IGIENE E CURE QUOTIDIANE

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Oltre a essere importanti dal punto di vista igienico Je cure quotidiane sono un momento fondamentale di intimità in cui il piccolo impara a conoscere il suo corpo tramite carezze e delicati massaggi. Vanno svolte quindi in un’atmosfera rilassata e tranquilla.
Le esigenze di igiene cambiano secondo l’età. Nei primi mesi l’organismo non possiede ancora gli anticorpi necessari per difendersi dalle infezioni: e indispensabile quindi seguire precise regole di igiene.
In particolare tutto ciò con cui il bambino entra in contatto deve essere puliti demani e le unghie, ma anche gli abiti di chi si prende cura di lui. la stessa attenzione va dedicata alla pulizia di biberon, tettarelle e ciucci.che vanno sterilizzati.

L’ombelico

Durante la gravidanza è il cordone ombelicale a garantire la sopravvivenza del bambino, assicurando l’apporto di ossigeno e l’eliminazione delle scorie: porta il sangue non ossigenato dal piccolo alla placenta e lo riporta al cuore ricco di elementi nutritivi e di ossigeno.
In seguito al taglio in sala pano, i vasi che lo attraversano si chiuderanno in poco tempo. Sulla pancia del bambino resta attaccato un moncone di qualche centimetro destinato a seccarsi e, dopo dieci-dodici giorni, a staccarsi.
Nel corso della degenza in ospedale, il moncone viene pulito e medicato almeno una volta al giorno: le cure servono per mantenere aperta la ferita in modo da pulirla ed evitare infezioni: in genere si utilizza alcol a 60 gradi, acqua ossigenata a 12 volumi o prodotti simili; sull’ombelico si applica una garza sterile fermata da una reticella elastica che cinge la vita del bambino.
Durante questi trattamenti il piccolo non prova dolore perché il tessuto non è più vitale; se piange è perché gli dà fastidio la sensazione di freddo che gli procura l’alcol quando evapora sulla pelle.
Nei primissimi giorni, su indicazione del pediatra, la zona intorno al moncone può essere tamponata con una compressa di garza sterile imbevuta di poco alcol a 60 gradi, in modo da rimuovere le secrezioni eventualmente presenti e prevenire così il rischio di infezioni. Successivamente queste cure non sono necessarie, perché prolungare una medicazione si può ritardare il disseccarsi del moncone. Si tratta invece di favorirne la disidratazione e il distacco. È necessario quindi che la zona dell’ombelico rimanga ben asciutta e che, quando possibile, sia il più possibile esposta all’aria. Per evitare che il moncone si bagni di pipì, bisogna piegare il pannolino o tagliarlo sul davanti in modo che non copra l’ombelico. Quando si lava il bambino,è bene evitare di bagnare la zona.
■ Il moncone va protetto con una garza sterile e con una reticella elastica, da cambiare spesso.
■ Con il passare dei giorni la parte di moncone attaccata all’ombelico diventa più sottile, dura e di colore nerastro e si forma una sostanza giallastra e cremosa,simile al pus. Si tratta di un processo fisiologico, assolutamente normale.
■ Al momento del distacco può comparire qualche goccia di sangue. Anche questo è normale: polveri cicatrizzanti o pomate non vanno mai applicate di propria iniziativa, ma ci si deve consultare con il pediatra.
■ In genere si consiglia di eseguire il bagnetto dopo due-tre giorni dalla caduta del moncone. Se questo viene bagnato prima, bisogna tamponarlo con cura con un asciugamano morbido.

Quando rivolgersi al pediatra

Se sulla garza vi è una secrezione giallo-verdarstra o un sanguinamento.
Può trattarsi di un’infezione (qualche goccia di sangue non deve preoccupare).
Se una volta cicatrizzato, l’ombelico assume una forma sporgente. Questa diventa particolarmente evidente quando il bambino piange o compie uno sforzo. Si tratta di un’ernia ombelicale, che non deve destare preoccupazione, in quanto si risolve spontaneamente entro i primi due anni di vita.
Se appare un’escrescenza carnosa che produce una secrezione simile al pus. Si tratta di un granuloma, dovuto a un’infezione o a un notevole ritardo nella caduta del cordone. Si cura con applicazioni di nitrato d’argento, che devono essere eseguite dal pediatra.
Se la zona è molto gonfia e arrossata. Potrebbe trattarsi di un’onfalite, un’infezione piuttosto rara dovuta a un batterio, lo Staphylococcus aureus, che può provocare anche febbre molto alta. Si cura, solitamente, con una terapia antibiotica.

Gli occhi

Si passa delicatamente su ciascun occhio un dischetto di cotone o una salviettina imbevuti di acqua tiepida o di soluzione fisiologica, ponendo particolare attenzione alla pulizia degli angoli. Per evitare la trasmissione di eventuali infezioni, il dischetto o la salviettina vanno cambiati dopo aver trattato ogni occhio.

Le orecchie

L’orecchio è dotato di un proprio sistema di autopulizia, costituito da miriadi di invisibili ciglia che sospingono il cerume allimbocco del condotto uditivo, da cui può essere facilmente rimosso.Va quindi pulito solo quando si notano frammenti di cerume.
Si mette il bambino sul fasciatoio con la testa piegata da un lato, leggermente allindietro. Si arrotola un batuffolo di cotone idrofilo asciutto e lo si passa lungo il padiglione esterno e l’accesso del canale auricolare senza mai introdurlo all’interno. Sono assolutamente da evitare i bastoncini di cotone perché spingerebbero il cerume dentro l’orecchio andando a premere sulla membrana del timpano. La manovra inoltre è pericolosa perché il bambino, nel corso della pulizia, reagendo a uno stimolo doloroso o fastidioso, potrebbe compiere un
brusco movimento del capo che può portare alla lesione del timpano.

Il naso

Anche per la pulizia interna del naso si raccomanda di non usare bastoncini di cotone. Per migliorare la fluidificazione del muco e favorirne la rimozione vi si può instillare qualche goccia di acqua e sale o di soluzione fisiologica.
Se si vuole facilitare lo starnuto, che permette di eliminare il muco, si può utilizzare un dischetto di cotone inumidito con soluzione fisiologica. Lo si arrotola in modo da dargli la forma di un piccolo cono e, tenendo saldamente la testa del bambino leggermente piegata all’indietro, Io si introduce nella narice ruotandolo leggermente. Successivamente si ripete l’operazione nell’altra narice con un dischetto nuovo.
Se il bambino ha il naso chiuso si possono lubrificare le narici con un po’ di olio gomenolato. un olio vegetale (si trova in farmacia) che fluidifica il muco.

La bocca

Dopo ogni poppata si consiglia di pulire le labbra del bambino per evitare che il latte ristagnando provochi irritazioni e rossori. Avvolgete una garza imbevuta di acqua bollita tiepida sul vostro indice e passatelo delicatamente all’interno della bocca.
Se il bambino ha la bocca irritata da latte o saliva, passate più volte intorno alle labbra un dischietto o un batuffolo di cotone inumiditi con latte detergente specifico per bambini. Se ha le labbra secche e asciutte, applicate un velo di burro di cacao.

Il viso

Sono da evitare i saponi, che potrebbero irritare la pelle. Il viso del bambino va tamponato con un dischetto di cotone inumidito con acqua tiepida. Nei primi giorni di vita, al posto dell acqua di rubinetto, che secca troppo la pelle, si consiglia di usare acqua bollita o le salviettine detergenti monouso specifiche per bambini.
Se le guance sono arrossate e irritatesi consiglia di massaggiare con leggeri movimenti rotatori dei polpastrelli un velo di crema emolliente su guance, naso e fronte.

Le unghie

Le prime settimane vanno tagliate una volta la settimana per evitare che il bambino si graffi quando si porta le mani al viso.Si consiglia di eseguire l’operazione subito dopo la poppata o il bagnetto. quando il piccolo è in uno stato di completo rilassamento e la possibilità che compia movimenti bruschi o si divincoli e ridotta. Utilizzando forbicine a punta arrotondata, blocchiamo tra le nostre dita il ditino e tagliamo l’unghia seguendo la sagoma naturale. Il profilo delle unghie delle mani segue la curvatura del polpastrello, mentre quello dei piedi e più lineare e conserva l’angolatura alle estremità.

I capelli

Non richiedono particolari attenzioni: è sufficiente passarvi ogni giorno una spazzola di setole molto morbide, dopo aver eventualmente pulito il capo con un panno o una spugna umidi. Nei primi mesi di vita,e comunque fino a quando il bambino ha pochi e radi capelli, lo shampoo non é necessario Per lavare la sottile peluria del piccolo è sufficiente utilizzare il detergente normalmente impiegato per il bagnetto.

Il bagnetto

Fin dalle prime settimane di vita il bagnetto è per il bambino un’occasione di intimità con i genitori. Il contatto con l’acqua,che favorisce la distensione dei muscoli e rilassa, permette di rivivere le sensazioni di quando fluttuava nel liquido amniotico con l’acqua e regala una diffusa sensazione di benessere.
Proposto nelle ore pomeridiane o serali,il bagnetto può trasformarsi in un piccolo rito quotidiano che concilia il sonno della sera. Nulla vieta però di farlo al mattino: l’importante è essere rilassati e disponibili e proporlo al bambino in un momento in cui è tranquillo.quando non ha fame, tra una poppata e l’altra.
Può essere fatto a stomaco pieno, perché i processi digestivi non vengono influenzati dall’acqua calda.
Se il piccolo dimostra di gradirlo, può essere fatto ogni giorno. Se Invece protesta, si irrigidisce e piange non significa che non ami l’acqua, ma che avverte un disagiosa temperatura,gli schizzila sensazione di non sentirsi sostenuto, la fame.
In tal caso si possono fare ogni giorno spugnature di acqua calda e sapone neutro detergendo con cura i genitali, le mani, il viso e le pieghe del collo, cercando di comprendere le ragioni del disagio. Dopo qualche giorno si può riprovare, ma senza mai insistere per evitare che un’occasione di intimità si trasformi in un momento di tensione. Volendo, il piccolo può fare il bagno nella vasca grande insieme a uno dei genitori.

DA RICORDARE
Alcuni pediatri consigliano di fare il bagnetto anche prima che si distacchi completamente il residuo di cordone ombelicale. In tal caso, dopo il bagno, bisogna avere l’accortezza di tamponare accuratamente la zona con un asciugamano morbido, in modo che si asciughi bene.
Nei primi mesi il bagnetto non deve durare più di dieci minuti: le prime volte bastano due tre minuti.
■ Il bambino non va mai lasciato da solo, neppure per un istante: se scivola nella vaschetta bisogna essere pronti a sorreggerlo.
Per questo va affidato unicamente a persone adulte e non a fratellini e sorelline. Anche sul fasciatoio deve avere sempre qualcuno accanto: spesso, quando ha pochi mesi e sembra impossibile che possa girarsi, si è presi dalla tentazione di lasciarlo per prendere un oggetto per la toilette o rispondere a una telefonata. Molti incidenti non previsti si verificano in questo genere di situazioni. Dopo il bagnetto, se l’ambiente non è ben caldo, il bambino
non va lasciato scoperto per più di cinque-dieci minuti: lo stress da freddo può attenuare le sue difese immunitarie.

Originally posted 2014-09-29 14:47:31.

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