Bambino da 6 a 12 mesi




È grazie all’intensità dell’entusiasmo con cui accogliamo i suoi primi tentativi di colloquio che il bambino viene incoraggiato a esprimersi parlando. Se appare silenzioso, possiamo stimolarlo prendendolo in braccio e avvicinando il suo volto al nostro: catturiamo il suo sguardo e pronunciamo le parole sillabandole a voce lenta, alta e chiara. Non stanchiamoci di ripeterle variando il ritmo, esagerando la mimica e alternando toni drammatici ad atteggiamenti che lo divertono. Più lo spettacolo sarà colorito, maggiore sarà la probabilità che voglia imitarlo. Grazie all’imitazione, imparerà gruppi di suoni che si riferiscono a oggetti, persone o situazioni specifiche.
Cerchiamo di parlargli il più possibile: anche se non è in grado di esprimersi, capisce il significato delle nostre parole. Descriviamo quello che stiamo facendo, raccontiamo ciò che succede, prepariamolo a quanto sta per avvenire, comunichiamo i nostri sentimenti sforzandoci di sottolineare gli aspetti positivi. Diamo vivacità ed enfasi alle nostre frasi, in modo che ne capisca il significato dal tono della voce e dai gesti, evitando i lunghi monologhi: usiamo parole semplici, ma non il gergo infantile, lasciandogli la possibilità di ri- sponderci, anche se le sue parole sono solo versetti e gridolini.

Le prime filastrocche

Con le loro rime e il loro ritmo strampalato le filastrocche da sempre incantano i bambini. Magiche e fantasiose, li accompagnano nel regno dei sogni, ma sono anche un meraviglioso strumento per insegnargli a parlare, in particolare se alle parole si accompagnano i gesti e i suoni si uniscono alle sensazioni fìsiche.
Quando cambiamo il pannolino o vestiamo il bambino, durante il bagnetto, mentre lo adagiamo nella culla, approfittiamone per recitare una filastrocca. Moduliamo la voce, accentuiamo la prima o l’ultima sillaba, affrettiamone o rallentiamone il ritmo, coloriamole di tutte le nostre emozioni: sorpresa, dubbio, esclamazione, delusione, meraviglia, preoccupazione, rabbia, desiderio e amore. La nostra espressione, i nostri gesti, l’intonazione della nostra voce sono strumenti fondamentali per imprimere le parole nella mente del bambino.

Originally posted 2014-09-30 14:33:54.

LINGUAGGIO1 - LINGUAGGIO LINGUAGGIO

È grazie all’intensità dell’entusiasmo con cui accogliamo i suoi primi tentativi di colloquio che il bambino viene incoraggiato a esprimersi parlando. Se appare silenzioso, possiamo stimolarlo prendendolo in braccio e avvicinando il suo volto al nostro: catturiamo il suo sguardo e pronunciamo le parole sillabandole a voce lenta, alta e chiara. Non stanchiamoci di ripeterle variando il ritmo, esagerando la mimica e alternando toni drammatici ad

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vista - La vista La vista

Da zero a tre mesi iti vita La retina, che è la struttura dell’occhio che assorbe le immagini e le trasmette al cervello, a cui spetta il compito di interpretarle, è già pronta a svolgere la sua funzione a partire da subito dopo la nascita. Il cervello non e invece ancora in grado di decodificare le immagini, per cui il bambino “guarda”, ma in realtà non “vede”, almeno

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prima papa - Come si prepara la prima pappa Come si prepara la prima pappa

La prima pappa dovrebbe essere costituita da 180 grammi circa di brodo vegetale, tre cucchiai di crema di riso o di mais e tapioca, un cucchiaino di olio d’oliva e un cucchiaino di parmigiano. Il brodo vegetale si prepara facendo bollire a fuoco lento in un litro d’acqua una-due patate, una-due carote, una-due zucchine (progressivamente vanno poi inserite altre verdure di stagione). Il brodo deve bollire fino

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La statura - La statura La statura

La crescita di statura del bambino, soprattutto nel primo anno di vita, non rappresenta di per sé un dato molto significativo. Per i pediatri, non è infatti particolarmente importante che il bimbo si allunghi un numero di centimetri ben definito nell’arco di un tempo determinato, quanto piuttosto che l’incremento sia regolare, non subisca arresti e sia proporzionato all’aumento di peso. Sono questi i dati che servono a

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BAGNETTO - BAGNETTO BAGNETTO

A partire dall’ottavonono mese, quando il bambino è in grado di stare sedutoci consiglia di trasferire la vaschetta dentro la vasca da bagno. In tal modo potrà abituarsi gradualmente alla vasca grande, che lo accoglierà dopo il primo anno, munita di un tappetino antiscivolo sul fondo o di un seggiolino da bagno. A questa età può succedere che il bambino si mostri spaventato quando deve lavare i capelli,

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SONNO2 - Sonno Sonno

Dopo i 6 mesi ci sono buone probabilità che il bambino passi un’intera notte senza svegliarsi. In molti casi dorme dodici ore per notte, occasionalmente interrotte da brevi risvegli, e fa un sonnellino di un’ora o più, a metà mattinata e a metà pomeriggio. A un anno, in complesso, le ore di sonno sono circa quattordici. Di solito si mantiene il sonnellino del pomeriggio e, in molti

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