CAMMINARE

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CAMMINARE - CAMMINARE

I tempi e le modalità con cui ogni bambino arriva a camminare sono assolutamente individuali.
C’è chi inizia a gattonare e chi escogita industriosi modi di spostarsi stando seduto o sdraiato, in accordo con il proprio, personale processo di sviluppo psicofisico.
■ In ogni caso, tra il nono e il sedicesimo mese, il bambino cerca di mettersi in piedi reggendosi alle sbarre del lettino o al braccio di un adulto.
■ Pian piano impara a restare in posi/ione eretta per periodi sempre più lunghi e solo quando si sentirà sicuro tenterà di fare i primi passi,appoggiato a un appiglio.
■All’inizio non procede dritto davanti a sé. ma si muove lateralmente,senza mai lasciare la presa. Per stare in equilibrio tende a camminare con i piedi a papera, le gambe allargate e la pancia in fuori.
■ Una volta raggiunta una certa stabilità, lascerà l’appiglio, ma all’inizio non potrà controllare il ritmo dell’andatura.Trotterella con gambe e piedi divaricati e andatura barcollante. Nel tentativo di fare una corsetta, finisce spesso col cadere.
■ Le cadute sono frequenti: in questi casi non bisogna mostrarsi spaventati, ma dargli fiducia. Non aiutiamolo a rialzarsi: sarà lui a puntare le mani al suolo, a far leva sulle braccia, sollevare il sedere, raddrizzare le gambe e tornare in piedi con un colpo di reni.
■ Dopo i primi passi.ci vorrà circa un mese perché impari ad andare in giro senza sostegno. Poi dovrà imparare a fermarsi a comando, a cambiare direzione, a raccogliere un oggetto da terra.
■ Sei mesi dopo i primi passi il bambino acquista un’andatura simile a quella degli adulti: i piedi sono accostati, i passi sicuri. Con un aiuto, sa salire e scendere le scale.

DA RICORDARE

Quando inizia le sue prime esplorazioni, il bambino deve potersi muovere in uno spazio sicuro, che lo invogli a essere autonomo e che stimoli la sua curiosità: copriamo gli spigoli, eliminiamo i tavolini pericolanti e, se non sono ben fissi al pavimento, togliamo anche i tappeti.
Lasciamogli il tempo di guardarsi intorno e di dirigersi spontaneamente verso tutto ciò che suscita il suo interesse, senza essere troppo solleciti nel mettergli in mano il giocattolo che sta cercando o bloccandolo a ogni passo per paura che cada: se gli daremo degli obiettivi immediati da conquistare stimoleremo a imparare. In ogni caso, è importante non forzarlo mai a bruciare le tappe.

I difetti di postura

Fino ai 3 anni è normale che il bambino abbia un’andatura goffa e poco stabile o che traballi .Alla nascita il piede è naturalmente piatto. È rivestito da uno spesso strato di grasso, che si assottiglia solo dopo i 3 anni, lasciando in rilievo la curvatura dell’arco plantare, che si può notare osservando le impronte del piede bagnato sul pavimento: se nell’orma si nota un vuoto centrale, ad arco, l’inarcamento si è realizzato.

La scelta delle scarpe

■ In casa si consiglia di utilizzare scarpine di pezza o calzerotti con gommini antiscivolo, che lasciano al piede la massima libertà di movimento.
■ Per le passeggiate all’esterno sono da evitare le scarpe rigide e i supporti di tipo ortopedico, a meno che non siano espressamente indicati dal medico. Le scarpe devono essere morbide con le suole flessibili, a pianta larga, senza solette o plantari all’interno, tranne quelli che hanno la sola funzione di far traspirare il piede. Mai utilizzare calzature troppo strette o troppo corte: per misurarle si mette il bambino in piedi e si schiaccia la punta delle scarpe per verificare che l’alluce non vi batta contro.

Originally posted 2014-10-01 10:35:11.

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