ASMA

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L’asma è un’infiammazione delle vie respiratorie caratterizzata da difficoltà respiratorie. Anche se le sue manifestazioni possono spaventare, il disturbo non è affatto limitante: i medici di un tempo lo definivano anzi un certificato di lunga vita.
Nella malattia la predisposizione ereditaria gioca un ruolo importante: i figli di genitori entrambi asmatici hanno infatti l’80% di probabilità di esserlo anche loro. Se invece è solo uno dei genitori ad avere l’asma, in 2 casi su 3 il bambino non ne soffre se si mettono in atto una serie di precauzioni.
Nell’80% dei casi iprimi attacchi si verificano prima dei 4 anni: in genere, più della metà delle persone che ne soffrono guarisce entro i 21 anni, mentre una buona parte degli altri con il passare dell’età subisce attacchi sempre più lievi.
Questo non deve far credere che sia una malattia da trascurare; ai primi sintomi è necessario intervenire tempestivamente per evitare che si cronicizzi: tosse e catarro diventerebbero stabili e le bronchiti si farebbero sempre più frequenti.

I sintomi

L’attacco d’asma è preannuciato da alcuni sintomi caratteristici: il bambino appare svogliato, stanco e nervoso; è assalito da un attacco di starnuti; ha la sensazione di avere il naso chiuso; le secrezioni nasali aumentano e il naso gli gocciola. Dopo qualche ora appaiono i classici sintomi dell’attacco di asma: il respiro diventa affannoso con la sensazione che manchi l’aria e la paura di soffocare. Il bambino prova un senso di costrizione mal petto, respira velocemente ed è preso da attacchi di tosse secca. Avvicinando l’orecchio alla bocca o al torace si percepisce un sibilo. Se l’attacco è grave, il cuore batte velocemente, il bambino suda, non riesce a trovare una posizione comoda, è sopraffatto dall’ansia. Nei casi estremi, impallidisce e le labbra diventano viola.
La durata dell’attacco può variare da pochi minuti fino a qualche ora o anche qualche giorno.Tra una crisi e l’altra il bambino non prova alcun disturbo: auscultandolo non si sente alcun sibilo e anche gli esami che misurano la capacità respiratoria (spirometria) sono normali.

Le cause più frequenti

Le reazioni asmatiche sono dovute al fatto che i bronchi reagiscono in modo eccessivo.
Possono essere suscitate da stimoli ben individuabili,come il polline o gli acari delle polveri domestiche, o come virus e batteri, ma anche da situazioni non specifiche, come uno sforzo fisico o uno stress.
Allergia – Quella più comune è l’allergia agli acari presenti nelle polveri domestiche, che può svilupparsi anche prima dell’anno di vita perché il bambino vi entra subito in contatto. Seguono quindi,nell’ordine, il polline,la forfora degli animali domestici,alcuni alimenti e additivi alimentari,certi farmaci,le vernici e altre sostanze inquinanti.Va tenuto presente che le manifestazioni allergiche compaiono solo dopo i 3 anni,perché si scatenano solo in seguito a un prolungato e frequente contatto con l’allergene. La diagnosi di allergia può essere quindi effettuata con sicurezza solo a partire dai 3 anni. Nei casi in cui le crisi asmatiche dipendano da un’allergia, nel 25-35% dei casi scompaiono in età adulta.
Infezioni delle vie respiratorie Poiché in diversi casi l’apparato respiratorio del bambino sotto dei 3 anni non ha ancora raggiunto la piena maturità, i bronchi tendono a ostruirsi anche in seguito a banali raffreddori o ad altre infezioni delle vie respiratorie.
Per questo spesso le crisi di asma iniziano dopo un episodio di bronchiolite e si ripetono poi anche in occasione di infezioni virali.
Stress e ansia – Nei bambini predisposti o già sofferenti di asma, la reazione asmatica può essere provocata da ansia o da stress. In molti casi è causata dall’arrivo di un fratellino o di una sorellina o da un cambiamento nella situazione famigliare.
L’esercizio fisico di tipo aerobico – Nei bambini che soffrono di asma gli sforzi fisici che provocano difficoltà sono quelli di tipo aerobico, della durata di 6-8 minuti. In genere succede quando il bambino corre a lungo: la crisi si presenta alcuni minuti dopo la fine dell’attività e dura 20-30 minuti. Anche il riso o il pianto prolungato possono provocare una crisi di asma.

Come si affronta
Con la riflessologia

Massaggiate in un primo tempo l’area tra l’alluce e il secondo dito del piede,in entrambi i piedi, e quindi la punta delle dita del piede, separando un dito dall’altro e cercando di sciogliere la tensione.

Con l’idroterapia

Fate un mezzo impacco sulla schiena del bambino: mettete in un pentolino dell’olio di ricino (si acquista in farmacia) e scaldatelo a fuoco lento senza portarlo a ebollizione.
Immergetevi una pezzuola di cotone fino a che ne sia completamente impregnata, controllando che sia calda ma non bollente, e applicatela sulla schiena in modo che copra la zona dei polmoni e dei reni. Coprite con un foglio di carta oleata e avvolgete il tutto con
una coperta di lana. L’applicazione va tenuta da 10 minuti a 2 ore, a seconda della resistenza del bambino, e va ripetuta due-tre volte la settimana.

Con la fitoterapia

Prima di offrire al bambino una tisana di erbe, è necessario consultarsi con il medico per
verificare che non vi siano controindicazioni e per definire il dosaggio.
Efedra L’uso medicinale dell’efedra risale a più di 5000 anni fa. Da sempre la medicina
cinese la utilizza per curare manifestazioni allergiche, asma, raffreddore da fieno. Dal 1927 la preparazione sintetica del principio attivo della pianta (efedrina) viene utilizzata
dalla medicina classica per farmaci contro l’asma. L’erba si dimostra efficace nei casi meno gravi di asma. Se ne consiglia l’uso in associazione con erbe che facilitano l’espulsione
del catarro, come la liquirizia e la grindelia. Le dosi vanno concordate con il medico.
Scutellaria La pianta è molto ricca di sostanze che hanno un’azione antinfiammatoria simile a quella dei farmaci antinfiammatori non steroidei,i cosiddetti Fans, senza però averne le controindicazioni. Contiene inoltre flavonoidi che agiscono allo stesso modo del disodio cromoglicato,un farmaco usato nella prevenzione degli attacchi d’asma.Va proposta al bambino dopo essersi consultati con il medico. La dose giornaliera non deve superare le tre tazzine di tisana al giorno. Si prepara versando 100 mi d’acqua bollente su 2 grammi di piantarsi lascia riposare in un recipiente coperto per 10-15 minuti,si filtra e si beve. Angelica È una pianta d’origine cinese che viene usata tradizionalmente nella prevenzione dell’asma allergica e per attenuarne le manifestazioni. Le sostanze in essa contenute inibiscono infatti la produzione di anticorpi, che determinano le reazioni allergiche. Va assunta sotto controllo medico.

Con l’aromaterapia

Prima di utilizzare un olio essenziale, ci si deve accertare che il bambino non sia sensibile: strofinatene una piccolissima dose su un braccio e controllate se si verifica una reazione.
■ Per prevenire le crisi. Mettete 5 gocce di olio essenziale di eucalipto in 30 mi di olio di mandorle dolci e massaggiate ogni sera il petto del bambino.
■ In presenza di difficoltà respiratorie. Mettete 1-2 gocce di olio essenziale di lavanda sul fazzoletto e fate inalare dal bambino.

Con gli integratori alimentari

La somministrazione, sotto stretto controllo medico, di alcuni integratori alimentari può risultare utile: la vitamina B6 per ridurre lo spasmo bronchiale; la vitamina E per limitare la produzione delle sostanze responsabili dell’infiammazione; la vitamina C per ostacolare la costrizione dei bronchi; compresse di magnesio chelato per rafforzare le difese dell’organismo; olio di pesce per ridurre la frequenza degli attacchi. Possono essere utili anche integrazioni di oligoelementi Manganese, Rame, Zinco, sempre e solo dietro prescrizione medica.

Con la medicina omeopatica

In diversi casi il ricorso all’omeopatia si è rivelato utile nella prevenzione delle crisi di asma. I rimedi omeopatici devono essere prescritti dal medico in base alle caratteristiche individuali di ciascun bambino.

Con la medicina convenzionale

Il pediatra può prescrivere farmaci antinfiammatori (cortisonici) in spray, aerosol o per bocca, e farmaci ad azione sintomatica (broncodilatatori), che agiscono sulla muscolatura dei bronchi contrastandone rapidamente il restringimento.
I cortisonici sono farmaci molto potenti e per questo vanno utilizzati con prudenza, e solo quando il pediatra li ritiene indispensabili in base alla situazione del bambino. Si tende a prescriverli in dosi molto basse e per periodi limitati.

La convalescenza

■ Dopo una bronchite asmatica si suggeriscono località marine, a temperatura mite. La montagna, essendo soggetta a notevoli escursioni termiche, è meno adatta, soprattutto
in caso di infezioni virali ricorrenti, che possono riacutizzarsi a causa degli sbalzi di tem-
peratura.
■ Le acque termali più indicate sono quelle solfuree.che rafforzano le difese contro le infezioni e, le acque arsenicate, che hanno un effetto contro ristamina, la sostanza responsabile della reazione allergica.

La prevenzione

Il ruolo della prevenzione è considerato fondamentale. Per ridurre la frequenza e la gravità degli attacchi di asma i seguenti accorgimenti si sono rivelati particolarmente necessari.

Allattare al seno

Nei bambini allattati al seno l’asma è meno frequente. In particolare se in famiglia vi sono casi di allergia è importante allattare il più a lungo possibile.

Seguire uno svezzamento molto graduale

Se in famiglia esiste una predisposizione alle allergie, è fondamentale che lo svezzamento avvenga molto gradualmente. I sistemi di autodifesa contro le reazioni allergiche cominciano infatti a funzionare verso i 7-8 mesi. Per questo motivo quanto più un alimento è allergizzante, tanto più tardi deve comparire nell’alimentazione del bambino,quando ormai le difese sono più sviluppate. Introducendo una sostanza prima che l’organismo sia in grado di assimilarla, si induce una sensibilizzazione che crea una abnorme reattività all’alimento. È bene aspettare il primo anno per dare al bambino il latte vaccino, le uova, il pesce e gli agrumi; i 2 anni per fragole, pesche e ciliegie e i 3 anni per prezzemolo e alloro.

Eliminare gli additivi alimentari

Prima di acquistare un prodotto è bene accertarsi se contenga additivi alimentari. In particolare si deve porre attenzione alla presenza negli alimenti dei solfiti, conservanti largamente usati,che inducono attacchi d’asma in persone sensibili.

Consumare verdura e frutta
• Aglio e cipolla Se non esiste una sensibilità specifica, si consiglia di inserire nell’alimentazione del bambino aglio e cipolla. Studi di laboratorio hanno dimostrato infatti la loro capacità di ridurre le manifestazioni asmatiche indotte da sostanze inalate. Si ritiene che questa loro proprietà sia dovuta alla presenza della quercitina, un flavonoide che riduce le infiammazioni dei bronchi,e al suo contenuto di olio solforato che riduce la produzione dei leucotrieni,sostanze ritenute responsabili dell’asma.
■ Vegetali ricchi di vitamina C La vitamina C ostacola la costrizione dei bronchi e normalizza il metabolismo dei grassi che,secondo alcuni, influisce sull’andamento dell’asma.

Quando rivolgersi al medico
Chiamate il pediatra se:

■ Il bambino presenta i sintomi della malattia.

Chiamatelo immediatamente se:

■ Soprattutto le prime volte, in caso di attacco d’asma acuto.

Originally posted 2014-10-02 10:24:56.

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