Bambino da 0 a 3 mesi




L’abitudine della passeggiata si può iniziare molto presto, fin dalla prima settimana di vita. L’aria aperta tonifica la pelle e stimola l’appetito, mentre la luce del sole stimola la produzione di vitamina D, indispensabile per fissare il calcio nelle ossa e garantire così il regolare sviluppo dell’apparato scheletrico.
La passeggiata offre inoltre al bambino l’occasione per entrare in confidenza con il mondo esterno regalandogli infiniti stimoli: forme,colori, voci,odori,rumori e persone nuove. I piccoli più vivaci ed estroversi saranno probabilmente appagati da queste sollecitazioni e si rilasseranno. Quelli più contemplativi e riservati potranno sentirsi disturbati da troppi stimoli: in tal caso è bene rispettare il loro temperamento e scegliere luoghi appartati.
Vale comunque una regola: l’uscita deve essere piacevole sia per i genitori sia per il bambino in modo che tutti si sentano a proprio agio. Se qualche volta si preferisce stare a casa, non è un problema: il bambino può essere messo per una mezz’ora accanto a una finestra aperta o su un terrazzo.

Le precauzioni

In molti casi l’aria che respiriamo è una miscela di emissioni tossiche provenienti da impianti di riscaldamento, mezzi di trasporto, industrie. È stato calcolato che trascorrere sei ore nel traffico intenso equivale a passare un pomeriggio chiusi in una stanza dove vengano fumate novantasei sigarette. Oltre all’anidride solforosa e all’ossido di carbonio, nell’aria cittadina ristagnano miscele di polveri e di gas altamente nocive: idrocarburi, ossidi di azoto e polveri.
A differenza di quanto si crede comunemente,non sempre l’inquinamento dell’aria è proporzionato alle dimensioni della città.A volte anche località piccole o di medie dimensioni accusano alti livelli di sostanze tossiche. La ragione è da ricercare nella presenza di industrie e di impianti di riscaldamento antiquati.

È importante prendere alcune precauzioni:

■ Non portare fuori il bambino nelle ore di punta. In questo caso,è meno nocivo raggiungere una zona verde in automobile o con i mezzi pubblici.
■ Quando si esce in una strada trafficata è preferibile mettere il bambino nel marsupio piuttosto che nella carrozzina, per evitare che si trovi all’altezza dei tubi di scappamento.
■ Quando possibile, vanno evitate le strade più trafficate e gli incroci, dove sono più frequenti le frenate e le ripartenze delle auto, che provocano una maggior dispersione dei gas inquinanti nell’aria.
■ Non sostare nei pressi di pompe di benzina, dove l’aria contiene alte concentrazioni di benzene, molto tossico per i bambini.
■ In automobile, se si viaggia nel traffico,è preferibile tenere i finestrini chiusi.

Con il sole

La luce solare favorisce la calcificazione delle ossa, perché attiva la vitamina D presente sulla pelle: a questo scopo è sufficiente che il bambino trascorra all’aperto almeno quindici-venti minuti al giorno, sempre all’ombra.
I neonati, e i bambini in genere, sono infatti particolarmente sensibili ai raggi direni del sole perché la loro pelle ha uno spessore di circa la metà rispetto a quella degli adulti ed è meno protetta dal film idrolipidico, una pellicola di acqua e grasso che fa da barriera alle aggressioni esterne e che si forma pian piano, per completarsi solo nel periodo della pubertà. Inoltre, nel bambino il processo di produzione della melanina.il pigmento che difende la cute dai raggi ultravioletti,si avvia con più lentezza che negli adulti e sarà solo intorno al secondo anno di vita che le cellule difensive poste negli strati più profondi del derma raggiungeranno un buon funzionamento. Infine i reni non hanno ancora raggiunto la piena maturità e il sistema di termoregolazione non è ancora del tutto efficiente.
Per questo, nei primi sei mesi di vita l’esposizione diretta ai raggi del sole va evitata il più possibile,anche nei mesi primaverili. Nei paesi del Mediterraneo il picco massimo degli ultravioletti si raggiunge all’inizio di giugno. Le radiazioni sono alte e potenti già dalla fine di maggio e poi vanno diminuendo dalla seconda metà di luglio.
In vacanza si può quindi esporre il bambino al sole indiretto, cioè sotto l’ombrellone, dove arrivano comunque raggi riflessi dalla superficie del mare e dalla sabbia, nella prima metà del mattino e nella seconda metà del pomeriggio. I filtri solari vanno usati con molta cautela perché nei soggetti predisposti possono provocare reazioni allergiche.

Quando fa freddo

Non è necessario rinunciare a uscire nel timore che il bambino si ammali. I responsabili dei disturbi delle vie respiratorie non sono il freddo e l’umidità, ma virus e batteri, che generalmente d’inverno si concentrano nei luoghi chiusi e affollati.

Durante la passeggiata, per tenere il piccolo al caldo, è sufficiente aggiungere ai vestiti di casa una tuta imbottita fornita di piedini e manopoline. In alternativa, si può usare una tuta normale con guantini di lana e babbucce pesanti. Si può anche ricorrere ai sacchi imbottiti di piumino: sono molto pratici e adatti anche alle temperature più rigide.
Il cappello di lana è necessario solo se il freddo è pungente: anche se la tutina o il saccottino hanno il cappuccio, rimane più aderente alla testa e non lascia passare l’aria fredda.
Sulla carrozzina si può aggiungere una copertina leggera.
Durante i viaggi in automobile, se non si tratta di tragitti lunghi, si consiglia di non levare la tuta al bambino per evitare di svestirlo e rivestirlo. È preferibile invece tenere basso il riscaldamento dell’auto e limitarsi ad abbassare la cerniera della tuta. Guanti e cappelli sono invece da togliere per non farlo sudare.

Quando c’è vento

È importante distinguere tra corrente e vento. Una brezza primaverile o un venticello gentile sono stimolanti per l’organismo: il bambino può essere portato fuori senza temere le correnti.
Se invece si tratta un vento forte, va tenuto in casa. Le folate, cariche di particelle di polvere, di batteri e di virus, aumentano le possibilità di contrarre malattie. Il vento inoltre provoca bruschi sbalzi di umore nel bambino, il cui sistema nervoso ha una minore capacità di adattamento rispetto agli adulti. Nel caso si debba uscire, è d’obbligo il cappello di lana.

Se piove o nevica

■ Con la pioggerellina o una pioggia regolare, anche se forte e persistente, il bambino può essere tranquillamente portato fuori coprendo la carrozzina con appositi teli impermeabili e trasparenti.
■ Se c’è un forte temporale, accompagnato da raffiche di vento, la passeggiata è da evitare o da rinviare.
■ Il clima freddo e secco di una nevicata, invece, non disturba affatto il bambino se è ben coperto.

Come capire se il bambino è ben coperto

■ È buona norma regolarsi sulla propria temperatura:quando si sente caldo e ci si scopre bisognerebbe liberare anche il bambino dai vestiti.Va tenuto presente però che nei primi mesi di vita si muove poco: all’aperto va quindi coperto con una copertina o una maglia in più rispetto agli adulti.
■ La temperatura del corpo del bambino non si sente dalle mani e dai piedi, che sono sempre più freddi delle altre parti del corpo, ma dalla base della nuca, all’attaccatura del collo. Basta infilare un dito nella maglietta all’altezza del collo: se la base della nuca è calda, significa che il piccolo è ben coperto, anche se mani e piedi sono freddi.

LE PRIME VOLTE

Per le prime uscite, che non devono protrarsi a lungo, il bambino deve avere un cappellino o una cuffietta aderente, di cotone, di felpa o di lana, perché la testa è la parte del corpo che disperde più calore.
I momenti adatti per la passeggiata sono le ore più calde d’inverno e le più fresche d’estate, dopo la poppata.

In vacanza

Fin dalle prime settimane di vita il bambino può essere portato in vacanza, a condizione che abbia sufficiente tempo di abituarsi al nuovo ambiente: essendo ancora alla ricerca dei primi fragili equilibri nei suoi ritmi, può restare scombussolato dai cambiamenti. È quindi necessario che il soggiorno duri almeno una quindicina di giorni.
Se non ha ancora acquisito ritmi di sonno regolari o se è sensibile ai cambiamenti delle abitudini, è importante mettere in atto due precauzioni.
■ È di estrema importanza che i suoi ritmi di vita, in particolare gli orari del sonno e delle poppate, siano rispettati.
■ Se si prevede di usare una culla portatile, è bene cominciare a utilizzarla qualche giorno prima del viaggio per farvi dormire il bambino durante i sonnellini mattutini o pomeridiani, in modo che impari a conoscerla.

Originally posted 2014-09-29 15:24:01.

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