ALLATTAMENTO ARTIFICIALE

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ALLATTAMENTO ARTIFICIALE -  ALLATTAMENTO ARTIFICIALE

All’allattamento artificiale si ricorre per situazioni imposte dalle circostanze oppure per scelta della mamma, che non può o non vuole dipendere dai tempi del bambino.A volte anzi questa soluzione si rivela la migliore nei casi in cui l’allattamento naturale crea molta apprensione e ansia alla mamma: ciò che conta, infatti, è creare con il bambino un rapporto sereno e rilassato.
Spesso le mamme che si trovano a dover passare al biberon sono gravate da un senso di inadeguatezza per non essere riuscite a terminare il periodo consigliato di allattamento. Il ricorso al latte in formula non deve però portare allo sconforto. Le donne che allattano con questo metodo, al pari di quelle che offrono il seno, sono pienamente in grado di trasmettere amore e sicurezza al bambino, comunicandogli un senso profondo di rifugio e di protezione. Inoltre, i vari tipi di latte artificiale, anche se non possono essere paragonati al latte materno, hanno raggiunto ottimi livelli di qualità e contengono tutto ciò che è
indispensabile per la crescita.

Un momento di tenerezza e intimità
Ecco alcuni suggerimenti che, se ripetuti a ogni pasto, comunicano al bambino e alla persona che lo nutre una sensazione di sicurezza e di sincera intimità.

  • Prima di allattare cercate di rilassarvi,lontano da distrazioni e rumori.Mentre preparate il latte e lo scaldate, rimovetevi in modo calmo e tranquillo e parlate al bambino con tono rassicurante.
  • Nelle prime settimane può essere utile tenere il bambino a contatto con la pelle. Secondo numerosi studi, il contatto pelle a pelle stimola il suo sviluppo sensoriale e rafforza il legame affettivo. Accomodatevi in una poltrona con braccioli ampi e bassi o trovate una posizione che vi permetta di appoggiare le braccia senza stancarvi mentre sorreggete il bambino.
  • Cercate di rendere la poppata un momento speciale, ricco di coccole e di carezze. Secondo il risultato di alcune ricerchete carezze aiutano la digestione e favoriscono il sonno del bambino.
  • Mettetevi in posizione reclinata in modo che possiate guardarlo negli occhi per trasmettergli tutto l’amore di cui si è capaci. Non mettetegli fretta e cullatelo con la voce o il canto tenendolo stretto, in modo da dargli un senso di contenimento e insieme di sicurezza. Sia che lo si allatti al seno o che gli si dia il biberon importante massaggiarlo e accarezzarlo mentre lo si nutre.
  • Rispettate i suoi ritmi di suzione, interrompendo la poppata se è stanco o distratto. Sorridetegli e parlategli con dolcezza per invogliarlo a riprendere la suzione, eventualmente appoggiandogli la tettarella sulla guancia come si fa con il seno.

Come allattare con il biberon

  • Senza stringere, tenete il bambino in grembo, in posizione semi-eretta, sostenendo la sua testa nell’interno del gomito in modo che sia più sollevata rispetto al resto del corpo. II piccolo non deve scivolare in posizione sdraiata: il latte potrebbe andargli di traverso oppure defluire verso l’orecchio, favorendo il rischio di un’infezione. Se sta sdraiato, inoltre, tende a spingere la lingua in avanti per non soffocare, in una posizione che non fa lavorare i muscoli della mascella.
  • Se non si rivolge verso il biberon, stimolatelo ad aprire la bocca, sfiorandogli delicatamente la guancia vicina al vostro corpo con un dito. Lasciate che alcune gocce di formula bagnino la tettarella e avvicinatela alle sue labbra, per fargli assaggiare il sapore del latte.
  • Il biberon va tenuto ben fermo, altrimenti il bambino non riesce a succhiare perché la tettarella gli scivola dalla bocca. Va inclinato in modo da formare un angolo di 45 gradi rispetto al piccolo: la tettarella deve entrare completamente nella sua bocca ed essere sempre piena di latte per evitare che si riempia diaria.
  • Poiché il latte fluisce dalla bottiglia in un rivolo continuo e non a richiesta, il bambino non esercita molta forza con i muscoli della bocca. È bene quindi usare una tettarella con foro piccolo per indurlo a lavorare, permettendogli inoltre di fare degli intervalli, come succede quando si allatta al seno. In tal modo gli si offre la possibilità di riposare per poi riprendere a succhiare con forza.
  • È importante che il latte esca dal biberon goccia dopo goccia. Se esce a getto, il foro è troppo grande; se scende troppo lentamente, è troppo piccolo oppure è ostruito. Il flusso ideale è quando, rovesciando la bottiglia, scende una goccia di latte al secondo. Se il bambino impiega più di mezzora per finire un biberon o durante la poppata sembra stanco o irritato, la causa potrebbe essere un foro troppo piccolo. Se al contrario sembra ingerire troppa aria e finire troppo in fretta, potrebbe essere troppo largo.
  • Quando ha terminato la poppata, levategli subito il biberon, per evitare che ingurgiti aria. Se lo tiene stretto in bocca, fate scivolare con delicatezza il dito mignolo fra la tettarella e le sue gengive per fargli smettere la suzione. Quindi
    levate il biberon: per farlo potete accarezzargli le labbra con la punta del dito oppure offrirgli il ciuccio.
  • Durante la notte, non dategli il biberon nel suo lettino, ma prendetelo in braccio e tenetelo nella posizione e nella poltrona su cui normalmente lo allattate.
  • Fategli fare il ruttino a metà e a fine poppata.Se ha pianto con insistenza prima di essere allattato o ha bevuto troppo latte, potrebbe avere bisogno di fare un ruttino supplementare.
  • Se si assopisce mentre succhia è bene svegliarlo subito per evitare che ingurgiti aria. Mettetelo seduto sulla vostra coscia, rivolto verso l’esterno. Con una mano, sorreggetegli il petto, leggermente inclinato e con l’altra massaggiategli la schiena per fargli fare il ruttino. Potete provare quindi a offrirgli un altro sorso di latte.

Quanti pasti

Anche nell’allattamento artificiale, come in quello al seno, il bambino non prende la stessa quantità di lane a ogni pasto. Il numero, la quantità delle poppate non devono quindi essere rigidamente prestabilite: le indicazioni sulle confezioni sono solo orientative. È importante soddisfare le sue richieste, offrendogli il biberon con una certa elasticità. Poiché i tempi di digest ione del latte artificiale sono più lunghi rispetto a quelli del latte materno, tra un pasto e l’altro deve esserci sempre un intervallo di almeno due ore, che gli permetta di digerire il latte della poppata precedente. Se dopo aver terminato il biberon il bambino mostra di avere ancora fame, offriamogli altro latte.

Già durante l’allattamento, quando ancora le gengive del bambino non fanno sospettare che possa spuntare un dentino, è importante iniziare a salvaguardare la salute dei denti. Nel corso della poppata, infatti, sviluppa i muscoli delle labbra, delle guance, della lingua e della mascella. È questo un esercizio essenziale affinché i denti, quando spunteranno, si posizionino al posto giusto e con la direzione corretta.
L’allattamento al seno sviluppa naturalmente i muscoli facciali del bambino che, per estrarre il latte dal seno materno, è costretto a lavorare vigorosamente con la lingua e con la bocca.
Quando si allatta con il biberon, il meccanismo di suzione può invece alterarsi perché il latte fluisce dalla bottiglia in un rivolo continuo e non a richiesta, senza sollecitare troppo i muscoli della bocca. Se poi il bambino beve il biberon in posizione sdraiata, tende a
spingere la lingua in avanti per non soffocare e assume una posizione passiva che lo porta a non far lavorare la mascella.
Per un corretto allattamento con il biberon è necessario: Usare una tettarella con foro piccolo per indurre il bambino a lavorare per ottenere il latte.
Tenere il bambino in posizione eretta perché faccia lavorare i muscoli delle mascelle durante la poppata.
Permettergli di fare intervalli mentre beve, come succede quando si allatta al seno. In tal modo gli si dà la possibilità di riposare per poi riprendere a poppare con forza.
Curare l’igiene dentaria della mamma e di chi si occupa del bambino per evitare di trasmettere, attraverso la saliva, i batteri responsabili della formazione della carie: anche solo inserendo il biberon nella bocca, si può trasmettere la carie al bambino.

Il latte in formula

Il lane vaccino (di vacca) non è adeguato all’alimentazione del bambino,almeno fino ai 12 mesi di età: la sua composizione si adatta alla crescita dei vitelli e non è digeribile dagli esseri umani.Anche se diluito e integrato con zuccheri, può portare a squilibri dietetici pericolosi, come la carenza di ferro, che può causare anemia anche se il bambino aumenta regolarmente di peso
Per produrre il latte in formula il latte vaccino viene sottoposto a procedimenti complessi che ne rendono la composi/ione più simile a quella del latte materno: i grassi sono in parte sostituiti da oli vegetali o acidi grassi polinsaturi: il siero viene liberato di alcuni sali minerali; la caseina (proteina del latte) viene miscelata con siero di latte per arrivare a una percentuale di proteine simile a quella del latte materno: il lattosio (zucchero del latte) viene incrementato.

Come si prepara

Il latte in formula si trova sia in polvere sia liquido. Kntrambi hanno le stesse caratteristiche nutrizionali: sono alimenti completi e non richiedono integrazioni.

Il latte in polvere

■ Con le mani pertertamente pulitesi diluisce il latte in polvere con acqua oligominerale naturale non gassala in bottiglia di vetro, o con acqua proveniente da zone di montagna dove non sono presenti industrie; in tal caso, va fatta bollire e raffreddare.il contenuto di sali minerali dell’acqua deve essere modesto, per non interferire con le proprietà del latte artificiale e affaticare i reni del bambino.
■ Si riempie il biberon sterilizzato con l’acqua, aggiungendo il latte in polvere nelle dosi suggerite dal pediatra: in genere un misurino (pieno e raso, non colmo, senza comprimere la polvere) ogni 30 grammi di acqua: l’eccedenza va eliminata con la lama di un coltello asciutto e pulito. Le proporzioni di polvere e acqua non vanno mai modificate, per nessun motivo la formula preparata in proporzioni non corrette può creare problemi alla salute del bambino. Per dosarla in modo preciso si consiglia di versare una quantità d’acqua che richieda un numero di misurini interi, anche se in tal modo si prepara più latte del necessario.
■Si chiude il biberon con la ghiera e l’anello a vite e si agita per 15 secondi. Una volta apena, la scatola del latte in polvere deve essere consumata entro 10-15 giorni.

Il latte liquido

Si versa direttamente nel biberon e si scalda. Offre il vantaggio della praticità,
ma e più costoso e, una volta aperto, va consumato entro 48 ore.

Come si scalda

Il biberon può essere scaldato a bagnomaria, nello scalda biberon elettrico o nel forno a microonde, lenendo presente che in quest’ultimo caso la parte superiore della bottiglia avrà una temperatura più elevata. Per ovviare all’inconveniente si può mettere nel microonde la bottiglia diritta e senza tappo, in modo da permettere al calore di uscire. Quindi la si estrae, si chiude, si agita per una decina di volte, in modo che la temperatura del latte divenga omogenea in tutti i punti: non deve superare i 37-38 °C. Per verificarla si possono versare alcune gocce di latte sul dorso della mano: non devono scottare.

Come si conserva

■Si possono preparare in anticipo i biberon della giornata e conservarli chiusi in frigorifero.
■In viaggio, il latte preparato va conservato al fresco oppure per poche ore in un biberon termico.
■Il latte avanzato dal bambino dopo la poppata va sempre gettato.

Biberon e tettarelle
Il biberon

Sia i biberon in vetro sia quelli in plastica possono essere sterilizzati a caldo o a freddo e sopportano gli sbalzi di temperatura. Nei primi mesi di vita, quando il bambino ancora non maneggia la bottiglia, è preferibile utilizzare il vetro, in quanto non assorbe odori, sapori e colori dei cibi.
Esistono anche biberon antirigurgito o angolati (intorno ai 25 gradi) con una particolare inclinazione che permettono di allattare il bambino nella posizione semi-eretta consigliata. La tettarella rimane sempre piena di latte, anche quando nella bottiglia la quantità diminuisce: si evita così il rischio che il bambino ingurgiti aria.

La tettarella

Le tettarelle possono essere a ciliegia, a forma arrotondata; anatomiche, cioè studiate per adattarsi all’arco del palato, o avere numero e dimensione dei fori differenti a seconda della densità del pasto che si offre al bambino.
In caucciù. Si ricava dal lattice della corteccia dell’albero della gomma.
Morbida ed elastica, mantiene integra la propria struttura anche se si rompe. Poiché assorbe facilmente l’acqua, con l’uso tende a ingrossarsi, a diventare opaca e a trattenere gli odori. Va quindi sostituita spesso. Se necessario, si può allargare il foro con l’apposito fora-tettarelle.
In silicone. È un prodotto di sintesi chimica, atossico, morbido ed elastico. Non assorbe acqua,odori né sapori e non si deforma.Tendc però ad assumere il colore degli alimenti con cui entra in contatto e, se la tettarella si rompe, può lacerarsi o dividersi a metà. I suoi fori non possono essere allargati. È consigliata solo nei primi mesi di vita, quando il bambino non ha ancora i denti.

Allergie e intolleranze

Nei primi mesi di vita la pelle del bambino è particolarmente sensibile. Bastano il freddo intenso, il clima secco o il contatto con le mani bagnate di saliva per determinare la comparsa di arrossamenti e desquamazioni. Quindi, se il piccolo presenta uno sfogo, non bisogna concludere che è allergia.
Il più delle volte si tratta una banale infiammazione. In base a uno studio condotto dal Dipartimento Allergologico Milanese risulta che soltanto il 2,5% dei lattanti è allergico al latte. Prima quindi di cambiare il latte artificiale, è importante assicurarsi che sia esso l’origine del problema. Ogni cambiamento impone al bambino uno sforzo di adattamento che può provocare disturbi intestinali.
Gli sfoghi sono la spia di una possibile allergia quando si associano ad altri disturbi più importanti, quali anemia, diarrea con più di cinque evacuazioni al giorno; rallentamento della crescita, sia in peso sia in statura.
In caso di allergia II fattore scatenante sono le proteine contenute nel latte artificiale, che l’organismo identifica per errore come sostanze estranee. Il sistema immunitario reagisce producendo particolari anticorpi (le immunoglobuline E) che hanno il compito di neutralizzare queste sostanze liberando una molccola,ristamina,responsabilc dei sintomi tipici dell’allergia. Per riconoscere un’allergia al latte,occorre osservare se,a poche ore dalla poppata.il bambino appare sofferente; vomita con violenza; ha scariche intense di diarrea; si ricopre di chiazze di orticaria diffuse su gran parte del corpo. Le macchie di orti-
caria sono in rilievo con i bordi rosa scuro e pallide al centro.

Originally posted 2014-09-29 13:31:46.

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neonato dopo aver mangiato latte artificiale si dimena.