GELOSIA

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L’annuncio

Neil annunciare al bambino che avrà un fratellino o una sorellina, bisogna considerare che ai suoi occhi il futuro bebé rimane pur sempre un’astrazione. Per questo la rivela/ione deve avvenire quando la silhouette della mamma inizia a modificarsi. Nel frattempo è importante evitare di parlare della gravidanza in sua presenza o al teletono Anche se sembra non capire, fiuta l’atmosfera di mistero che lo circonda e ne resta sconcertato: l’incertezza è per lui più inquietante della conoscenza.
Se si vuole provare a fargli vedere un immagine dell ecografìa, scegliamone una in cui si possano distinguere facilmente le forme del nascituro: il bambino può mostrare meraviglia ed entusiasmo, ma anche disinteresse, rifiuto.spavento. In tal caso, non insistiamo e facciamogli capire soltanto che non è tenuto ad amarlo e che rispettiamo i suoi sentimenti di ostilità senza considerarlo cattivo. Sentendosi compreso.gli sarà più facile gestire l’aggressività.
Per aiutarlo a esprimersi, cerchiamo di non assumere atteggiamenti che non corrispondono a ciò che sentiamo veramente. Più che le parole, il bambino percepisce il clima che si respira in casa. Se siamo stanche per il peso della gravidanza 0 preoccupate per una sopraggiunta complicazione, è inutile fìngere: parliamo con lui della nostra stanchezza.Capirà che l’arrivo di un altro figlio procura una grande gioia, ma può anche comportare delle difficolta. In tal modo si sentirà legittimato, a sua volta, a esprimere con sincerità le proprie reazioni.

Come preparare il bambino

Per alleviare il disagio del più grande è importante diluire nel tempo gli inevitabili cambiamenti e presentarli in modo positivo, così che possa viverli come conquiste e non come rinunce. Prepariamolo quindi per tempo a quello che avverrà in casa: spieghiamogli che l’unico modo che il bebé avrà per comunicare sarà il pianto, che non sarà ancora capace di mangiare come un grande, ma dovrà essere allattato, cambiato, cullato per farlo addormentare.
In tal modo riusciremo anche a trasmettergli un senso di competenza per lutto ciò che è riuscito a imparare e a fare da solo: mangiare, dormire, parlare, usare il vasino.
Se, per esempio, per far posto al fratellino bisogna restringere lo spazio di cui ha sempre goduto il primogenito, il cambiamento va fatto molto prima della nascita, in modo che non sia vissuto come un’usurpazione. Qualche mese prima dell’evento, si può decidere di riorganizzare gli spazi della casa. Se è possibile, non limitiamoci a cambiare la disposizione della camera del bambino, ma interveniamo anche negli altri locali: può bastare ridipingere una parete, appendere qualche quadro e spostare i mobili. In tal modo sarà anche più disposto ad accettare modifiche nella sua stanza.
Privato delle sue abitudini, il bambino si sentirebbe spaesato. Nella sua mente tutti questi scombussolamenti, che spesso sono latti in buona fede per il suo bene, verrebbero collegati immediatamente all’arrivo del nuovo venuto e si potrebbero ingigantire, al punto da essere interpretati come un tentativo di sbarazzarsi di lui.
Far coincidere l’arrivo del fratellino con un regalo importante non può che creare associazioni positive. Il messaggio da trasmettere, che poi corrisponde alla realtà, è che l’arrivo del secondo bambino è un arricchimento per tutti e va quindi celebrato: il grande avrà qualcuno con cui giocare; attorno alla tavola ci sarà più allegria perché i due fratelli avranno qualcuno con cui parlare; ogni anno ci sarà un compleanno in più e quindi anche un’altra tona con le candeline; da grandi saranno amici.
Se uno dei genitori è stato figlio unico, può raccontare di come ha vissuto la sua solitudine e l’invidia che provava per gli altri bambini che avevano fratelli e sorelle.

Le reazioni più comuni

Prima del nuovo arrivo, i rapporti affettivi della famiglia ruotavano attorno a tre poli: padre, madre e figlio. Con l’apparizione di un nuovo bambino, le dinamiche si arricchiscono e si complicano.
Per la prima volta, il figlio unico deve cimentarsi con un concorrente: è costretto a condividere,cooperare, negoziare,competere, scontrarsi, lottare,imparare a perdere.
Alle prese con quest’intreccio di rapporti, la prima reazione del bambino è quella di cercare di eliminare l’intruso, di riportare i legami famigliari alla struttura primitiva. Con suo grande dolore e delusione, il primogenito è costretto ad accorgersi che non è più possibile. Come se non bastasse, in molti casi,nel corso di questo difficile processo di presa di coscienza, non si sente nemmeno capito. Lui, ora è il grande.

Le sue reazioni possono essere diverse:
L’aggressione esplicita

Il bambino odia il nuovo venuto perché teme che lo amiamo più di lui. Se davanti alla sua ostilità reagiamo mostrandoci arrabbiati o lo trattiamo con freddezza:”Così impara che certe cose non si fanno”,i suoi timori saranno rafforzati. Sentendosi rifiutato, si angoscia e, nel suo cuore, cresce il rancore contro il fratellino o la sorellina.
Vi è un’altra ragione che sconsiglia di far sentire colpevole il bambino che aggredisce il fratello. Spaventato per la nostra reazione, imparerà a non esprimere la sua gelosia. La terrà dentro di sé, con il risultato che durerà più a lungo, proprio perché non ha modo di essere manifestata all’esterno.
Non c’è nulla di male a dimostrare al nostro piccolo aggressore che siamo irritati, con una cautela molto importante: bisogna fargli capire che non è lui a essere cattivo, ma cattivo è il suo comportamento, e come tale può cambiarlo.
Davanti alle sue manifestazioni di aggressività dobbiamo quindi proteggere il neonato facendogli capire che non gli è permesso esprimere la sua gelosia con atteggiamenti aggressivi.
Impedire al bambino di far male al fratello non è soltanto un’azione di difesa verso quest’ultimo. Gli impulsi aggressivi, infatti, se non sono contenuti, possono travolgere anche il grande, che dentro di sé sente come un fiume in piena senza argini. È necessario quindi che qualcuno ponga un freno e gli impedisca di fare veramente male al fratellino.

La gelosia nascosta

Non sempre il bambino è in grado di manifestare il suo disagio in modo esplicito. Può rifiutarsi di stare con la mamma, avere esplosioni di rabbia o atteggiamenti di regressione, ostentare indifferenza o manifestare un’estrema preoccupazione e attenzione nei confronti del rivale.Apparentemente,il fratellino è sempre nei suoi pensieri. È in ansia per la sua salute, ha paura che si faccia malesi dispera se lo sente piangere, lo cerca con angoscia se lo perde di vista un attimo. Ma non ci si deve fare illusioni. È certamente positivo che il bambino manifesti il suo amore per il fratello, ma questo non significa che non sia geloso.Anzi,le sue premure sono un modo come un altro per gestire lo stress e gli istinti aggressivi: se sono molto intensi, può sentirsi sopraffatto dalla propria distruttività, che maschera in questo modo.

La falsa indifferenza

Ignorare la presenza dell’intruso è un modo per tenere sotto controllo la propria aggressività e la propria gelosia. Il bambino si comporta come se il fratellino o la sorellina non esistesse, sperando che la cosa si avveri. Per esprimere la sua estraneità fa di tutto per evitare di guardarlo, incontrarlo, sentirlo. Agisce come se niente fosse, ma in realtà si cruccia immensamente per quella presenza estranea. Non è una situazione facile da mantenere a lungo: come i vapori della pentola a pressione si accumulano per poi farla saltare se non trovano una valvola di sfogo, allo stesso modo i rancori della gelosia, prima o dopo, vengono allo scoperto e scoppiano.

La tristezza

Il bambino sensibile e chiuso va costantemente rassicurato, anche se non sembra richiederlo. Per aiutarlo a esternare quello che sente, proviamo noi a esprimere per lui i sentimenti che pensiamo lo agitino:”So che ti dispiace per tutto il tempo che devo dedicare al fratellino. Anch’io vorrei tanto stare di più con te.Ti prometto che tutte le volte che posso staremo insieme”. Per mettere in atto la promessa, qualche volta facciamoci sostituire da un’amica o una baby-sitter anche solo per qualche ora, così da dedicare del tempo esclusivamente a lui.

La richiesta di attenzioni continue

E un modo estremo per esprimere il bisogno di sicurezza che tutti i bambini condividono al momento dell’arrivo di un fratellino. Per essere sicuro del nostro amore, il bambino cerca il contatto fisico. Vuole stare in braccio, essere coccolato, venire nel lettone. Assecondiamolo con affetto, senza però cambiare i suoi ritmi: ne trarrebbe la convinzione di aver ragione a essere in ansia.A volte il bambino si nasconde in un armadio o in qualsiasi altro luogo della casa: è una richiesta di aiuto, un’invocazione perché lo si vada a cercare. È proprio ciò che dobbiamo fare:dimostrare che non vogliamo perderlo manifestandogli tutto il nostro amore senza sgridarlo.

L’obbedienza e la condiscendenza

Molti bambini pensano che se si fossero comportati bene, i genitori non avrebbero mai pensato a un altro figlio e ne traggono la conclusione di essere cattivi. Da questa convinzione possono nascere due comportamenti contrastanti: perdere la sicurezza di sé e mostrarsi svogliati, oppure fare di tutto per avere un comportamento modello, diventando obbedienti, disponibili e affettuosi nel disperato tentativo di riconquistare l’affetto dei genitori. Eppure soffrono e, in qualche modo, il loro disagio trova il modo di manifestarsi con rabbie improvvise o con disturbi psicosomatici. Il rimedio è davvero semplice. Basta capovolgere questo punto di vista e dimostrare al bambino un amore incondizionato:”Sai, è proprio perché siamo così felici di avere te, che abbiamo voluto un altro figlio”.

Gli atteggiamenti da evitare

Al bambino basta un tono di voce, un sorriso compiaciuto, uno sguardo, un sospiro o un silenzio imbarazzato per capire se è rifiutato o preferito, amato o respinto. Queste sono le situazioni che più frequentemente scatenano le crisi di gelosia verso il fratellino o la sorellina.
■ Quando la folla dei parenti dedica tutta l’attenzione e i regali al nuovo venuto, ignorando il grande.
■ Se il neonato dorme con i genitori, preparargli anche una stanza o uno spazio nella camera del fratello: quest’ultimo non capirebbe perché mai il piccolo debba avere due posti.
■ Se il grande è spronato ad amare il fratellino,con frasi come:”Guarda come è carino, dagli un bel bacio, fagli una carezza”. È il grande ad avere più bisogno di attenzioni e di coccole.
■ Quando gli si chiede di non far rumore perché il piccolo riposa. In genere,i neonati dormono comunque. In ogni caso, è meno grave disturbare il sonno del piccolo che far dipendere la vita del maggiore dagli orari e dalle esigenze del fratello.
■ Far coincidere rinserimento all’asilo con l’arrivo del bebé: vale la pena di rimandarlo o anticiparlo; anche uscire la sera con il piccolo, lasciando il grande con la baby-sitter. Si rafforzerebbe la sua sensazione di abbandono.

Originally posted 2014-10-01 12:02:09.

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