CRISI DI COLLERA

Creato da admin
COLLERA - CRISI DI COLLERA

Per quanto ci sforziamo di essere disponibili, a volte le crisi di rabbia del bambino sono inevitabili. Disorientato dalla violenza dei suoi stessi desideri, sconcertato dalle nuove capacità che scopre in se stesso, irritato dagli ostacoli che gli impediscono di esprimere le sue voglie, a volte esplode con liberatorie crisi di collera. Se non riesce a ottenere quello che vuole, può ricorrere ad armi estreme di ricatto: pesta i piedi per terra, trattiene il flato fino a diventare blu, sviene oppure picchia la testa contro il muro.
Ma la sua non è una dichiarazione di guerra. Anzi, nello stesso momento in cui si oppone alle nostre scelte, sente anche un grande bisogno di essere approvato e amato. Questo spiega come a volte, nel bel mezzo di un capriccio che appare estremo e senza possibilità di mediazioni, basta avvicinarsi per dargli un bacio e tutta la sua rabbia si scioglie in un pianto consolatorio. Se da una parte ci mette alla prova, dall’altra chiede un aiuto per diventare indipendente. E poiché non sa ancora conciliare dentro di sé sentimenti opposti, ama e odia con tutto se stesso ed è convinto che ciò sia vero anche per gli adulti. È proprio la contraddizione tra il bisogno di affermare la propria personalità, anche a costo di grandi capricci, e il timore di perdere il nostro affetto, a spiegare quelle vere e proprie crisi di collera, apparentemente senza ragione, che i bambini attraversano così spesso tra i 2 e i 3 anni.

Come arginarle

In genere si è portati a reagire istintivamente alle disobbedienze e alle provocazioni del bambino con minacce, rimbrotti, osservazioni sarcastiche, urla, scapaccioni, suppliche, patteggiamenti, ricatti, o al contrario lasciando che si sfoghi, senza intervenire. Ma nessuno di questi interventi è efficace.
Ciò che serve è stabilire delle regole, facendogli capire quello che può e non può fare, incanalando i suoi maldestri tentativi di esplorare il mondo e imponendo limiti precisi ai comportamenti inaccettabili.
Quando il bambino perde la pazienza, è distruttivo. Accecato dalla rabbia, non riesce a vedere le conseguenze delle sue azioni. Prendendolo di petto, minacciandolo e opponendosi a lui, si ottiene solo di moltiplicare le reazioni inconsulte.

Accovacciamoci, in modo da poterlo guardare negli occhi, e diciamogli con calma:”Vediamo cosa sta succedendo… se continui in questo modo,sarò co- stretto a… scegli tu ciò che preferisci fare.” In tal modo lo aiutiamo a trovare una distanza sufficiente per osservare il proprio comportamento e tirare le conclusioni che gli sono più favorevoli.
Se non ha ancora strutturato il linguaggio, in caso di collera intensa è necessario impedire che faccia del male a se stesso o agli altri contenendolo fisicamente. Quando per esempio si lancia all’indietro, blocchiamolo e abbracciamolo: anche a lui fa paura la perdita di controllo.Teniamolo stretto, senza cercare di farlo ragionare, dicendogli semplicemente:”Vedo che sei arrabbiatoci lascerò solo quando ti sarai calmato.”Poi lasciamolo andare. Dopo la crisi può avere bisogno di una coccola o di stare tranquillo per conto suo: non imponiamo la nostra presenza, ma facciamogli capire che gli vogliamo bene, non è lui che rifiutiamo, ma il suo comportamento. Se la crisi è particolarmente forte e il bambino dà in escandescenze, lo si può allontanare nella sua stanza,accertandosi prima che non vi sia nulla con cui si possa fare male.
Trascorsi due-tre minuti, torniamo da lui, mettiamoci vicini e parliamo con calma e affetto senza tornare sull’accaduto, né mostrare rancore. È importante che questo provvedimento duri poco tempo, per evitare che il bambino sia sopraffatto da una sensazione di solitudine e di rivalsa. Si suggerisce di farlo durare tanti minuti quanti sono gli anni del piccolo, per esempio due minuti per un bambino 2 anni.
Quando si sarà rasserenato, lodiamolo per come è riuscito a ritrovare la sua calma.

Nessuno riesce a restare indifferente vedendo il bambino vomitare o picchiare la testa contro il muro solo perché non abbiamo voluto comprargli le caramelle. Tanta delusione e rabbia ci fa temere che provi un senso di sconfitta e che inizi a odiarci per il dolore
che gli stiamo causando. Ad abbattere le ultime resistenze alle sue richieste e a farci cedere è la paura che si faccia male.
Questi timori sono però del tutto infondati. Innumerevoli studi condotti in ogni parte del mondo dimostrano che i bambini non sono così fragili come sembrano: al contrario, sono facilmente adattabili. Anche quelli che battono la testa, vomitano o trattengono il respiro possono imparare a rinunciare a qualcosa che li attrae senza alcun rischio per la salute.
Non solo. Il legame del bambino con suoi i genitori è troppo profondo per essere messo in pericolo. Le sue esplosioni di rabbia si dissolvono sempre senza lasciare alcuna traccia; se lo aiuteremo a contenerle, ce ne sarà grato.

Quando chiedere aiuto

È necessario rivolgersi a un consulente familiare se le crisi sono frequenti e si verificano anche più volte al giorno o se si accompagnano ad altri problemi di comportamento.

Originally posted 2014-10-01 10:51:05.

Comments

comments

crisi di collera bambini.