GIOCO E GIOCATTOLI

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GIOCO E GIOCATTOLI - GIOCO E GIOCATTOLI

Attraverso l’attività spontanea del gioco, il bambino impara a riconoscere le varie parti del suo corpo, ascolta i propri vocalizzi, si incuriosisce al mondo che lo circonda, osserva con estrema attenzione gli oggetti che gli capitano sotto mano, intraprende i suoi primi esperimenti di fìsica sulla forza di gravità buttando gli oggetti per terra, dà sfogo alle sue emozioni, si consola, passa da zone conosciute a situazioni ignote e imprevedibili in cui si sente sfidato.
Giocando con gli altri, non solo entra in contatto con l’ambiente, ma diviene consapevole della personalità di coloro che lo circondano, impara a riconoscerli dal tono della voce, dal modo con cui lo tengono in braccio, da come reagiscono nei suoi confronti.
E non è tutto: il gioco è indispensabile per la crescita del cervello. È stato dimostrato infatti che quando il bambino gioca vengono stimolate tutte le aree del cervello: l’emisfero destro, sede della percezione delle immagini, delle intuizioni,della gestione dello spazio, dell’emotività e dell’affettività,ma anche l’emisfero sinistro, che presiede al linguaggio, al calcolo e al pensiero logico-matematico. Secondo numerosi studi, il gioco aumenta del 25% il tasso della formazione di sinapsi, la rete che collega fra loro i neuroni, le cellule del cervello: più è estesa e interconnessa la rete neuronale, maggiore è l’intelligenza.
Dove manca il gioco e uno stretto contatto fisico con i genitori, il volume del cervello è notevolmente inferiore rispetto alla norma. Per questo osservare il gioco del bambino ci offre un’opportunità unica di conoscere come ragiona, che cosa lo incuriosisce, perché si spazientisce e che cosa si inventa per superare un ostacolo.

I primi giocattoli

I primi giocattoli sono il seno della mamma, le sue mani, il suo viso e il biberon. Poi diventeranno i sonagli, la palla, i cubi. Nei primi mesi il bambino ha bisogno di sperimentare e di elaborare sensazioni diverse: vedere, toccare, annusare, udire. Si possono mettere a sua disposizione oggetti leggeri, che fanno rumore.
È controproducente però inondare la sua stanza di giochi e pupazzi di ogni forma e dimensione, o proporgli contemporaneamente figure, giocattoli e musiche. Quello che conta è catturare la sua attenzione su un solo stimolo alla volta. La capacità di fissare l’attenzione su un oggetto infatti non è innata:
la si apprende pian piano con faticatosi come si impara a parlare.Al bambino va quindi insegnato a concentrarsi aiutandolo a fissare l’attenzione su un’unica sollecitazione ignorandone altre.
Nell’organizzare il letto e l’angolo di gioco, quindi, consideriamo non soltanto la funzionalità, ma assicuriamoci che ci sia anche una certa distanza nella disposizione dei giocattoli e dei quadri in modo che possa pian piano imparare a scegliere. E anche quando giochiamo con lui, proponiamogli uno stimolo per volta. Per esempio, anziché cantargli una filastrocca agitando un sonaglio davanti ai suoi occhi, limitiamoci a una delle due attività.
Quando mostra segni di stanchezza, smettiamo di sollecitarlo. Possiamo capire che ha bisogno di una pausa dai seguenti segnali:
■Chiude gli occhi o evita gli sguardi.
■Serra il pugno.
■Gira le spalle o ci allontana con il braccio.
■Diventa irritabile.
■Si irrigidisce o inarca la schiena.
■Inizia a respirare in modo affannoso.

Come si sceglie

Se all’inizio possono bastare scatole di cartone, pentolini e carte di giornale, man mano che il bambino cresce i giocattoli svolgono un ruolo indispensabile per il suo sviluppo intellettivo e per la sua creatività. Per lui rappresentano l’equivalente delle opere d’arte nel mondo degli adulti, in quanto stimolano l’apprezzamento di forme, suoni, colori. Il bambino impara a distinguerne le forme e diventa sensibile a tutta la gamma dei colori e dei suoni riuscendo a coglierne anche le più tenui sfumature.
Nella scelta vanno tenuti presenti i seguenti princìpi:

  • I giocattoli devono sempre essere adatti alla fascia di età. Spesso si crede di affrettare la crescita del bambino proponendogli oggetti pensati per i più grandi. Ma se il piccolo si trova a usare un gioco previsto per un’età diversa dalla sua, non ne sfrutterà appieno le potenzialità, perché un giocattolo troppo complicato genera impazienza, frustrazione e, alla fine, disinteresse. Al contrario, se è troppo semplice, non diverte e annoia.

Originally posted 2014-09-30 09:34:48.

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