

Con il massaggio

Prima di mettere il bambino a letto.per un paio di minuti massaggiate la radice del naso e quindi fate scorrere le dita lungo le sopracciglia, arrivando fino alle (empie.

Con gli integratori

Il medico può prescrivere per qualche mese integrazioni con oligoclementi Manganese
e Rame o di vitamina C, bioflavonoidi e vitamina A o di betacarotcne, in associazione a
una terapia che rafforzi le difese immunitarie.

Con la medicina omeopatica

La terapia va legata alle cause del disturbo e alle caratteristiche individuali del bambino.
Nel caso in cui ci si trovi di fronte a una crisi acuta e non si riesca a contattare il medico, si consiglia il seguente rimedio, da adottare nelle prime 48 ore. in attesa di indicazioni precise. 1 granuli si sciolgono in poca acqua in un bicchiere o in un cucchiaino di plastica (non di metallo).e si somministrano lontano dai pasti.
■ In caso di infezione alle vie aeree superiori, come faringite o rinite: Mercurius solubilis 5 CH 3 granuli 3 volte al giorno, fino a miglioramento.

Con la medicina convenzionale

Il medico può prescrivere uno spray nasale a base di cortisone da spruzzare nelle narici. In questo caso è importante che il bambino assuma una posizione corretta: collo piegato in giù, con il flacone in posizione verticale in modo che il getto sia diretto verso la cavità nasale posteriore, per consentire una migliore distribuzione del farmaco.

Quando rivolgersi al medico
Chiamate il pediatra se:

■ Si manifestano i primi sintomi che fanno sospettare (ingrossamento delle adenoidi. Intervenendo per tempo, è possibile evitare che creino problemi.

L’intervento chirurgico

Oggi si cerca di evitare o comunque di rimandare il più a lungo possibile l’asportazione delle adenoidi. Dal momento che il loro massimo livello di ingrossamento è tra i 2 e i 4 anni, si tende ad aspettare almeno i 3-4 anni prima di prendere in considerazione l’intervento chirurgico. L operazione non sempre risolve il problema, perché a volte le adenoidi si riformano e non si produce alcun miglioramento nella frequenza delle infiammazioni delle vie respiratorie.Vi si ricorre solo in casi estremi quando, nonostante le cure, il bambino ha una manifesta difficoltà di respiro e si verificano episodi di apnea notturna.

Originally posted 2014-10-02 09:21:27.

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