Come si presenta alla nascita

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II neonato non è,come si è pensato per molto tempo, un adulto in miniatura. Le proporzioni del suo corpo e la sua fisiologia sono ben diversi da quelle del lattante e del bambino più grande: la testa rappresenta un quarto della lunghezza totale, mentre nell’adulto è un ottavo, la fronte occupa i tre quarti del viso, mentre nella persona matura è solo la metà, il naso è schiacciato. Gli arti sono più corti del tronco, le braccia più lunghe delle gambe e l’addome sporge leggermente.
Anche se il suo sistema nervoso non è completamente sviluppato, il neonato riesce a interagire con il mondo esterno e a rispondere agli stimoli mediante una serie di riflessi, cioè di risposte innate, automatiche e istintive, che gli permettono di adattarsi immediatamente alle esigenze della sua sopravvivenza.
I primi giorni di vita sono un periodo di assestamento in cui l’organismo impara ad adattarsi al mondo esterno: sulla pelle appaiono macchie, gonfiori, secrezioni e alterazioni di colore che, se in un bambino più grande possono preoccupare, sono assolutamente normali quando si verificano nelle prime due settimane.

La testa

Alla nascita succede spesso che la testa del bambino appaia schiacciata, allungata o con una tumefazione molle, detta tumore (nel senso di gonfiore) da parto: queste deformazioni e protuberanze, assolutamente naturali, sono dovute alle compressioni subite durante il travaglio e sono destinate a scomparire spontaneamente nel giro di qualche giorno, quando il bambino riacquista i tratti ereditati dai genitori.
Nella prima settimana di vita può apparire invece una protuberanza che può raggiungere le dimensioni di una piccola mela, detta cefaloematoma. Anche questa è provocata dalle pressioni subite durante il parto e si riassorbe in modo naturale nel giro di due-sei settimane senza che sia necessario alcun intervento. Non deve destare alcuna preoccupazione: non c’è alcun rischio che la protuberanza si rompa, perché è protetta da una membrana resistentissima.

Le fontanelle

Diversamente da quanto si crede quanto si crede comunemente, il cranio del neonato è molto resistente ed elastico: nel corso del travaglio può sopportare una pressione da cinque a venti chili e sotto la spinta delle contrazioni uterine può plasmarsi e deformarsi temporaneamente senza subire lesioni.
Nei giorni che seguono la nascita le ossa craniche si riassestano e la testa del bambino riacquista la sua conformazione rotonda pur lasciando aperte alcune fenditure, chiamate fontanelle: zone elastiche e molli situate nei punti dove le ossa del cranio non si sono ancora saldate.
Oltre a permettere alla testa del bambino di modellarsi al momento del parto per adattarsi al canale vaginale, le fontanelle consentono al cranio di continuare a crescere seguendo Io sviluppo del cervello. Nel primo anno di vita la circonferenza cranica passa in media da 35 a 48 centimetri, mentre il cervello raddoppia di peso. In seguito il ritmo di crescita della testa rallenta: per raggiungere le dimensioni finali (58-60 centimetri circa) dovranno passare circa ventanni.
Quando il bambino è tranquillo, le fontanelle appaiono leggermente infossate rispetto alla superfìcie del cranio. Possono anche essere pulsanti: se vi si appoggia sopra la punta delle dita si avvertono i battiti cardiaci.Quando piangersi gonfiano leggermente fino a portarsi allo stesso livello delle ossa che le circondano, si sollevano e si abbassano.Tutte queste sono manifestazioni assolutamente normali.
Si può tranquillamente lavare e toccare la testa del bambino, senza timore di fargli male o provocare danni: le fontanelle sono rivestite da una membrana che a prima vista può sembrare delicata, ma che in realtà è molto resistente.
Il suo tessuto fibroso, flessibile e tenace, permette inoltre alla testa di attutire gli urti più di quanto non possa farlo il cranio di un adulto.

Fontanella anteriore. È la più visibile, ha forma di rombo, si trova sulla sommità del capo del bambino ed è formata dall’unione dell’osso frontale con i due parietali: può essere lunga 2-5 centimetri e larga 2-4 centrimetri. Con il passare del tempo si assottiglia gradualmente fino a chiudersi del tutto e trasformarsi in tessuto osseo tra i 9 e i 18 mesi.

Fontanella posteriore. È situata tra l’osso occipitale, che riveste la parte posteriore del cranio, e le due ossa laterali. Essendo molto più piccola {in genere misura pochi millimetri) è difficilmente riconoscibile. Si chiude entro qualche mese, ma nei bambini con il capo di grandi dimensioni può richiedere più tempo.

Fontanelle laterali. Sono due per ogni lato del cranio. Se il bambino è nato a termine, si presentano già chiuse.

Quando rivolgersi al medico
Chiamate il pediatra se:

  • La fontanella anteriore è gonfia e il bambino ha la febbre: potrebbe trattarsi di un’infezione.
  • È infossata e il bambino ha da qualche giorno vomito e diarrea: potrebbe essere il segnale di uno stato di disidratazione.

Gli occhi

Rispetto alla dimensione del volto, gli occhi del neonato sono molto grandi con ciglia e sopracciglia molto fini; le palpebre sono leggermente gonfie e la sclera, la parte trasparente che riveste l’occhio, potrebbbe essere macchiata di sangue a causa dello sfregamento del viso contro il canale del parto. Il colore degli occhi resta indefinito fino a circa il sesto mese.

Le orecchie

Spesso il bambino nasce con le orecchie attaccate alla testa, come conseguenza della compressione subita durante il parto. Dopo pochi giorni tornano alla normalità.

La lingua

Nel neonato il frenulo, la piccola membrana che collega la lingua alla base della bocca e ne permette i movimenti, è molto pronunciata e arriva fin quasi alla punta della lingua. Durante la crescita, man mano che la lingua aumenta di volume, si ridimensiona. Il frenulo corto non ha alcuna influenza sulla capacità del bambino di succhiare, mangiare o parlare. Soltanto se resta tale dopo il primo anno, va interpellato il pediatra.

I capelli

I capelli sono molto sottili e hanno una struttura diversa da quelli degli adulti, perché contengono una minore quantità di cheratina, la proteina che conferisce resistenza e volume.
Al momento della nascita il bambino può avere solo una leggera peluria o una folta chioma: le differenze dipendono da fattori costituzionali. Nei bambini dai capelli chiari la peluria è quasi invisibile; se sono scuri, i capelli sono più grossi, folti e lunghi, mentre quelli dei bambini che nascono dopo il termine sono spesso ispidi.
In ogni caso, dopo qualche settimana questi cadono per lasciare il posto a capelli che possono essere di natura e colore completamente diversi. La capigliatura definitiva inizierà a svilupparsi soltanto a partire dal primo compleanno.

I peli

Nell’utero il bambino è ricoperto da una leggera peluria: in alcuni casi alla nascita questa è ancora presente e si trova per lo più sulle spalle e lungo la spina dorsale-Questi peli sono destinati a cadere nel giro di una o due settimane.

La pelle

Alla nascita la pelle del bambino è ricoperta da una sostanza giallastra, detta vernice caseosa. Potrebbe presentare inoltre delle caratteristiche particolari, che non devono tuttavia allarmare, perché sono del tutto normali.
Se il colorito è bluastro Poiché la circolazione del sangue impiega qualche ora prima di diffondersi con regolarità, la pelle del bambino appena nato può essere velata di azzurro o leggermente bluastra. Non c’è da preoccuparsi: dopo pochi minuti dal parto acquista un colorito normale, anche se qualche macchia bluastra può restare per due-tre giorni sulle mani e sui piedi, che sono le zone più periferiche del sistema circolatorio. Le labbra devono essere rosate.
Se il colorito è pallido Se il bambino ha un colorito molto chiaro che permette di scorgere le piccole venuzze che scorrono nello strato più profondo della cute non c’è da temere che sia anemico: l’anemia può essere individuata con certezza soltanto con gli esami del sangue, che vengono effettuati a tutti i nuovi nati.

Se la pelle è punteggiata da macchioline rosse È un fenomeno normale dovuto al funzionamento ancora poco efficiente della pelle e dei pori. Scompare senza bisogno di alcun intervento entro una decina di giorni.
Se infondo alla schiena compare una macchia bluastra, simile a un livido Detta macchia mongolica, è prodotta da un accumulo di pigmento sotto la pelle: in genere svanisce nel corso del primo anno di vita o è mascherata dalla normale pigmentazione fra i tre e i cinque anni. Si chiama così perché ne sono particolarmente soggetti i bambini orientali e di pelle scura, non ha alcuna attinenza con il mongolismo, o sindrome di Down.
Se la pelle si squama Nei primi giorni di vita la desquamazione avviene nella maggioranza dei neonati, in particolare sul palmo della mano e sotto le dita dei piedi.
Se in mezzo alla fronte, sulle palpebre, intorno alle narici o dietro la nuca sono presenti delle macchie rossastre piatte Sono piccoli angiomi, prodotti dai capillari, che in queste zone sono molto fitti. Non devono destare preoccupazione e con il tempo scompaiono da soli.
Se il viso è paonazzo e la pelle del corpo è molto arrossata ed è ricoperta da squame leggermente untuose Si tratta di un’infiammazione generalizzata della pelle, detta eritrodermia seborroica. È causata dagli ormoni sessuali che la mamma passa al bambino durante la gravidanza e che stimolano una maggior produzione di sebo. Nel giro di poche settimane l’organismo del bambino si libererà degli ormoni materni e la pelle riacquisterà il suo colorito naturale.

Il tronco

I seni del bambino o della bambina possono gonfiarsi lasciando a volte fuoriuscire alcune gocce di latte: è un effetto del tutto naturale, prodotto dagli ormoni materni e destinato a scomparire spontaneamente. Non bisogna assolutamente toccarli nel tentativo di spremere il latte: si rischia di provocare un’infezione.
Il moncone ombelicale, lungo alcuni centimetri, è ciò che resta del cordone ombelicale: collegato alla placenta della mamma, durante la gravidanza serviva a nutrire il bambino e a eliminare i suoi prodotti di rifiuto. Con il passare dei giorni diventa scuro e secco. A volte, nel suo punto di attacco, compare una sostanza cremosa,che è la gelatina che vi era contenuta.

I genitali

In proporzione al resto del corpo i genitali dei neonati, maschi e femmine, sono più grandi alla nascita che in qualsiasi altro periodo precedente alla pubertà. Nei primi giorni di vita possono essere gonfi e arrossati a causa degli ormoni trasmessi dalla mamma durante il parto.
Le bambine possono avere perdite vaginali simili a mestruazioni: dovute alla presenza degli ormoni materni, sono destinate a scomparire in pochi giorni.
Anche una secrezione vaginale trasparente e biancastra è normale. Cesserà in pochissimi giorni. I maschi hanno in genere il prepuzio aderente: il pene e la pelle che ne ricopre la punta si sviluppano infatti da un unico elemento. Alla nascita sono ancora uniti e si separano gradualmente solo nei primi anni.

Le gambe

Nel neonato le gambe appaiono spesso a forma di O. soprattutto nella zona che va dal ginocchio alla caviglia. Il fenomeno è dovuto alla posizione assunta del bambino nella vita intrauterina.

I piedi

I piedi possono apparire solcati da pieghe: è il liquido amniotico che ha macerato la pelle. In pochi giorni la situazione si risolve spontaneamente.

Le secrezioni

Lacrime II pianto della grande maggioranza dei neonati è senza lacrime: queste compariranno a partire dalla quarta settimana di vita.
Muco Spesso il bambino ha il naso pieno di muco, ma non è raffreddore;dopo qualche giorno il muco viene espulso senza alcun intervento.
Sudore Molti bambini sudano alla testa e al collo. È anche questo un fenomeno normale.

Le feci
Le feci non sono composte solo da residui di alimenti non assorbiti, ma anche da batteri, cellule della mucosa intestinale, secrezioni intestinali, fibre non digerite, bile proveniente dal fegato e acqua. Il loro aspetto e la frequenza delle evacuazioni forniscono sempre preziose informazioni sullo stato di salute del bambino.
Nelle prime due settimane le scariche sono molto frequenti e possono avvenire a ogni pasto.
Nei primi due-tre giorni si presentano sotto forma di meconio (dal greco mecom’on, succo di papavero),un materiale vischioso verde-nerastro,inodore, che contiene liquido amniotico, bile, cellule e secrezioni intestinali. La sua emissione provoca un calo di peso, che si verifica in tutti i bambini nei primi giorni di vita.
Tra il terzo e il settimo giorno le feci del bambino, dette di transizione, sono di colore giallo-verdastro: contengono residui alimentari e tracce di meconio.
Dopo la prima settimana di vita compaiono le feci da latte.A differenza del meconio,sono ricche di batteri. A partire da questo momento, le loro caratteristiche sono diverse a seconda del tipo di alimentazione del bambino. Se il bambino è allattato al seno
Le feci, di colore giallo oro, sono di consistenza cremosa e di odore acido. A volte possono contenere grumi bianchi, che non devono preoccupare: si tratta di coaguli di caseina.
Il numero delle scariche si assesta mediamente su due-quattro volte al giorno.
In genere con l’alimentazione al seno il bambino non soffre di stitichezza. In caso di feci liquide e più frequenti può trattarsi di un’infezione o dell’effetto di lassativi ingeriti dalla mamma.

Se il bambino è allattato al seno

  • Le feci, di colore giallo oro, sono di consistenza cremosa e di odore acido. A volte possono contenere grumi bianchi,che non devono preoccupare: si tratta di coaguli di caseina.
  • Il numero delle scariche si assesta mediamente su due-quattro volte al giorno. In genere con Valimentazione al seno il bambino non soffre di stitichezza. In caso di feci liquide e più frequenti può trattarsi di un’infezione o dell’effetto di lassativi ingeriti dalla mamma.

Se è allattato artificialmente

  • Le feci sono di colore giallo-grigiastro. Rispetto a quelle del bambino allattato al seno sono più asciutte e consistenti, non aderiscono al pannolino e hanno un odore più intenso a causa delia decomposizione delle proteine.
  • Le scariche sono meno frequenti: una-due al giorno o ogni due giorni. A volte le feci sono talmente dure da venire espulse con difficoltà.

Originally posted 2014-09-29 09:14:21.

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