GIOCO E GIOCATTOLI

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GIOCO E GIOCATTOLI - GIOCO E GIOCATTOLI

II gioco è una (onte essenziale eli apprendimento:favorisce l’affinamento del sistema percettivo (vista, udito, tatto); stimola lo sviluppo dell’intelligenza e il desiderio di apprendere; migliora la coordinazione psico-motoria; permette al bambino di proiettare e scaricare all’esterno i suoi sentimenti e le emozioni; facilita l’instaurarsi dei rapporti sociali.
Per questo, se è importante proporre giocattoli ben realizzati, ricchi di stimoli e di contenuti.che il piccolo può scoprire con l’aiuto degli adulti.è anche fondamentale lasciare che giochi da solo, nel modo in cui più gli piace. Solo sperimentando la noia potrà inventarsi dei giochi facendo lavorare la fantasia.
Spesso nel veder giocare un bambino troviamo diffìcile accettare che commetta degli errori, che non capisca le regole, che sia lento o approssimativo e non resistiamo alla tentazione di intervenire. In tal modo però il gioco perde la sua ragione di esistere, che è quella di offrire la possibilità di misurarsi con le diverse situazioni.
È bene quindi lasciare che faccia da solo, limitando i nostri interventi a quando richiede il nostro aiuto.Se si mostra annoiato possiamo proporgli una nuova attività, ma senza insistere. È naturale infatti che si stanchi presto dei suoi giocattoli: la capacità di rissare l’attenzione su un oggetto non è innata, ma si apprende lentamente e faticosamente, così come si impara il linguaggio.
Per sviluppare l’attitudine a concentrarsi su quanto sta facendo.il bambino deve imparare a fissare l’attenzione su un unico stimolo, senza lasciarsi distrarre da altri. Non serve quindi riempire la sua stanza di giochi, né proporgli insieme storie,figure, giocattoli e musiche nello stesso tempo: anziché stimolare, troppe sollecitazioni disorientano e frastornano.
È invece importante selezionare le proposte in modo che possa interiorizzarle, sistemando i giocattoli e i quadri a una certa distanza in modo che possa scegliere.

Dai 12 ai 18 mesi

Il bambino è ora in grado di cogliere la relazione causa-effetto. Gli piace giocare con cubi e barattoli, con i quali costruisce torri per poi distruggerle; infila oggetti piccoli in altri più grandi, dimostra interesse per i libri con illustrazioni colorate e ama giocare con l’acqua: gli si possono dare quindi bacinelle, imbuti, piccoli contenitori, che si divertirà a riempire e a svuotare.
La sua manualità si è sviluppata al punto da permettergli azioni complesse, come svitare tappi o impilare mattoncini da costruzione, alle quali si unisce la curiosità di vedere come sono fatti internamente i giocattoli. I più amati sono i centri attività, le costruzioni, i giocattoli trainabili e quelli che prevedono l’utilizzo di utensili come il martello e il cacciavite, le trottole, le prime automobiline.
■ È il momento di mettergli a disposizione una seggiolina e un tavolino. Gli serviranno per esercitare la mano a tracciare i primi scarabocchi con matite colorate sul foglio.
■ A poco a poco inizia a imitare le azioni che ci vede compiere. È un processo molto importante per il suo sviluppo psicologico, attraverso il quale inizia a identificarsi con i genitori.

Dai 18 ai 24 mesi

II bambino si muove con sicurezza all’interno della casa: apre porte, cassetti e ante, sale e scende da divani e poltrone. Possiamo mettergli a disposizione giocattoli con le ruote che può trainare con una cordicella, tricicli e veicoli da spingere.
In questa fase si trasforma in attento ricercatore: gli piace smontare i giocattoli per scoprire il loro funzionamento, così come prova interesse verso i giochi con i pezzi a incastro e i puzzle.
Partendo da pochi semplici oggetti, riesce a creare continuamente situazioni nuove: tende quindi a preferire giocattoli smontabili e ricomponibili.
Con i videogiochi è attratto soprattutto dagli aspetti manipolativi della tastiera o del joystick. L’attenzione alle immagini è fugace e la comprensione modesta, se non inesistente.

Dai 24 ai 36 mesi

Il bambino controlla con maggior precisione il suo corpo, inizia a riconoscere emozioni e regole di comportamento, desidera interagire con i coetanei, conferisce ai giocattoli significati simbolici in un processo di rappresentazione fantastica della realtà. Il gioco permette di proiettare e scaricare sui giocattoli frustrazioni, emozioni e aggressività. A questa età prova dentro di sé un continuo alternarsi di due spinte contraddittorie: sete di autonomia e desiderio di protezione.il gioco di trascinare oggetti legati a un filo simboleggia queste due esigenze: esplorazione dello spazio (portare in giro il giocattolo) e bisogno di
sicurezza (il filo).
Cominciano ora a manifestarsi le differenze tra maschi e femmine. In genere le bambine preferiscono le bambole e tendono a imitare i comportamenti materni. I maschi dimostrano invece più interesse verso le costruzioni e i giochi con le ruote. Ma non è una regola e vi sono numerose eccezioni. Secondo diverse ricerche, i giochi infantili non sono affatto predittivi delle scelte sessuali future: se a un bambino non piace divertirsi con la lotta o la guerra, è questione di temperamento; non a tutti i maschi piacciono i giochi turbolenti, così come non a tutti gli uomini piace il calcio o la motocicletta.
Con i videogiochi, anche se il bambino non riesce ancora a capire il tessuto del racconto,le allusioni, i collegamenti tra una scena e l’altra, viene catturato dalla magia dello schermo. Se gli si mette in mano un mouse, si diverte a scarabocchiare sullo schermo e a muovere il puntatore per aprire finestre.

DA RICORDARE

Prendiamo l’abitudine di avvisare il bambino quando il tempo dedicato al gioco sta per scadere, senza pretendere che interrompa immediatamente quello che sta facendo; “Tra cinque minuti bisogna prepararsi per il bagnetto”. Ogni gioco ha un suo sviluppo logico e implica un coinvolgimento emotivo: se il bambino si trova costretto ad abbandonarlo di colpo, rimane insoddisfatto e diventa poco incline a collaborare.
Rispettare i suoi tempi aiuta anche a ottenere la sua collaborazione in altri momenti cruciali della giornata: il cambio, il bagnetto, la pappa, l’ora della nanna.

Originally posted 2014-10-01 12:29:43.

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