Crescita e alimentazione




È solo da trentanni che, grazie all’ecografìa, si è scoperto che il bambino impara a succhiarsi il dito ancora prima di venire al mondo. Fin dalla tredicesima settimana di gestazione lo si può vedere aprire le manine e portare il pollice in bocca e non c’è da meravigliarsi se due mesi dopo la nascita trascorre quasi cinque ore al giorno succhiando, non importa cosa: il seno, la tettarella del biberon, il ciuccio, le sue dita o l’angolo del lenzuolino.
Non si può quindi affermare, come si sente dire a volte, che quest’abitudina sia indotta da cattiva educazione: è un riflesso naturale che non deve essere frustrato. Infatti, se proviamo a sfiorargli le labbra con la punta delle dita o ad accarezzare delicatamente la zona della bocca, il neonato gira immediatamente la testa. L’impulso della suzione fa parte del suo patrimonio genetico: se fosse meno accentuato, non potrebbe sopravvivere.

DA RICORDARE

Quando il bambino sarà più grande, sarà più difficile disabituarlo al dito piuttosto che al ciuccio: rispetto al pollice, che è sempre a portata di mano, il succhiotto ha il vantaggio di offrire una maggiore possibilità di controllo, anche da parte del bambino stesso.

Come si sceglie il succhiotto

Il materiale
Il silicone È un prodotto chimico di origine sintetica a base di silicio. Il ciuccio in silicone è trasparente, indeformabile, non assorbe gli odori e i sapori e non subisce alterazioni anche dopo numerose sterilizzazioni. Queste caratteristiche lo rendono particolarmente adatto durante i primi mesi di vita. Dopo la comparsa dei primi dentini non va però più utilizzato, perché il bambino è in
grado di provocare facilmente incisioni che possono lacerare il materiale.
Il caucciù È una gomma naturale morbida ed elastica, più resistente del silicone alle lacerazioni. Presenta però l’inconveniente di assorbire acqua, ingrossandosi, di trattenere gli odori e di modificarsi nel tempo. Nei bambini predisposti può indurre una sensibilizzazione al lattice, un’allergia piuttosto comune perché colpevole dell’1% delle forme allergiche. Questo rischio può essere facilmente evitato scegliendo i succhiotti al silicone, che non provocano alcuna reazione allergica.
Per tutti questi motivi, anche se si può usare dalla nascita, il succhiotto al silicone è consigliato soprattutto quando inizia la fase della dentizione.

La forma

A ciliegia. I succhiotti a ciliegia hanno una forma rotonda, che richiama quella del capezzolo. Per questo sono consigliati nei primi tre-quattro mesi di vita.
Anatomici. goccia schiacciata e ricurva verso l’alto, si adattano alla forma del palato. Sono consigliati a partire dal quarto mese, perché secondo alcuni pediatri, rispetto ad altri tipi di succhiotto, modificano di meno la conformazione del palato del bambino.

L’igiene del succhiotto

Per tutti i primi tre mesi di vita, quando le difese immunitarie del bambino sono ancora poco attive,il succhiotto va sterilizzato ogni giorno.
Se finisce inavvertitamente a terra tra le mura domestiche non è necessario sterilizzarlo prima di porgerlo di nuovo al bambino. Un rapido risciacquo sotto l’acqua corrente è sufficiente per pulirlo. Fin dalla nascita, infatti, nell’organismo del neonato sono presenti gli anticorpi trasmessi dalla mamma durante la gravidanza, che sono in grado di difenderlo dai pochi microbi eventualmente presenti in casa. Diversa è invece la situazione se il ciuccio cade per strada o in luoghi diversi dall’abitazione del bambino: in questi casi è importante e utile sterilizzarlo.
Va tenuto presente inoltre che quando la tettarella inizia a screpolarsi il ciuccio può essere un veicolo per germi e va buttato.

L’uso corretto

■ Se si allatta al seno,nelle prime sei settimane di vita si consiglia di non ricorrere al ciuccio. Può infatti interferire con l’allattamento che, per poter mantenere la sua naturalità, deve seguire i ritmi e le richieste del bambino.
■ Anche se i dentini non sono ancora spuntati, si sconsiglia vivamente di intingere il succhiotto nello zucchero o nel miele prima di porgerlo al bambino.
L’abitudine al dolce è infatti molto difficile da eliminare e nel tempo può provocare, oltre che danni ai denti, un problema di sovrappeso.
■ Il ciuccio, così come le tettarelle del biberon, dovrebbe essere sterilizzato una volta al giorno, almeno fino ai tre mesi di vita. Fino a questa età il bambino è infatti più esposto all’azione di germi che potrebbero provocare un’infezione gastrointestinale.
■ È bene non utilizzare sempre lo stesso ciuccio. Il bambino infatti tende ad affezionarsi al succhiotto che gli viene offerto con maggiore frequenza, nonché a riconoscerne,fino a considerarle irrinunciabili, le impercettibili modificazioni di forma prodotte dalla suzione. Può succedere quindi che rifiuti il nuovo ciuccio quando giunge il momento di sostituire quello vecchio. Si consiglia quindi di acquistare fin dall’inizio tre succhiotti della stessa forma e materiale da far alternare nell’arco della giornata.

DA RICORDARE

L’abitudine del bambino di succhiare il ciuccio o il dito non va contrastata. L’idea che sia un vizio è influenzata da questioni culturali e risale ai tempi in cui alcuni educatori teorizzavano fosse opportuno abolire, o almeno centellinare quanto dava piacere al bambino. Se gli si impedisce di succhiare gli si toglie la possibilità di confortarsi di fronte alle difficoltà, rischiando cosi di trasformare un atto del tutto naturale e transitorio in una fonte di tensioni.
D’altro canto se ogni volta che piange gli offriamo il ciuccio, senza cercare di capire che cosa vuole comunicarci, gli impediremo di riconoscere e prendere coscienza dei motivi del suo disagio. ll ciuccio o il dito in bocca possono deformare le arcate dentali solo se quest’abitudine viene protratta a lungo, oltre i tre anni di vita, e se la conformazione della bocca del bambino vi è costituzionalmente predisposta.

Originally posted 2014-09-29 16:23:17.

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