Il neonato “sa”

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Il neonato sa - Il neonato "sa"

In un passato non troppo lontano vi era la ferma convinzione che il neonato fosse un essere completamente avulso dalla realtà circostante, privo di emozioni in senso stretto, capace solo di avvertire vaghe e indifferenziate sensazioni negative legate a una sofferenza fisica prodotta, per esempio, dalla fame, dal freddo, dal contano con il pannolino sporco, da uno spasmo intestinale. Si credeva, inoltre, che la sua niente fosse una “tabula Risa “.una lavagna priva di qualsiasi annota/ione, da riempire d’informazioni con infinita pazienza e. ovviamente, gradualità. Cili studi e le ricerche condotti hanno invece evidenziato con un buon margine di sicurezza che già durante la vita intrauterina
il bimbo immagazzina una serie di informazioni che gli assicurano un certo gradi» di competenza quando viene al mondo. Per esempio, nei primi giorni di vita e già in grado di riconoscere la voce della sua mamma, come dimostra il fatto che quasi sempre smette immediatamente di piangere se lei si avvicina alla culla parlando a voce alta. Ma ce di più: da vari studi è emerso che quando la mamma vezzeggia con le parole il suo bambino, utilizzando un linguaggio che alcuni autori hanno definito”mummy bla bla” .costituito da vocaboli dolci e bizzarri che hanno un suono assai simile in tutte le lingue del mondo, il corpo del piccolo viene percorso da impercettibili brividi, che probabilmente sono espressione di piacere e benessere. Non solo la voce della mamma ha il potere di tranquillizzare il piccolo; anche il suo odore, che il bambino come un abile profumiere sa distinguere tra tanti, ha una potente azione calmante. Ed e proprio grazie a questo effetto che il piccolo, anche se affamato, può non reclamare piangendo la poppata per alcuni minuti dopo esseri stato preso in braccio dalla mamma. Per finire, si ritiene che il contatto tra mamma e bambino e la visione del volto della mamma potrebbero atti\ are i cosiddetti
neuroni specchio”. Si tratta di cellule specializzate del cervello che entrano in gioco nelle dinamiche che stanno alla base dell’empatia, cioè- della capacità di entrare in sintonia con l’altro, di capire quello the prova,di indovinarne i desideri.

Originally posted 2014-10-06 10:17:47.

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