Cure alternative




La pertosse è una malattia subdola i cui sintomi si manifestano quando ormai è tardi per intervenire efficacemente. Raramente si manifesta prima dei 3 mesi di vita, ma in questo caso, come per tutto il primo anno, le complicazioni possono essere gravi.

Il periodo di incubazione

La malattia è molto contagiosa e si diffonde attraverso le goccioline di saliva presenti nella tosse e negli starnuti. Può essere trasmessa per circa 1 mese dopo la comparsa dei primi sintomi, che appaiono da 6 a 20 giorni dopo il contagio. Se però gli antibiotici vengono somministrati durante la primissima fase della malattia, dopo 5 giorni dall’inizio della terapia il bambino non è più infettivo.

I sintomi

La pertosse non è facile da individuare perché all’inizio si presenta come un’infezione delle prime vie aeree. Complessivamente può durare fino a 10 settimane, che si suddividono in diverse fasi.
La fase catarrale è tipica dell’esordio. I sintomi sono come quelli di un raffreddore, con starnuti, muco dal naso, tosse notturna. La febbre, se c’è, è bassa e gli attacchi acuti di tosse sono ancora assenti. È sopratutto in questo periodo che il rischio di contagio è più
elevato.
La fase parossistica inizia dopo 7-14 giorni. La tosse inizia a diventare insistente: gli attacchi si susseguono con tale frequenza che il viso del bambino diventa violaceo per lo sforzo e per la mancanza d’aria. Quando finalmente riesce a tirare il fiato spesso emette un rumore di risucchio che rassomiglia a un latrato del cane o al raglio dell’asino, dal quale
deriva il nome popolare della malattia: tosse canina o asinina. Alla fine di un attacco il
bambino può vomitare tutto ciò che ha nello stomaco, appare stremato dallo sforzo e
dalla sua bocca esce una saliva densa e filante. Non sempre però il vomito è un segno di
pertosse. Molte altre infezioni delle vie respiratorie, come la bronchite, possono causare
attacchi violenti di tosse che si concludono con il vomito.
Nei bambini sotto i 6 mesi, invece dell’urlo tipico si possono verificare degli episodi di
soffocamento con arresto del respiro, che possono essere pericolosi. Questa fase dura da 2 a 4 settimane.
La convalescenza dura 1-2 settimane; gli attacchi di tosse diminuiscono di frequenza e intensità.
Gli strascichi possono proseguire per molto tempo, tutte le volte che il bambino contrae un’infezione delle vie respiratorie; può succedere che compaia anche a distanza di mesi, a volte di anni, una tossepertussoide, che assomiglia cioè alla pertosse.

Le cause

La pertosse è dovuta al batterio Bordetella Pertussis. Non è però questo batterio a provocarla direttamente, bensì la tossina da esso prodotta, che rimane in circolo per settimane e non può essere distrutta in alcun modo: una volta che la pertosse si è manifestata, eliminare il batterio non porta alcun benefìcio. Per questa ragione portare il bambino in alta montagna o, come narrano alcune leggende popolari, fargli fare un viaggio in elicottero o in aereo, non serve.

Le possibili complicazioni

Le complicazioni più frequenti sono convulsioni ed ernia ombelicale, broncopolmonite e otite dell’orecchio medio. In casi rari, se il bambino ha meno di un anno, vi possono essere infiammazioni cerebrali in seguito a un accesso di tosse con crisi di apnea, in cui l’ossigeno non arriva al cervello.
Per questo è importante evitare che i prematuri, i neonati e i bambini che soffrono di malattie respiratorie siano contagiati dalla pertosse.

Come si affronta

In genere si aspetta che la malattia passi da sola, senza terapie specifiche. I casi più gravi
possono richiedere il ricovero in ospedale per aspirare l’eccesso di muco dalla gola e aiutare la respirazione del bambino.
Se il bambino ha la febbre va assistito durante la notte.
I seguenti accorgimenti possono alleviare il disagio e ridurre gli accessi di tosse.

Con le misure igieniche

■ I luoghi dove soggiorna il bambino devono avere un buon grado di umidità; se necessario si può usare un umidificatore, da tenere molto pulito per evitare accumuli di germi. Si possono aggiungere all’acqua 1 o 2 gocce di olio essenziale di lavanda, di eucalipto o di rosmarino.
■ Il bambino va esposto il meno possibile a sostanze irritanti, come il fumo della sigaretta, lo smog e la polvere.
■ Per facilitare l’espulsione del catarro, se il bambino è molto piccolo lo si può far dormire a pancia in giù con un cuscino sotto le gambe in modo che la testa venga a trovarsi a un livello più basso. I bambini più grandi vanno fatti dormire invece con molti cuscini dietro la schiena, in modo che il tronco sia in posizione quasi verticale.

Con l’alimentazione

Molti medici consigliano di evitare il latte e i suoi derivati, lo zucchero e i vegetali crudi ad eccezione dell’aglio, che si dimostra efficace nel favorire la guarigione. È bene far bere al bambino molti liquidi offrendogli pasti piccoli e frequenti. Il pasto serale deve essere leggero.

Con i rimedi popolari

I rimedi popolari sfruttano le proprietà di alcune piante che la ricerca moderna ha dimostrato essere efficaci nei confronti delle tossi spasmodiche.
Decotto di aglio e timo Mettete in una casseruola 1 litro di acqua, 50 grammi di aglio spellato e 15 grammi di timo e cuocete fino a ridurre il tutto della metà.
Sciroppo inglese al limone Tagliate un limone non trattato a fette sottili. Mettetelo in 1 litro d’acqua fredda con 250 grammi di semi di lino, 60 grammi di miele, preferibilmente di eucalipto o di pino, e cuocete a fuoco bassissimo, per 4 ore senza mai portare a ebollizione. Lasciate raffreddare, filtrate e aggiungete acqua fino a raggiungere mezzo litro di prodotto.
Sciroppo di cipolle del Vermont Tritate finemente 500 grammi di cipolle e mettetele in
1 litro d’acqua fredda; aggiungete 60 grammi di miele, preferibilmente di pino o di castagno e 150 grammi di zucchero integrale scuro. Portate a ebollizione e cuocete a fuoco lento per 3 ore. Lasciate raffreddare, imbottigliate e chiudete con un tappo di sughero.
Di questi tre rimedi potete somministrare, per 4 volte al giorno, 1 cucchiaino ai bambini già svezzati fino a 1 anno di età, e 1 cucchiaio da minestra a quelli più grandi dopo ogni accesso di tosse.

Con gli integratori

Somministrate al bambino della vitamina eseguendo le dosi consigliate dal medico.

Con gli oligoelementi

Somministrate a giorni alterni Manganese-Rame e Rame-Oro-Argento, nelle dosi e con le modalità indicate dal medico.

Con la medicina omeopatica

■ Nell’eventualità di un’epidemia di pertosse,come prevenzione, gli omeopati consigliano di somministrare al bambino:Petussinum 15 CH,una monodose.
■ I rimedi più indicati sono:Drosera, Corallium rubrum e Cuprum metallicum, nelle dosi indicate dal medico.
I granuli si sciolgono in poca acqua, in un bicchiere o in un cucchiaino di plastica (non di metallo), e si somministrano lontano dai pasti.

Con la medicina convenzionale

Gli antibiotici sono efficaci nei primissimi giorni, durante la fase catarrale, nella quale è difficile però sapere se si tratta di pertosse o di un normale raffreddore, a meno che si sospetti che il bambino sia stato contagiato da qualcuno.
■ I cortisonici e il salbutamolo non curano la pertosse ma riducono l’intensità e la frequenza degli attacchi di tosse.
■ In alcuni casi il pediatra può prescrivere un sedativo della tosse.

Quando rivolgersi al medico
Chiamate immediatamente il pediatra se:

■ Il bambino ha meno di un anno,è nato prematuro o soffre di malattie respiratorie.
■ È paonazzo e non smette di vomitare dopo un accesso di tosse:può essere necessario il ricovero ospedaliero.

Originally posted 2014-10-03 08:41:23.

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