I PROBLEMI DELL’ALLATTAMENTO

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I PROBLEMI DELLALLATTAMENTO - I PROBLEMI DELL'ALLATTAMENTO

I problemi al seno derivano da una posizione scorretta durante l’allattamento.
Se il bambino non si attacca bene alla mammella non la svuoterà a dovere, favorendo di conseguenza l’insorgere di dolori e infezioni.
La forma e le dimensioni del seno non hanno invece alcuna incidenza sulla produzione del latte e su eventuali disturbi. Fanno eccezione solo i casi di interventi chirurgici, sia estetici sia ricostruttivi, che abbiano alterato la struttura dei dotti galattofori, i canali che portano il latte al capezzolo.

Quando rivolgersi al medico

Se siete in difficoltà, vi sentite stressate o preoccupatele siete alla prima esperienza e pensate di non riuscire ad allattare, è importante farsi seguire da un’ostetrica. Potete rivolgervi alleASL, all’ospedale, a un consultorio o a una delle associazioni di assistenza per le mamme.

Chiamate il medico se:

  • Il seno è dolente o si presenta caldo e arrossato.
  • Avete la febbre.
  • Avete contratto una malattia e dovete seguire una terapia farmacologica.

I capezzoli difficili

Il capezzolo lungo

Ingombra la bocca del bambino ostacolando Io svuotamento dei dotti galattofori. Per evitare l’inconveniente, è necessario aiutare il bambino ad afferrarlo bene e poi spremergli direttamente in bocca un po’di latte.

II capezzolo piatto

Si può allattare anche con i capezzoli piatti. In vista dell’allattamento, è sufficiente stimolarli più volte al giorno, prendendoli tra il pollice e l’indice e tirandoli delicatamente, finché non escono. Li si può anche far succhiare per alcuni minuti dal partner.

Il capezzolo infossato o rientrante

In alcuni casi, rari, i capezzoli, sollecitati dalla stimolazione, si ritraggono invece di erigersi, ma non è un motivo per rinunciare all’allattamento al seno.

Come aiutarsi

Si può cercare di ovviare il problema in uno dei modi seguenti:
Con i dischi modellatori Fin dalla gravidanza si possono applicare dei dischi modellatori, assolutamente indolori. Con una leggera pressione, spingono dolcemente il capezzolo in fuori attraverso un’apertura centrale.
Con il massaggio Dopo aver eseguito con le dita dei leggeri movimenti circolari intorno al capezzolo, lo si arrotola con delicatezza tra il pollice e l’indice.
Il massaggio va eseguito due volte al giorno per cinque minuti, mattina e sera.
Con lo stantuffo Vi si ricorre quando il massaggio non dà risultati soddisfacenti. Si prende una siringa da 10 o 15 ce, si estrae lo stantuffo e si sega via un pezzetto del serbatoio dalla parte dell’ago. Si infila quindi lo stantuffo nella parte tagliata e si inserisce il capezzolo nel foro opposto. Con lo stantuffo si aspira il capezzolo.

Le ragadi

Sono taglietti piuttosto profondi al centro del capezzolo, molto dolorosi, dovuti a una suzione scorretta. Se il dolore è molto intenso e la ragade sanguina, per scongiurare il rischio di ingorgo è bene sospendere temporaneamente I allattamento, estraendo dal se-
no il latte,che poi sarà dato al bambino.
Se la ragade sanguina può succedere che nelle feci o nel rigurgito del bambino si trovino tracce scure di sangue aspirato insieme al latte.

Come aiutarsi

  • Applicate una crema cicatrizzante.
  • Quando è possibile, attaccate il bambino ogni volta che sembra avere fame: in tal modo non è troppo affamato e succhia con meno vigore.
  • Cercate di cambiare posizione a ogni poppata. Tra una poppata e l’altra indossate una coppetta antiragade, in modo da evitare il contatto del capezzolo con i vestiti.
  • Continuate a estrarre il latte. Smettere nell’intento di far riposare il seno può provocare un ingorgo mammario e diminuire la produzione.

Con la medicina omeopatica

  • Se il seno è arrossato.emana calore a distanza ed è gonfio,duro e molto dolente, con o senza presenza di febbre: Belladonna 5 CH,4-5 granuli più volte al giorno.
  • Se il seno è indurito al punto che si avvertono quasi dei noduli nel suo interno o se quando il bambino succhia i dolori si espandono a tutto il corpo: PbytoIucca 5 CH, 5 granuli 3 volte al giorno.
  • Se il seno è gonfio e sensibile al tatto e il dolore al capezzolo si sente solo quando il bambino succhia: Silicea 5 CH, 5 granuli 2 volte al giorno.
  • Se il senei e rosso e dolente e i dolori SOOoeome di aghi Agaricus 5 CH, 5 granuli 2 volte al giorno.

Il blocco di un dotto galattoforo

Interessa un seno soltanto, che appare normalmente morbido, ma con un gonfiore circoscritto che impedisce la fuoriuscita di latte dalla zona colpita. Si prova dolore, ma senza arrossamento e sensazione di calore, che sono invece segno di mastite, l’infezione della mammella.
In genere il problema è dovuto a poppate poco frequenti e soprattutto a un’inadeguata rimozione del latte da un solo seno. Fra le cause più comuni, vi è anche la cosiddetta presa a forbice, quando cioè si stringe il seno tra l’indice e il medio.

Come aiutarsi

  • Prima della poppata tenete un panno caldo e umido o una borsa di acqua calda sulla zona interessata. Eseguite quindi un massaggio esercitando con le dita una pressione sulla tumefazione in modo da spingerla verso il basso e verso l’areola.dove sfociano i dotti galattofori.
  • Durante la poppata, posizionate il bambino in modo che il suo mento prema contro la parte tumefatta, assicurandovi che si attacchi nel modo corretto: in tal modo, con la sua stessa lingua, può massaggiare la zona.
  • Continuate ad allattare con il seno dolente,facendo in modo che si svuoti completamente. Eventualmente praticate lo svuotamento manuale.
  • Evitate pressioni sul seno dolente: indossate un reggiseno morbido e dormite sul fianco o sulla schiena (non a pancia in giù).

L’ingorgo mammario

È dovuto a un ristagno di latte che provoca indurimento e tensione del seno, gonfiore, difficoltà a far uscire il latte, talvolta anche arrossamento, dolore o febbre intorno ai 38°C,ma senza sintomi di malessere generale.
In genere la congestione, che interessa quasi sempre entrambe le mammelle,si verifica quando si saltano alcune poppate o se l’attacco del bambino non è corretto. Può anche essere dovuta a un reggiseno troppo stretto o all’abitudine di dormire a pancia in giù.

Come aiutarsi

  • Prima della poppata fate un impacco con un panno caldo sull’areola per 10-15 minuti, in modo da aiutare l’avvio del flusso di latte. Spremete quindi manualmente l’areola per ammorbidirla e permettere al bimbo di attaccarsi e risolvere così l’ingorgo.
  • Avvicinate il bambino, assicurandovi che si attacchi nel modo corretto, prima al seno più indurito e dolente: poiché è affamato succhia vigorosamente e garantisce un migliore svuotamento.
  • Tra una poppata e l’altra, massaggiate il seno e spremetelo per favorire la fuoriuscita del latte, aiutandovi eventualmente anche con un tiralatte.
  • Allattate cambiando spesso la posizione.
  • Dopo la poppata, potete applicare per circa dieci minuti un impacco freddo con un asciugamano imbevuto di acqua: allevierete il dolore e ridurrete al tempo stesso il gonfiore.
  • È comunque importante continuare ad allattare, anche più spesso della norma, per liberare l’ingorgo.

Con il metodo della bottiglia

Se il dolore è talmente intenso da impedire lo svuotamento del seno, potete utilizzare il seguente accorgimento, consigliato dalle ostetriche.
Sterilizzate una bottiglia di vetro a bocca larga di almeno 700 mi di volume, come quelle della passata di pomodoro, facendola bollire in acqua per 20 minuti. Passate quindi rapidamente il collo della bottiglia sotto l’acqua del rubinetto per intiepidirlo.

La mastite

È un’infezione che interessa quasi sempre una sola mammella: può essere provocata da un ingorgo, dal blocco di un dotto, da una ragade non curata o da un colpo al seno. In alcuni casi è dovuta a un temporaneo abbassamento delle difese immunitarie della mamma, in altri dall’abitudine di indossare reggiseni stretti di notte o dalla presa a forbice tra l’indice e il medio durante la poppata. Si manifesta con dolore localizzato,arrossamento cutaneo e calore accompagnati da febbre, sensazione di stanchezza, nausea e mal di testa.

Come aiutarsi

  • Rimanete a riposo fino a completa guarigione.
  • Se ve la sentite, continuate ad allattare. Se è troppo doloroso, sospendete temporaneamente l’allattamento utilizzando il tiralatte per cercare di svuotare bene la mammella. Se il dolore è molto intenso, potete usare il metodo della bottiglia consigliato in caso di ingorgo mammario (vedi pagina a fianco).
  • Se continuate ad allattare, prima della poppata potete facilitare l’avvio del flusso di latte tenendo sull’areola un panno umido e caldo per 10-15 minuti. Quindi spremete manualmente il seno per ammorbidirlo e permettere al bambino di attaccarsi.
  • Cominciate ad allattare dal seno infiammato, assicurandovi che il bambino si attacchi nel modo corretto. Alternate spesso i due capezzoli e, prima di staccare il piccolo, mettetegli un dito nella bocca per allentare la presa sul capezzolo.
  • A ogni poppata, cambiate posizione.

Con la fitoterapia

Usate ogni giorno una crema alla calendula sui capezzoli oppure ungeteli una volta al giorno utilizzando il contenuto di un opercolo contenente vitamina E.

Con la medicina omeopatica

Nel caso in cui ci si trovi di fronte a un attacco di mastite e non si riesca a contattare il medico, si consigliano i seguenti rimedi da adottare nelle prime 48 ore in attesa di indicazioni precise.
Se c’è un eccesso di produzione di latte, febbre e striature rosse sul seno:
Belladonna 5 CH, 4 granuli ogni 15 minuti per un massimo di quattro volte al giorno.

Con la medicina convenzionale

Il medico valuterà la prescrizione di un antibiotico specifico.Tenete presente che la febbre segnala l’infezione: usate gli antipiretici solo vi sentite veramente male e. comunque, dopo esservi consultati con il medico.

Il mughetto

Il mughetto e dovuto a un fungo microscopico, la Candida albicans, che provoca anche la dermatite da pannolino e la candidosi vaginale. Si riconosce perché durante la suzione provoca dolore ai capezzoli, che continuano a bruciare e pizzicare anche dopo la poppata. Inoltre, sono irritati, lucidi e di colore rosa intenso. Sulla bocca del bambino appare come una muffa bianca, facilmente asportabile.

Come aiutarsi

Parlatene con il medico,che prescriverà per il bambino un gel antimicogeno, da utilizzare anche sui capezzoli della mamma.
Evitate o riducete drasticamente il consumo di zuccheri raffinati, che facilitano la proliferazione dei funghi e dei grassi, a esclusione dell’olio extravergine di oliva,e prendete ogni giorno i fermenti lattici.

Originally posted 2014-09-29 11:39:20.

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