Bambino da 0 a 3 mesi




Quando si può allattare

Malattie renali e diabete Non impediscono di allattare

Malattie infettive delle vie respiratorie Influenza, bronchite, faringite e otite non presentano controindicazioni. È importante però prendere la precauzione di utilizzare una mascherina durante la poppata, per evitare di contagiare il bambino con le microscopiche goccioline di saliva contenute nel respiro.
Miopia grave Essendo un disturbo legato all’alterazione delle strutture dell’occhio, non è influenzato dall’attività della ghiandola mammaria.

Quando si deve smettere temporaneamente

Tutti i tipi di epatite in fase acuta impongono la rinuncia all’allattamento, perché il virus passerebbe nel latte.
Epatite A. Non si può allattare finché la malattia è in fase acuta. In seguito, non ci sono problemi.
Epatite B. Essendo una malattia subdola, può passare inosservata. Non c’è da preoccuparsi se in gravidanza si sono fatti tutti gli esami di routine, in particolare quelli degli antigeni HBS (indice di bassa virulenza del virus) e HBE (indice di alta virulenza). Se si è HBS positivi e HBE negativi, si può allattare. Se sono entrambi positivi bisogna rinunciare.
Epatite C. Solo se dall’esame del sangue l’RNA antigene risulta negativa, si può allattare. In caso contrario no, perché il virus passerebbe nel latte.

Quando bisogna ricorrere al biberon

Ecco alcuni dei motivi per i quali si ricorre all’allattamento artificiale.
Carenza di latte. Succede raramente (1-2% dei casi) che il latte materno manchi del tutto o scarseggi a causa di alterazioni della ghiandola mammaria o di gravi disfunzioni ormonali a carico dell’ipofisi che ne ostacolano la produzione. In alcuni casi, a pregiudicare la lattazione può essere un’alterazione anatomica della mammella.
Herpes zoster. Da non confondere con YHerpes simplex, che colpisce il labbro o i genitali, l’Herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio) può provocare lesioni sul capezzolo. Se la mamma soffre di Herpes zoster, durante la poppata può contagiare il bambino.
Malattie esantematiche. Morbillo, rosolia, varicella, scarlattina, quarta malattia, quinta malattia e sesta malattia impediscono di allattare: il bambino potrebbe esserne contagiato.
Retinopatia. Se si è affette da una forma grave di retinopatia (lesione della retina) che si è acutizzata nel corso della gravidanza, non si può allattare.
Setticemia. Dovuta a virus o batteri di diversa natura che infettano il sangue, è talmente debilitante da impedire l’allattamento.
Sieropositività all’Aids. Sebbene non si conosca ancora con esattezza la percentuale di probabilità di contagiare il bambino, esiste il rischio che il virus passi nel latte.
Febbre tifoide e malaria. Sono diffuse nelle zone tropicali e subtropicali. La possibilità di esserne affette,quindi, riguarda solo le donne provenienti da quelle aree o che vi hanno soggiornato senza un’adeguata profilassi.

Quali farmaci

La maggior parte dei farmaci passa nei latte solo in quantità trascurabili e pochi hanno conseguenze per il bambino: si può quindi continuare ad allattare al seno attenendosi rigorosamente alle indicazioni del medico e prendendo solo quelli prescritti e ritenuti necessari.
In ogni caso, per limitare al minimo il passaggio di sostanze nel latte e per ridurre l’esposizione del bambino ad eventuali effetti collaterali, i farmaci vanno assunti subito dopo la poppata, in modo da far trascorrere un lungo intervallo prima di quella successiva. Qualora il bambino mostri il desiderio di una poppata a breve distanza di tempo, va assecondato solo se il prodotto non è considerato pericoloso in allattamento.

Sono permessi

In genere, se non vi sono situazioni particolari, sono permessi i seguenti prodotti, che vanno comunque presi dopo aver consultato il proprio medico.
Raffreddore e influenza. Si può assumere il paracetamolo, oppure l’acido acetilsalicilico a basso dosaggio per brevi periodi.
Infezioni batteriche. Solo se prescritti dal medico, possono essere usati gli antibiotici di uso comune, come gli aminoglicosidici, le penicilline, le cefalosporine.
Stitichezza. Si può ricorrere ai rimedi dietetici naturali, come orzo e prugne secche. Se non basta, ci si può orientare sui lassativi naturali costituiti da fibre indigeribili, come crusca, agar-agar o derivati della cellulosa, che aumentano la massa fecale; sostanze osmotiche, come idrossido di magnesio e lattulosio, che richiamano acqua nell’intestino e ammorbidiscono le feci; lubrificanti, come olio di vaselina e di paraffina.
Malattie cardiovascolari. Sono concessi la digitale e alcuni anti-ipertensivi.
Diabete. L’insulina può essere presa tranquillamente: pur passando nel latte materno, viene distrutta nel tratto gastrointestinale del neonato.
Tromboflebite. Vi sono farmaci anticoagulanti che possono essere assunti in tranquillità perché passano nel latte in frazioni irrilevanti o perché vengono distrutti nel tratto gastrointestinale del bambino.
Anemia. Pur essendo innocui per il bambino,i supplementi di ferro possono provocare coliche e disturbi. Sarà il medico a valutare un’eventuale alternativa.
Ipotiroidismo. L’ormone tiroxina non danneggia il bambino.
Ipertiroidismo. I farmaci a base di propiltiouracile sono considerati più sicuri di quelli a base di metimazolo.Tuttavia entrambi sono compatibili con l’allattamento.
Epilessia. Gran parte dei farmaci antiepilettici non comportano effetti pericolosi per il bambino.

Sono controindicati

Tetracicline, cloramfenicolo, sulfamidici, chinolonici di nuova generazione, antistaminico clemastina.saii d’oro (per l’artrite reumatoide),corticosteroidi, ergotamina (contro l’emicrania).

Impediscono l’allattamento

I farmaci che impongono la sospensione dell’allattamento sono molto pochi. I principali sono i seguenti:

  • Gli antitumorali.
  • Gli psicotropi (farmaci per psicosi acute).
  • I contraccettivi a base di estrogeni.
  • Gli antidepressivi e gli antiepilettici assunti in dosi molto elevate.

Anestesie e raggi X

  • Le anestesie locali non provocano alcun passaggio di sostanze dannose nel latte materno. Anche in caso di anestesia totale, al risveglio si può attaccare il bambino al seno in tutta serenità senza bisogno di togliere il primo latte, come si consigliava un tempo.
  • Gli esami radiologici classici sono assolutamente sicuri: non rendono radioattivo il latte materno ne possono alterarne la qualità,anche se i raggi X vengono direzionati in prossimità del seno. Quelli invece che prevedono l’ingestione di sostanze radioattive per evidenziare un organo o un tessuto ai raggi X, detti scinti grafici, richiedono di sospendere le poppate per un periodo limitato, stabilito dal medico, in base al tipo di sostanza radioattiva utilizzata. Nel frattempo, occorre estrarre il latte per garantirne la produzione.

Originally posted 2014-09-29 13:04:15.

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