ERNIA

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ERNIA - ERNIA

Si parla di ernia quando i visceri sporgono attraverso un punto debole della parete che li contiene.A seconda del punto in cui si forma, ve ne sono vari tipi. Quelle che colpiscono i bambini sono l’ernia inguinale e l’ernia ombelicale.
■ Ernia inguinale
Può manifestarsi subito dopo la nascita o nei primi mesi di vita. È un rigonfiamento più o meno voluminoso sulla zona dell’inguine, ma spesso è talmente piccolo di dimensioni
da passare inosservato. Si verifica in particolare nei maschi: nel 65% dei casi appare sulla parte destra del corpo e solo nel 20% su entrambe le parti.

I sintomi

In genere l’ernia scompare quando il bambino è sdraiato e si accentua soprattutto quando piange, tossisce o fa uno sforzo. Se nei maschi può arrivare fino allo scroto e interessare il testicolo, nelle bambine il rigonfiamento è generalmente molto piccolo, delle dimensioni di una nocciola. In genere l’ernia inguinale non è dolorosa e, nei maschi, può essere rimessa a posto facilmente spingendola all’interno con un dito.
In alcuni casi il bambino soffre anche di idrocele, un accumulo di liquido intorno al testicolo.

Le cause

Verso il settimo-ottavo mese di gravidanza la membrana che riveste le pareti della cavità addominale del feto, detta peritoneo, si fonde permettendo la discesa dello scroto. Può succedere che il peritoneo non si fonda del tutto e resti aperto, permettendo così il passaggio di una parte dell’intestino attraverso i canali inguinali.

Come si affronta

È molto raro che l’ernia scompaia spontaneamente rientrando da sola nella cavità addominale. È quindi necessario l’intervento chirurgico: il rischio infatti è quello della strozzatura, quando cioè l’ernia rimane imprigionata nel canale inguinale. In tal caso la parte che rimane strozzata non riceve più il sangue necessario e rischia di andare in necrosi. Il bambino accusa dolori lancinanti,spesso accompagnati da vomito,e va trasportato d’urgenza all’ospedale.
L’intervento, che può essere effettuato anche nei primi mesi di vita, è molto semplice: viene svolto in anestesia generale, con degenza di un giorno o due. Dopo circa una settimana la ferita si rimargina e il piccolo può riprendere tutte le normali attività.
Si calcola che oltre il 50% delle ernie inguinali sia operabile nel primo anno di vita, con frequenza maggiore nei primi 6 mesi.

I cinti erniari, bende che impediscono all’ernia di uscire, sono controproducenti perché possono aumentare il rischio di ernia strozzata.

Quando rivolgersi al medico
Il bambino va portato immediatamente dal pediatra se:

■ Urla quando si tocca il rigonfiamento dell’ernia e non si riesce più a farla rientrare.
■ Il rigonfiamento persiste e non si riduce con il cambio di posizione.

Ernia ombelicale

È un rigonfiamento a livello dell’ombelico, molto frequente nei neonati. Subito dopo la nascita è diffìcile accorgersi del disturbo perche la zona non è ancora cicatrizzata, e diventa evidente solo verso il secondo mese di vita. I più frequente nei bambini che alla nascila pesano meno di 2500 grammi

I sintomi

Quando il piccolo piange, tossisce o fa uno sforzo, l’ombelico sporge o aumenta di volume. Al tatto, l’ernia ha la consistenza di una pallina di pongo: premendola, rientra al suo posto. Spesso sparisce anche quando il bambino è calmo e tranquillo.

Le cause

Durante la gravidanza, nella zona in cui si forma l’ernia, passano i vasi sanguigni che costituiscono il cordone ombelicale. In seguito alla caduta del moncone, la piccola apertura che lo circonda si chiude, ma per farlo può impiegarci molto tempo.
Non ci si deve però preoccupare, perché l’ernia ombelicale non si rompe mai ed è rarissimo che si possa strozzare, vale a dire chiudersi al punto da impedire l’afflusso del sangue.
Contrariamente a quanto comunemente si crede, anche il pianto del bambino non è un
problema: non è vero infatti che prolunghi la durata e le dimensioni dell’ernia.

Come si affronta

L’ernia ombelicale non richiede alcun trattamento: nel 95% dei casi scompare spontaneamente entro i 3 anni, man mano che si rafforzano i muscoli dell’addome. Solo se dopo i 5 anni fosse ancora presente, per questioni estetiche si può eventualmente ricorrere a un piccolo intervento chirurgico.

Come si affronta

L’ernia ombelicale non richiede alcun trattamento: nel 95% dei casi scompare spontaneamente entro i 3 anni, man mano che si rafforzano i muscoli dell’addome. Solo se dopo i 5 anni fosse ancora presente, per questioni estetiche si può eventualmente ricorrere a un piccolo intervento chirurgico.

Per rinforzare la muscolatura dell’addome del bambino, può essere utile fargli eseguire piccoli esercizi quotidiani della durata di pochi minuti. Mettetelo sdraiato sulla schiena. Tenendo i piedi con un mano, tiratele su per le braccia fino a portarlo dolcemente in posizione seduta.
Quindi rimettetelo steso: alzategli i piedi evenendo le gambe ben tese, fatele passare sopra la testa. L’esercizio può essere compiuto senza alcuno sforzo perché il piccolo è molto elastico.
Giratelo a pancia in giù e sollevategli il torace tenendo fermi i piedi.

Quando rivolgersi al medico
Andate immediatamente al Pronto soccorso se:

■ Il bambino prova fitte dolorose, piange e vomita.

Chiamate il pediatra se:

■ Dopo il primo anno l’ernia aumenta di volume.

Originally posted 2014-10-02 13:32:07.

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