Bambino da 12 a 36 mesi




Proviamo a disegnare un drago: la lunga coda coperta di scaglie,gli occhi che escono dalle orbite, la lingua che dardeggia fuoco. Mostriamolo a un eschimese, a un italiano e a un bantu africano: tutti capiranno che si tratta di una figura minacciosa, anche se nessuno lo ha mai visto.
È questo il linguaggio mitico delle fiabe, che incanta il bambino perché parla la sua stessa lingua. Nei primi anni di vita crede che tutte le cose del mondo, comprese le pietre, le piante e il vento siano vive, possano parlare, soffrire, pensare. È cioè animista, come le popolazioni primitive. Crede, pur sapendo che tutto ciò avviene in un mondo che non è quello reale.
Come per i protagonisti delle favole e dei sogni, per lui le regole dello spazio e del tempo non sono rigide:gli asini hanno le ali, il lupo parla e il tappeto vola più veloce degli aerei. Non trova nulla di strano che la bella addormentata passi cent’anni nel sonno. Ed è naturale che gli animali parlino o i sassi si trasformino in oro, così com’è normale chiacchierare con la bambola. La verità delle fiabe non può essere fotografata, ma non cessa per questo di essere vera. È la verità dei simboli, un linguaggio universale, comprensibile a tutti,che racconta delle avventure che la vita ci può serbare: il distacco dalla casa, le prove che dobbiamo affrontare per diventare grandi, il rischio di soggiacere a incantesimi,che rappresentano forze complesse e sconosciute da cui dobbiamo liberarci, la bellezza che si cela anche sotto le spoglie di un rospo ripugnante. Il bosco,la palude, il fuoco, l’acqua, la torre, la strega e l’orco sono immagini di stati interiori, l’incarnazione di vizi e passioni che ci tormentano e che diffìcilmente i bambini, ma nemmeno gli adulti, riuscirebbero a esprimere con le parole. Per questo si ricorre al simbolo, che come nei miti di tutto il mondo, aiuta a tradurre il proprio mondo interiore in paesaggi, suoni, colori e avventure.
Se abituiamo il bambino all’ascolto delle fiabe, quando, più avanti, vorremo indagare sui suoi sentimenti, non dovremo far altro che chiedergli di raccontarci una favola per spiegare che cosa ribolle nel suo intimo.

Le prime favole

Fino ai 2 anni e mezzo, il bambino non riesce ancora a seguire il filo della storia e ama racconti brevi e semplici che parlano delle attività quotidiane. Solo verso i 3 anni comincia ad apprezzare le storie di fate e gnomi. I suoi primi racconti sono fiabe brevi, illustrate, che possano catturare il suo interesse. È necessario scegliere quelli adatti alla sua età, che siano capaci di suscitare emozioni.
■ Dalle fiabe il bambino impara a riconoscere i suoi sentimenti e a tradurli in parole. Per questo mentre le ascolta può succedere che abbia paura. Teniamolo in braccio o stretto vicino a noi: sarà sicuro che le terribili esperienze dei protagonisti a lui non accadranno mai. Rivivendo le loro paure il bambino si libera dalle proprie, purché vi sia qualcuno vicino a lui e la storia sia presentata come accaduta tanto tempo fa, in un paese lontano e finisca bene. Se vediamo che la fiaba non gli piace, non raccontiamogliela. Se invece chiede di ascoltare sempre la stessa, significa che risponde a un suo bisogno profondo. Improvvisamente, non vorrà più sentirla: sarà il segnale che quel tipo di situazione non lo interessa più.
■ Creiamo l’atmosfera con una luce soffusa, una musica di sottofondo, un tono di voce caldo e misterioso. Seguendo la narrazione, cerchiamo di immedesimarci nel racconto diventando di volta in volta il lupo, il porcellino e il vento: mimiamo con le mani il volo degli uccelli,il movimento delle onde, battiamo il piede per terra per indicare il passo cadenzato dell’orco che si avvicina, bussiamo con le nocche sul tavolo.
■ Mettiamo l’accento sull’inizio: Cera una volta…Viveva in un paese lontano… e sulla chiusura:… e vissero felici e contenti, che non può mai essere cambiata. Nessuna fiaba può finire male.Tutte rassicurano il bambino che nonostante le peripezie, il protagonista vivrà poi felice e contento per il resto dei suoi giorni.
■ Se il bambino chiede:”Ma è vero?”, ricordiamoci che le fiabe sono vere in quanto simboli.Anche se non appartengono al mondo immediato che sperimentiamo con i nostri sensi,descrivono un mondo interiore reale,che è quello dei sogni a seconda dell’età si può rispondere:MSì,ma sono cose succese molto tempo fa in un paese molto lontano”.Oppure”Sono fatti accaduti in un pianeta sconosciuto” ,o ancora:”È come quando giochi con la bambola, parli con lei per finta, ma ciò che dici è vero, no?”

I VANTAGGI DEL RACCONTO

A differenza della visione di un cartone animato, in cui l’immaginazione del bambino è incanalata dalle scelte del regista, la lettura di una fiaba lascia spazio alla sensibilità individuale e offre al bambino la possibilità di arricchirla con la sua fantasia. Il piccolo
inoltre è a contatto con una persona reale che dà sicurezza perché gli dà la possibilità di fare domande e avere chiarimenti.
La lettura delle fiabe porta a sviluppare nei confronti dei libri un amore che, nell’adolescenza e nell’età adulta, può trasformarsi in una preziosa fonte di piacere e di apprendimento. Il bambino che impara ad apprezzare i libri e a godere del tempo che gli dedichiamo per leggergli una fiaba è anche destinato a ottenere, quando sarà il momento, risultati scolastici più brillanti rispetto ai compagni che non hanno avuto questa opportunità. I libri abituano e allenano all’ascolto, una capacità che, con l’invasione della televisione, dei lettori dvd e degli i-pod, è in via di estinzione.

Quali libri

A partire dai 2-3 anni di età possiamo portare il bambino nelle librerie più fornite.dove esistono reparti dedicati alla prima infanzia in cui può scegliere un libro illustrato.
Il libro prescelto va lasciato a sua disposizione, ma è anche importante sfogliarlo e commentarlo insieme, insegnandogli ad averne cura e a rimetterlo al suo posto dopo averlo usato, senza scarabocchiarlo o stropicciarne le pagine.
In generale, nella piccola biblioteca del bambino dovrebbero trovare posto, accanto ai racconti moderni, anche le fiabe tradizionali, come Cappuccetto rosso, Cenerentola. Il brutto anatroccolo, Biancaneve, La bella addormentata nel bosco.

Originally posted 2014-10-01 11:26:41.

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