Il peso

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Il peso del bambino è un indice di benessere, è il dato che più di ogni altro nei primi mesi di vita aiuta a capire se la crescita sta avvenendo in modo armonioso e soddisfacente.
In generale, quello che conta di più non è “quanto” il piccolo cresce, ma la regolarità con cui avviene l’aumento di peso: un segnale davvero preoccupante è, infatti, non che l’incremento sia modesto, ma che non si verifichi del tutto per più di 7-10 giorni. Posto questo, nei primi tre mesi di vita è considerato normale un aumento minimo di 125 grammi la settimana, oppure di 500 grammi al mese: sotto questa soglia è possibile che il piccolo non mangi abbastanza, quindi bisogna consultare il pediatra.
L’aumento di peso va calcolato partendo dal peso più basso raggiunto dopo la nascita, cioè dal peso raggiunto dopo il cosiddetto “calo ponderale fisiologico”. Il fenomeno è la conseguenza di quello che succede nei primi giorni dopo la nascita: il bambino elimina pipì e meconio (prime feci), ma non è in grado di inghiottire quantità di latte sufficienti per reintegrare i liquidi che espelle. Di fatto, nei primissimi giorni della sua vita fuori dall’utero il neonato può succhiare solo pochi grammi di colostro (precursore del latte): per le poppate con il latte maturo deve per forza aspettare la montata lattea, che si verifica qualche giorno dopo la sua nascita.
In media, nei primi cinque giorni di vita il neonato perde il 7-10 per cento del peso alla nascita. Dopodiché, anche se l’aumento di peso è diverso da bambino a bambino, dalla seconda settimana di vita in avanti dovrebbe cominciare a crescere con regolarità. Può comunque capitare che non aumenti neanche di un grammo in una settimana: è ovvio
però che, se questo avviene, il recupero è d’obbligo nei sette giorni successivi.

Dalle due settimane ai tre mesi di vita
Dai 14 giorni di vita fino al termine dei tre mesi il bambino aumenta mediamente tra i 125 e i 240 grammi alla settimana. In genere, sono gli allattati al seno, nutriti “a richiesta”, ad avere un aumento di peso superiore alla media dei coetanei allattati a schema rigido o artificialmente.

Dai tre ai nove mesi di vita
Dai 90 giorni di vita circa in poi il bambino aumenta in media 130-150 grammi alla settimana. È comunque un dato da considerarsi solo indicativo, perché le variabili sono tante, tra le quali c’è anche la costituzione fisica e la predisposizione genetica. Generalmente anche in quest’epoca sono gli allattati al seno ad aumentare più dei coetanei.
Dai sei mesi in avanti influenza l’aumento di peso l’eventuale data di inizio dello svezzamento e l’atteggiamento del bambino verso la nuova dieta. Se gradisce la pappa e collabora, inghiottendola fin dall’inizio con entusiasmo, può andare incontro a un notevole e veloce incremento di peso. Altrimenti, se si ribella alle pappe, è facile che l’aumento ponderale rallenti.
Dai sette ai nove mesi di vita il bambino può cominciare ad aumentare di circa 400-500 grammi al mese, raggiungendo mediamente, intorno alla fine del nono mese, un peso tra gli otto e i nove chili. Anche questi dati hanno solo un valore indicativo. Va precisato che da questo momento in avanti l’aumento di peso comincia a essere condizionato, oltre che dalla quantità di cibo introdotta, anche dal movimento. È adesso, infatti, che il bambino può cominciare a gattonare e quindi a consumare molte più calorie di quante non ne bruciasse prima di iniziare a spostarsi autonomamente.

A 12 mesi di vita
Indicativamente, l’aumento di peso ideale al compimento dell’anno di vita è pari a circa tre volte il peso presentato alla nascita. In pratica, un bebé che alla nascita pesava tre chili, allo scadere dei 12 mesi dovrebbe aver raggiunto i nove chili circa. Ma attenzione: se però ne dovesse pesare otto oppure 10, tutto potrebbe, comunque, essere nella norma.
Se pesa troppo, nei mesi a venire il suo ritmo di crescita molto probabilmente rallenterà. Se, al contrario, il suo peso è lievemente sotto la media, è probabile che andrà incontro a un incremento più veloce.
La differenza di peso tra due coetanei di un anno di età può essere davvero notevole: ci sono bambini che arrivano a pesare 14 chili e altri che toccano a malapena gli otto senza che per questo vi sia un problema negli uni o negli altri.
È dopo i 12 mesi di vita che le grandi disparità di peso cominciano a ridimensionarsi, salvo ovviamente il caso in cui la dieta del piccolo sia sbilanciata per eccesso o per difetto. Posto questo, una certa differenza tra due coetanei si potrà sempre osservare anche dopo l’anno di vita, se i rispettivi genitori dei bambini messi a confronto hanno una costituzione fìsica e una statura completamente diverse.

Originally posted 2014-10-06 09:49:47.

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