Benessere e malattia

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Il concetto di malattia

Fu il medico greco Ippocrate, vissuto nel 400 a.C,il primo a rompere con la teoria che attribuiva la causa dei malanni ai diavoli o all’ira degli dei. Secondo i suoi insegnamenti, l’origine dei disturbi che affliggono l’uomo era da ricercarsi nei fenomeni naturali: l’aria,l’acqua, il cibo. E la guarigione doveva trovarsi in quella che veniva chiamata vis medicatrix naturae M forza curativa della natura.
Per millenni furono questi i due principi cardine delle maggiori medicine del mondo: indiana, cinese e occidentale.
Negli ultimi sessant’anni la nascita dell’industria farmaceutica, l’estensione dell’assistenza medica a livello di massa e l’applicazione della tecnologia alla medicina hanno prodotto enormi passi avanti, spesso accompagnati però a una spersonalizzazione della salute. Ormai quando si va dal dottore le domande più frequenti sono del tipo: “Mi dia qualcosa per il mal di testa”,”Mi prescriva un tranquillante”,”Che cosa posso prendere per l’acidità di stomaco? Nella grande maggioranza dei casi il medico scarabocchia il nome di qualche farmaco e passa al paziente successivo.
Il sintomo, invece, va preso in seria considerazione: eliminarlo senza indagare la ragione per cui sia sorto si è rivelata una scorciatoia rischiosa, che nel lungo periodo porta a trasformare malesseri passeggeri in malattie croniche. Il nostro organismo infatti è molto più della semplice somma degli organi che lo compongono. Quando è minacciato, un complesso equilibrio di strutture e funzioni che si influenzano vicendevolmente chiama a raccolta le energie facendo appello a quella che viene definita la sua forza vitale.

È su questo personalissimo approccio nel rispondere agli stimoli che bisogna far leva. Non esiste la malattia in sé,avulsa dalla persona e dal contesto in cui si manifesta: è il bambino malato, con la sua storia individuale, le sue emozioni, le sue paure, le sue inesauribili risorse che va curato nella sua situazione concreta. Non basta quindi prendere in considerazione solo i dati fisici: bisogna tenere presenti anche le condizioni in cui vive e, soprattutto, anche se è molto piccolo, il suo atteggiamento psicologico: le emozioni influiscono infatti sull’aggravamento o sulla guarigione più di quanto si creda.
Oggi, grazie a sofisticale apparecchiature che riescono a misurare gli impulsi elettromagnetici emessi e ricevuti da ogni cellula del nostro organismo, si è riusciti a dimostrare che, ogni volta che si prova un’emozione, corpo, mente e cervello non sono più unità distinte e incomunicabili, ma un tutt’uno indissolubile. Ecco perché la malattia, anziché essere vissuta solo come un incidente da eliminare al più presto, va considerata anche come una grande opportunità di evoluzione, che permette di ascoltare il proprio corpo, conoscere le proprie reazioni e apprendere la diffìcile arte della cura di se stessi.

Tecnologia e sapienze antiche

Per tutti questi motivi i medici più attenti tengono conto non soltanto dei progressi della medicina e delle possibilità che offre la tecnologia, ma anche di tutto l’immenso patrimonio di piccoli gesti, attenzioni e cure naturali che producono benessere e rafforzano le difese immunitarie.
Per millenni l’uomo si è curato seguendo l’istinto o basandosi su tradizioni che apparentemente non avevano alcun fondamento scientifico. Oggi molti di questi rimedi trovano una conferma grazie a sofisticatissimi sistemi di indagine. Nei moderni reparti di maternità, per esempio, i neonati con ittero vengono curati con la semplice esposizione alla luce blu, e questo dimostra quanto i cromoterapeuti hanno da sempre sostenutoli colori hanno proprietà curative.Indagini recenti hanno dimostrato che le carezze, come racconta l’antica sapienza del massaggio, sollecitano la produzione di endorfine,cioè morfine endogene, che difendono dal dolore. E nelle cliniche più all’avanguardia nel mondo la via alla guarigione di gravi malattie viene ora ricercata in sostanze prodotte naturalmente dall’organismo: interferone, interleuchina o timosina.

Trasmettere la sicurezza di poter influire sulla propria salute

È importante comunicare al bambino la convinzione che anche lui è in grado di influenzare la sua salute, mangiando in modo corretto e osservando orari regolari di sonno. Più ne sarà convinto, più imparerà a fare le scelte necessarie per il suo benessere:”Adesso ti do l’arancia così non ti viene il raffreddore”.

Non premiare la malattia

Sorprendiamolo con un regalo o una particolare attenzione quando è felice e sta bene, e non per cercare di farlo smettere di piagnucolare. Istintivamente siamo portati invece a fare il contrario: se sta male lo copriamo di regali e di attenzioni; anzi spesso il piccolo malato riesce a strappare una deroga alle regole e a stare seduto tutto il tempo sul divano davanti alla TV accesa. In tal modo si convince che la malattia, anziché essere un segnale di allarme che lo spinge ad attivarsi per arrivare alla guarigione, è una fatalità che va premiata.
■ È importante comunicare messaggi positivi invece di “Se vai in giro senza golf, sicuro che ti torna il raffreddore…”, è preferibile dire “Sei un bambino forte e sano, ma fuori fa freddo ed è importante coprirsi”.
■ Anziché”Devi dormire, altrimenti sei stanco e fai i capricci”, dite “Ora fai un bel sonnellino perché il corpo ha bisogno di riposo. Poi sarai in forma e potrai giocare”.

Renderlo consapevole delle meraviglie del suo corpo

Curiamolo con tutto il nostro amore e consoliamolo, ma senza compatirlo. In molti casi il bambino esprime il disagio con disturbi fisici (mal di pancia o di testa). Si dice allora che somatizza.Anche se non ha ancora imparato a parlare, sa già molto bene che siamo attentissimi ai suoi strilli e al suo stato di salute, ed è normale quindi che utilizzi questo canale per chiedere attenzione.
Non deve però diventare un’abitudine: finirebbe per credere che, per ottenere ciò che vuole, in fondo bisogna essere un po’ malati. E se si fa un taglietto sul dito, facciamogli notare come il corpo è capace di prendersi cura di sé stesso:”Non sanguina più.Vedi?Ti sei aggiustato da solo”.

Originally posted 2014-10-02 08:23:39.

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