CONVULSIONI

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Le convulsioni sono contrazioni involontarie di uno o più muscoli. Nei primi 3 anni di vita sono abbastanza comuni perché la maturazione delle cellule del cervello non è giunta a compimento. Se le alterazioni sono limitate a una piccola zona del cervello, provocano formicolio o una contrazione solo in una piccola parte del corpo. Se invece gli squilibri elettrici si diffondono in tutto il cervello, le braccia e le gambe subiscono scosse violente e, nei casi più gravi, vi è perdita di coscienza.
La causa più frequente di convulsioni nei bambini è l’innalzamento veloce della temperatura. Le convulsioni senza febbre, invece, si verificano in meno dell’1 % dei casi e in genere interessano bambini che soffrono di epilessia.

■ Convulsioni febbrili
Tra i 6 mesi e i 5 anni le convulsioni febbrili sono abbastanza comuni.
Anche se vedere il bambino in preda a una crisi è un’esperienza sconvolgente, non sono preoccupanti. Nella grande maggioranza dei casi (circa il 70%), dopo la prima crisi non si verificano altri episodi: se si ripetono, avvengono entro un anno dalla prima convulsione, sempre in presenza di febbre. Solo nel 10% dei bambini le convulsioni si ripresentano per più di 3 volte. Il problema comunque non persiste oltre i 5 e i 6 anni, e non ha alcuna conseguenza sulla salute. I bambini che hanno avuto una o più convulsioni febbrili sono perfettamente sani e possono condurre una vita assolutamente normale, senza precauzioni particolari. Numerosi studi hanno dimostrato che non soffrono di danni permanenti ai muscoli, né corrono maggiori rischi di avere attacchi epilettici da adulti.

I sintomi

II bambino ha la febbre alta, perde coscienza, si irrigidisce e diventa pallidore gambe e le braccia sono tese, lo sguardo fisso e il respiro corto.A seconda dell’intensità della convulsione, le scosse possono essere leggere oppure ampie ed evidenti, in tal caso il piccolo rovescia gli occhi, muove in modo incontrollabile gambe e braccia, dalla bocca esce una saliva schiumosa. Può digrignare i denti e perdere il controllo degli sfinteri. La crisi dura qualche minuto.
Nella maggior parte dei casi, alla fine si addormenta e può non reagire agli stimoli per qualche tempo. Al risveglio si sente confuso e disorientato.

Le cause

Le convulsioni febbrili si verificano soltanto quando la febbre supera i 38,8 °C; non sono
però causate dalla temperatura elevata, quanto dalla velocità con cui si alza. Si ritiene che vi sia una componente genetica che riguarda una particolare sensibilità del sistema nervoso alla febbre. In tal caso la soglia convulsiva, cioè la temperatura minima in cui compaiono le convulsioni, generalmente di 41-42 °C, è più bassa, di solito 40 °C, a volte anche meno.

Come si affrontano
Durante l’attacco

■ Mettete molto delicatamente il bambino su un fianco per evitare che la saliva gli impedisca di respirare.
■ Levate tutti gli oggetti duri o aguzzi.
■ Slacciategli i vestiti in modo che possa respirare liberamente.
■ Non ponete oggetti tra i denti nel tentativo di evitare che il bambino si morda la lingua e le labbra. Ingoiare un oggetto è più pericoloso che mordersi la lingua. Potete mettergli tra i denti qualcosa di morbido.
■ Non spostatelo bruscamente, non scuotetelo né schiaffeggiatelo, ma parlategli dolcemente, in modo rassicurante.
■ Non ostacolate i suoi movimenti, non cercate di trattenerlo o di fermare le scosse.
■ Se il respiro è pesante,non tenetegli la bocca aperta con la forza.
■ Non coprite il bambino,potreste rendere la crisi più lunga.

Dopo l’attacco

■ Non offrite al bambino da bere o da mangiare per almeno un’ora, perché potrebbe soffocare.
■ Quando si sveglia,dategli un farmaco antipiretico e fatelo bere.
■ Per rassicurarlo potete fargli un bagno tiepido in cui avrete versato 2 gocce di olio essenziale di tiglio; avvolgetelo quindi in un accappatoio e mettetelo a riposare in una stanza semibuia, coricandolo sul lato, con un surplus di coccole.
■ Per alleviare la paura e lo shock potete usare i fiori di Bach, Rescue Remedy, 4 gocce 4 volte al giorno.

Quando rivolgersi al medico

Portate immediatamente il bambino al Pronto soccorso se:
■ La convulsione non passa entro 10 minuti.
■ Il bambino respira con difficoltà.

Chiamate subito il pediatra se:
■ Il bambino ha meno di 18 mesi.
■ La crisi si ripete entro 24 ore.
■ Il bambino ha la fontanella infossata.
■ La crisi non è generalizzata ma si limita a una sola parte del corpo.

Come prevenire nuove crisi
■ Non coprite troppo il bambino.
■ Se la temperatura supera i 37,5 °C ascellari o 38 °C rettali somministrate paracetamolo nelle dosi indicate dal pediatra e applicate la borsa del ghiaccio o pezze bagnate sulla fronte.
■ Applicate compresse di acqua fredda e aceto di mele in dosi uguali sui polpacci, da ripetere ogni mezz’ora per tenere a bada la febbre.

Se la convulsione si ripete
Seguite scrupolosamente le indicazioni del pediatra, mettendo subito nel retto del bambino il farmaco prescritto. Ripetete la dose se viene espulso o se la crisi non passa entro 2-3 minuti.

■ Convulsioni senza febbre
Quando l’attività elettrica del cervello subisce un’alterazione e diventa caotica il bambino può avere le convulsioni, che si manifestano con perdita di coscienza o movimenti del corpo incontrollati. Si parla allora di epilessia. I
In base al tipo di epilessia di cui soffre, il bambino può perdere conoscenza e cadere oppure restare cosciente e in piedi; gli occhi sono sbarrati o ruotati all’indietro, il corpo si irrigidisce, mentre braccia e gambe sono prese da scosse ritmiche.
Molte forme epilettiche che hanno origine durante l’infanzia vengono superate con
l’adolescenza.

Le cause

Tra le cause conosciute di convulsioni vi possono essere trauma cranico, trauma da parto, malattie o infezioni cerebrali, come una meningite, ma in molti casi si parla di epilessia idiopatica, cioè di un disturbo di cui non si conosce la causa. Si ritiene che spesso questo tipo di epilessia possa essere dovuta a una predisposizione ereditaria.
Molte ricerche vengono oggi svolte per cercare di scoprire se l’origine del problema non sia legato all’alimentazione. In alcuni casi chi soffre di crisi epilettiche ha un basso livello di un aminoacido chiamato GABA (acido gamma-amminobutirrico). Quando questo è scarso, i neuroni del cervello diventano elettricamente ipersensibili e, di fronte a uno stimolo normale, reagiscono in modo eccessivo, scaricandosi rapidamente e causando convulsioni.

I sintomi

Se si prende in considerazione l’estensione delle crisi, l’epilessia si distingue tra:
Epilessia parziale, detta anche epilessia del lobo temporale, se il disturbo elettrico si manifesta in una zona circoscritta del cervello.
Le convulsioni parziali possono essere semplici, quando il bambino resta cosciente durante la crisi, o complesse, quando perde conoscenza.
Le crisi durano da alcuni minuti a intere ore. Il bambino appare come addormentato ed esegue azioni che, passata la crisi, non è in grado di ricordare. Può soffrire di allucinazioni, sentire odori o avere sensazioni gustative che non corrispondono alla realtà. In molti casi si verifica una contrazione e una sensazione di formicolio. Quando tali sintomi si diffondono lentamente da una parte all’altra del corpo, si parla di epilessia jacksoniana.

Come si affronta

Di fronte a una crisi di convulsioni, per prima cosa è necessario cercare il più possibile di mantenere la calma, ricordando che durante l’attacco il bambino non ha coscienza di nulla: non è quindi in grado di controllare ciò che fa.

Se il bambino non perde coscienza o non cade
■ Non sono richiesti provvedimenti particolari.

Se perde coscienza e cade
■ Non muovetelo e lasciatelo a terra. Non cercate di trattenerlo né di fermare le scosse. Non scuotetelo né schiaffeggiatelo, né ostacolate i suoi movimenti. Soltanto se si trova in una posizione pericolosa mettetelo su un fianco senza cuscino.
■ Se vi sono oggetti con cui potrebbe farsi del male, allontanateli.
■ Allentategli i vestiti.
■ Se ha in bocca qualcosa, rimuovetelo con un dito. Ripulitegli la bocca della saliva e dell’eventuale vomito. Non ponetegli oggetti tra i denti nel tentativo di evitare che si morda la lingua e le labbra: potreste ferirlo, rompergli un dente, farvi morsicare gravemente o provocargli il vomito, tutte cose più pericolose che mordersi la lingua. Non tenetegli aperta la bocca con la forza.
■ Se il respiro diventa rumoroso,spingetegli in avanti la mandibola e il mento,premendo con due dita dietro l’angolo della mandibola, in modo da evitare che la lingua cada all’indietro.
■ Non provate a rianimarlo se temporaneamente il suo respiro si arresta: piuttosto fate in modo di favorirne la respirazione.

Quando rivolgersi al medico

Chiamate immediatamente il medico o portate il bambino al Pronto soccorso se:
■ La convulsione,con o senza perdita di coscienza,dura più di 5 minuti.
■ Alla prima convulsione ne seguono altre in rapida successione.
■ Il bambino rimane intontito per più di 2 ore.

Chiamatelo durante le ore successive se:
■ Ha avuto una crisi,anche se piccola.

Dopo la crisi
Unitamente ai farmaci prescritti dal pediatra, molti medici fanno ricorso a una serie di rimedi naturali e omeopatici per diminuire la frequenza e l’intensità degli attacchi.

Originally posted 2014-10-03 13:38:16.

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