Conoscere il bambino

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Tra i 6 e gli 8 mesi si verificano cambiamenti radicali nella personalità e nel comportamento del bambino. Se fino a questo momento percepiva la mamma come una parte del suo corpo e sembrava non accorgersi delle sue brevi assenze, ora comincia a rendersi conto che i genitori sono individui distinti da lui. Questa consapevolezza, che segna un grande passo nello sviluppo intellettivo e affettivo, comporta due aspetti contrastanti: da un lato sollecita la curiosità verso il mondo esterno e il desiderio di esplorare,ma dall’altro suscita il timore dell’abbandono. Ogni volta che il bambino deve staccarsi dalla mamma, dal papà, dalla nonna,è preso da un’ansia incontrollabile perché non riesce ancora a immaginare dove siano quando non li vede: se si allontanano per lui è come se sparissero per sempre.
È da questa paura che nascono la diffidenza verso le persone sconosciute, il rifiuto di andare a dormire la sera, gli scoppi di pianto quando non vede più le figure famigliari. Secondo l’età e il temperamento del bambino,questa paura,che viene chiamata ansia da separazione, ha intensità diverse, ma comunque è presente. Se noi adulti congedandoci da una persona, sappiamo che continua a esistere anche quando non è sotto i nostri occhi, per il bambino non è così.
Proviamo a tornare indietro di qualche settimana e a fare un piccolo esperimento con un bambino di 4-5 mesi. Se vuole prenderci di mano le chiavi della macchina, mettiamocele in tasca, senza preoccuparci di non fargli vedere il nostro gesto. Lui, comunque non le cercherà. Continuerà a guardare la nostra mano.dove le ha viste l’ultima volta. Poi se ne dimenticherà: per lui le cose che non si vedono non esistono.
Lo stesso succede quando, come per magia, sparisce una persona cara.
Ora invece è diverso: se ci allontaniamo sa che siamo altrove e non con lui quindi protesta: non è un ricatto, ma una dichiarazione di amore. E se fino a poche settimane prima accoglieva ogni nuovo venuto con entusiasmo, ora inizia a essere discriminante: mostra timidezza di fronte agli estranei e si spaventa per qualsiasi rumore o oggetto insolito.
Tutte queste manifestazioni indicano una grande conquistaci bambino comincia a realizzare la differenza tra sé e le altre persone,gli oggetti.il mondo esterno. Ecco perché si dispera quando ci vede andar via. Ed ecco perché, in particolare al momento di andare a letto la sera, la situazione può diventare difficile da gestire.

Che cosa vede

Solo a un anno il bambino riuscirà a vedere le immagini con i contorni ben definiti, i colori vividi e i rilievi tridimensionali. Il mondo, che fino a poche settimane prima era piatto, confuso, sfocato, ora gli appare finalmente a tre dimensioni.

Che cosa sente

Se a 6 mesi gira la testa e la alza per cogliere un suono che proviene dall’alto,a 8 mesi la sposta in corrispondenza della direzione del suono.

Come si muove

A 6-8 mesi – II bambino riesce a giocare seduto sul pavimento o nel box,senza cadere all’indietro. Se messo a pancia in giù inizia a strisciare. Quando lo teniamo in piedi, si molleggia sulle gambe.
A 8 mesi – Se viene sorretto, muove i piedi in avanti accennando alcuni passi. Quando e a pancia in giù è capace di sollevare tutto il busto, portando il peso del corpo sulle ginocchia. Se è sdraiato riesce a rotolare spontaneamente su se stesso.
Tra i 9 e i 10 mesi – È in grado di passare dalla posizione sdraiata a quella seduta e viceversa, e in molti casi è capace di strisciare o di muoversi carponi.
Ora quando sta seduto si piega in avanti o di lato senza perdere l’equilibrio per afferrare giocattoli o altri oggetti, che sa trasferire da una mano all’altra. Pian piano acquisisce la cosiddetta prensione fine, riesce cioè a compiere un gesto apparentemente trascurabile: contrapporre l’indice al pollice per afferrare qualcosa di molto piccolo, come un seme. È questo un passo da gigante nel controllo dell’ambiente. Gli antropologi sostengono che,grazie a quest’abilità, le scimmie prima e gli uomini poi si sono potuti differenziare dagli altri mammiferi rimasti a un livello di evoluzione inferiore. Il bambino può infatti comin-
ciare a usare gli oggetti, raccoglierli e porgerli con sempre maggior sicurezza.
Scopre il piacere nel lanciare le cose lontano da sé, impara a lasciare andare quello che tiene stretto in mano e, grazie a queste abilità, riesce a costruire una torre con due cubi. È affascinato dalle sparizioni: uno dei suoi passatempi preferiti è mettere oggetti dentro e fuori una scatola.
Forte di queste nuove conquiste tenta di mangiare da solo, lavarsi i denti, sfilarsi le scarpe o infilarsi le calze.
Intorno ai 10 mesi – II bambino sa alzarsi in piedi da solo aggrappandosi a un sostegno, per esempio le sbarre del lettino o la rete del box. Il controllo nelTabbassarsi non è ancora ben sviluppato: in genere nel tentativo di farlo, crolla seduto.
Verso i 10-11 mesi – In molti casi gattona per tutta la casa oppure si muove strisciando sul pavimento.
A partire dagli 11 mesi – Se lo sosteniamo per le braccia inizia a tentare i primi passi. È comunque capace di mantenersi in piedi saldamente quando è sorretto per un braccio. In genere riesce a passare dalla posizione sdraiata a quella seduta. II bambino si alza in piedi e raggiunge la posizione eretta, aggrappandosi alle sbarre del lettino o alla rete del box.
A un anno – Si muove rapidamente: a quattro zampe o strisciando sulle ginocchia, cammina se tenuto per un braccio o si sposta tenendosi appoggiato alle pareti. Più raramente può essere già in grado di camminare, per brevi periodi e con scarso equilibrio, per conto proprio.

Come si esprime

Verso gli 8-9 mesi – II bambino inizia a far corrispondere ad alcune sillabe come ad esempio ma-may pa-pa, la-la, l’immagine mentale degli oggetti che rappresentano.
Verso i 10 mesi – Parlotta a modo suo con un linguaggio che per noi è incomprensibile. Sa ripetere alcune parole di due sillabe e fa i primi passi verso la scoperta del verbo: quando gli diamo qualcosa da mangiare che gli piace, dice cò, vale a direune voglio ancora”.
A un anno – Possiede un suo piccolo vocabolario di sette-otto parole di due sillabe e riesce a comporre frasi minime come per esempio mamma occo, “mamma,dammi l’acqua”.Capisce frasi semplici,presta attenzione alle conversazioni che si fanno attorno a lui e tenta di prendervi parte con vocalizzi che cercano di imitare il tono di voce degli adulti. Comprende i nostri no e a volte si dimostra testardo quando limitiamo la sua voglia di esplorare. Acquisisce sempre di più la coscienza di sé e cerca di affermarsi. Riesce a comunicare con gli altri, soprattutto attraverso il linguaggio dei gesti, saluta con la mano, fa il broncio per mostrare disappunto e scuote la testa per dire di no.

Nelle popolazioni primitive i rituali servivano a propiziarsi o ad allontanare gli spiriti maligni oppure a placare fenomeni naturali incontrollabili, che generavano terribili paure. Per il bambino hanno lo stesso potere magico. La ripetizione della stessa routine dà sicurezza, elimina l’ansia, favorisce la prefigurazione di quanto deve accadere.
Creare abitudini, piccoli riti quotidiani e famigliari, è uno dei più grandi doni che si possono fare a un bambino. Nei momenti di difficoltà saranno questi a infondere sicurezza perché scandiscono il ritmo della sua giornata con ritmi ed eventi che si ripetono sempre uguali.
Le piccole cerimonie del vivere quotidiano, così cariche di significati affettivi, aiutano infatti a padroneggiare la realtà, senza che il piccolo si senta trascinato da una situazione all’altra apparentemente senza ragione.

Come ricorda

Il bambino vede la zampa del suo orsacchiotto di peluche sotto il letto e si muove per recuperarlo. Solo il mese precedente non sarebbe stato in grado di farlo. Ora la sua memoria e più sviluppataci punto che riconosce l’orsacchiotto da un dettaglio e quando vede la zampa si ricorda a chi appartiene,e gli permette di fare più cose contemporaneamente e di ricordare con precisione le azioni lasciate in sospeso: se posa il biberon che stava succhiando per afferrare un sonaglio, dopo qualche istante sa ritrovarlo e riprenderlo là dove l’aveva lasciato.
La sua memoria si attiva in relazione a stimoli positivi che suscitano in lui non solo spiccate preferenze, ma anche emozioni e affetti: il bambino ricorda l’arrivo della pappa, il bagnetto, la passeggiata al parco, si esalta quando sente il rumore delle chiavi del papà nella serratura e si mostra eccitato nell’attesa di avvenimenti abituali. Ha capito che la sua giornata e scandita da rituali ben definiti, che gli danno sicurezza proprio per il loro ripetersi puntuale.

I primi collegamenti mentali

II bambino non è più un osservatore passivo. Non si limita a riconoscere gli oggetti di ogni giorno in base all’aspetto, alle caratteristiche della loro forma,al colore e alla consistenza, ma li collega con esattezza al loro uso pratico e alle azioni abituali che vede compiere dagli adulti intorno a lui. Sa metterli in rapporto con le loro funzioni – la pentola serve per fare la pappa, il martello per battere i chiodi – così come sa far corrispondere i diversi suoni alle fonti che li emettono: per esempio guarda la porta quando sente il campanello.
La sue nuove capacità lo spingono a entrare in relazione con l’ambiente e a modificarlo a seconda degli obiettivi che intende raggiungere. Inizia a comprendere il rapporto fra le cause e gli effetti.

Originally posted 2014-09-30 13:14:02.

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