Crescita e alimentazione




Proviamo a disegnare un drago: la lunga coda coperta di scaglie,gli occhi che escono dalle orbite, la lingua che dardeggia fuoco. Mostriamolo a un eschimese, a un italiano e a un bantu africano: tutti capiranno che si tratta di una figura minacciosa, anche se nessuno lo ha mai visto.
È questo il linguaggio mitico delle fiabe, che incanta il bambino perché parla la sua stessa lingua. Nei primi anni di vita crede che tutte le cose del mondo, comprese le pietre, le piante e il vento siano vive, possano parlare, soffrire, pensare. È cioè animista, come le popolazioni primitive. Crede, pur sapendo che tutto ciò avviene in un mondo che non è quello reale.
Come per i protagonisti delle favole e dei sogni, per lui le regole dello spazio e del tempo non sono rigide:gli asini hanno le ali, il lupo parla e il tappeto vola più veloce degli aerei. Non trova nulla di strano che la bella addormentata passi cent’anni nel sonno. Ed è naturale che gli animali parlino o i sassi si trasformino in oro, così com’è normale chiacchierare con la bambola. La verità delle fiabe non può essere fotografata, ma non cessa per questo di essere vera. È la verità dei simboli, un linguaggio universale, comprensibile a tutti,che racconta delle avventure che la vita ci può serbare: il distacco dalla casa, le prove che dobbiamo affrontare per diventare grandi, il rischio di soggiacere a incantesimi,che rappresentano forze complesse e sconosciute da cui dobbiamo liberarci, la bellezza che si cela anche sotto le spoglie di un rospo ripugnante. Il bosco,la palude, il fuoco, l’acqua, la torre, la strega e l’orco sono immagini di stati interiori, l’incarnazione di vizi e passioni che ci tormentano e che diffìcilmente i bambini, ma nemmeno gli adulti, riuscirebbero a esprimere con le parole. Per questo si ricorre al simbolo, che come nei miti di tutto il mondo, aiuta a tradurre il proprio mondo interiore in paesaggi, suoni, colori e avventure.
Se abituiamo il bambino all’ascolto delle fiabe, quando, più avanti, vorremo indagare sui suoi sentimenti, non dovremo far altro che chiedergli di raccontarci una favola per spiegare che cosa ribolle nel suo intimo.

Le prime favole

Fino ai 2 anni e mezzo, il bambino non riesce ancora a seguire il filo della storia e ama racconti brevi e semplici che parlano delle attività quotidiane. Solo verso i 3 anni comincia ad apprezzare le storie di fate e gnomi. I suoi primi racconti sono fiabe brevi, illustrate, che possano catturare il suo interesse. È necessario scegliere quelli adatti alla sua età, che siano capaci di suscitare emozioni.
■ Dalle fiabe il bambino impara a riconoscere i suoi sentimenti e a tradurli in parole. Per questo mentre le ascolta può succedere che abbia paura. Teniamolo in braccio o stretto vicino a noi: sarà sicuro che le terribili esperienze dei protagonisti a lui non accadranno mai. Rivivendo le loro paure il bambino si libera dalle proprie, purché vi sia qualcuno vicino a lui e la storia sia presentata come accaduta tanto tempo fa, in un paese lontano e finisca bene. Se vediamo che la fiaba non gli piace, non raccontiamogliela. Se invece chiede di ascoltare sempre la stessa, significa che risponde a un suo bisogno profondo. Improvvisamente, non vorrà più sentirla: sarà il segnale che quel tipo di situazione non lo interessa più.
■ Creiamo l’atmosfera con una luce soffusa, una musica di sottofondo, un tono di voce caldo e misterioso. Seguendo la narrazione, cerchiamo di immedesimarci nel racconto diventando di volta in volta il lupo, il porcellino e il vento: mimiamo con le mani il volo degli uccelli,il movimento delle onde, battiamo il piede per terra per indicare il passo cadenzato dell’orco che si avvicina, bussiamo con le nocche sul tavolo.
■ Mettiamo l’accento sull’inizio: Cera una volta…Viveva in un paese lontano… e sulla chiusura:… e vissero felici e contenti, che non può mai essere cambiata. Nessuna fiaba può finire male.Tutte rassicurano il bambino che nonostante le peripezie, il protagonista vivrà poi felice e contento per il resto dei suoi giorni.
■ Se il bambino chiede:”Ma è vero?”, ricordiamoci che le fiabe sono vere in quanto simboli.Anche se non appartengono al mondo immediato che sperimentiamo con i nostri sensi,descrivono un mondo interiore reale,che è quello dei sogni a seconda dell’età si può rispondere:MSì,ma sono cose succese molto tempo fa in un paese molto lontano”.Oppure”Sono fatti accaduti in un pianeta sconosciuto” ,o ancora:”È come quando giochi con la bambola, parli con lei per finta, ma ciò che dici è vero, no?”

I VANTAGGI DEL RACCONTO

A differenza della visione di un cartone animato, in cui l’immaginazione del bambino è incanalata dalle scelte del regista, la lettura di una fiaba lascia spazio alla sensibilità individuale e offre al bambino la possibilità di arricchirla con la sua fantasia. Il piccolo
inoltre è a contatto con una persona reale che dà sicurezza perché gli dà la possibilità di fare domande e avere chiarimenti.
La lettura delle fiabe porta a sviluppare nei confronti dei libri un amore che, nell’adolescenza e nell’età adulta, può trasformarsi in una preziosa fonte di piacere e di apprendimento. Il bambino che impara ad apprezzare i libri e a godere del tempo che gli dedichiamo per leggergli una fiaba è anche destinato a ottenere, quando sarà il momento, risultati scolastici più brillanti rispetto ai compagni che non hanno avuto questa opportunità. I libri abituano e allenano all’ascolto, una capacità che, con l’invasione della televisione, dei lettori dvd e degli i-pod, è in via di estinzione.

Quali libri

A partire dai 2-3 anni di età possiamo portare il bambino nelle librerie più fornite.dove esistono reparti dedicati alla prima infanzia in cui può scegliere un libro illustrato.
Il libro prescelto va lasciato a sua disposizione, ma è anche importante sfogliarlo e commentarlo insieme, insegnandogli ad averne cura e a rimetterlo al suo posto dopo averlo usato, senza scarabocchiarlo o stropicciarne le pagine.
In generale, nella piccola biblioteca del bambino dovrebbero trovare posto, accanto ai racconti moderni, anche le fiabe tradizionali, come Cappuccetto rosso, Cenerentola. Il brutto anatroccolo, Biancaneve, La bella addormentata nel bosco.

Originally posted 2014-10-01 11:26:41.

FAVOLE E RACCONTI - FAVOLE E RACCONTI FAVOLE E RACCONTI

Proviamo a disegnare un drago: la lunga coda coperta di scaglie,gli occhi che escono dalle orbite, la lingua che dardeggia fuoco. Mostriamolo a un eschimese, a un italiano e a un bantu africano: tutti capiranno che si tratta di una figura minacciosa, anche se nessuno lo ha mai visto. È questo il linguaggio mitico delle fiabe, che incanta il bambino perché parla la sua stessa lingua.

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LINGUAGGIO - LINGUAGGIO LINGUAGGIO

Fin da quando apre gli occhi al mondo, il bambino parla: gorgoglia, strilla, sbuffa, fo versetti. I suoni che emette non solo riflettono il suo stato di benessere o di malessere, ma gli servono a imparare una sequenza di movimenti con la bocca che poi userà per formare parole dotate di significato. È a partire dal quarto mese che i versetti dei primi mesi diventano balbettii sempre

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RUTTINO - RUTTINO RUTTINO

Durante la poppata è normale che il bambino ingerisca anche una certa quantità di aria, soprattutto se è allattato con il biberon. 1 piccoli allattati al seno succhiano con le gengive ben aderenti al bordo dellareola e questo tende a impedire l’ingestione di aria. Anche se il ruttino è importante per il benessere del bambino, non va comunque inteso come una regola: non e

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IGIENE E CURE QUOTIDIANE1 - IGIENE E CURE QUOTIDIANE IGIENE E CURE QUOTIDIANE

A 3 mesi il bambino possiede un sistema immunitario più maturo, che permette al suo organismo di difendersi dalle infezioni. La sterilizzazione di succhiotti,biberon e tettarelle può diradarsi,per essere poi abbandonata del tutto dopo i 5-6 mesi. Il piatto, il bicchiere e il cucchiaino della pappa possono essere tranquillamente lavati insieme a tutte le altre stoviglie di casa. L’unico accorgimento da seguire, se si

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GEMELLI - GEMELLI GEMELLI

Fin da quando è avvolto dal grembo materno, il bambino gemello sperimenta la presenza dell’altro: quando apre gli occhi al mondo, oltre al volto della mamma ha di fronte anche quello del fratello .Tra i gemelli si crea così un rapporto unico: sono una coppia fin dal primo respiro e questo fatto segnerà in modo determinante il loro sviluppo affettivo e sociale. Uguali e diversi Un tempo

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PAURE - PAURE PAURE

Quando ci troviamo senza punti di riferimento basati su esperienze precedenti che possano tranquillizzarci, abbiamo la sensazione di perdere il controllo della situazione e abbiamo paura. È un meccanismo positivo e necessario che ci protegge dai pericoli e ci aiuta a reagire alle situazioni più disparate: scansare un’automobile che arriva a tutta velocità, prepararsi per un compito importante, prevedere i rischi e gli imprevisti che si

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SINGHIOZZO - SINGHIOZZO SINGHIOZZO

Molto comune nei neonati, il singhiozzo preoccupa più i genitori di quanto non infastidisca il bambino, che lo conosce fin da quando era in grembo. Il singhiozzo è causato dalla contrazione del diaframma, il muscolo che separa gli organi del torace ila quelli dell addome con il compito di organizzare la respirazione. Spesso si verifica dopo la poppata: in questo caso, è bene interrompere la suzione per

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SDRAIETTE E SEGGIOLINI - SDRAIETTE E SEGGIOLINI SDRAIETTE E SEGGIOLINI

La sdraictta può essere usata dai due ai dodici mesi circa, e comunque non dopo che il bambino avrà raggiunto i sedici chili di peso. ■ Può essere appoggiata su un tavolo.su una sedia o su un’altra superficie rigida, ampia e piana, in posizione elevata soltanto se è stabile. Non va mai messa su divani o poltrone,che potrebbero comprometterne l’equilibrio. ■ Non va usata mai

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SOLE - SOLE SOLE

Il sole favorisce la sintesi della vitamina D, fondamentale per lo sviluppo osseo. A questo scopo sono sufficienti 10 minuti al giorno all’aperto. Se però l’esposizione diretta ai raggi del sole è più lunga, è necessario prendere delle precauzioni, non solo perché la pelle del bambino è più fragile di quella degli adulti, ma perché, se passa molto tempo ai giardinetti o sulla spiaggia, è

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DENTINI - DENTINI DENTINI

I denti non servono soltanto a masticare il cibo.ma sono di fondamentale importanza nel dare espressione al viso e, per quanto possa apparire strano, a garantire il corretto allineamento della colonna vertebrale. I primi abbozzi di ciò che saranno i denti compaiono intorno alla sesta settimana di gravidanza. È in questo periodo che si forma la lamina dentale che sarà poi la futura arcata. Pian piano

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