INFEZIONI ALLE VIE URINARIE

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Statisticamente è stato dimostrato che le infezioni alle vie urinarie sono ricorrenti tra i membri di una stessa famiglia. Anche se non si tratta di malattie gravi, richiedono sempre l’intervento del pediatra per evitare che si ripetano periodicamente.
Se vengono trascurate, possono provocare una grave infezione agli ureteri e ai reni, detta pielonefrite. Nel primo anno di vita ne sono soggetti soprattutto i maschi che soffrono di fimosi. In seguito ne soffrono spesso le bambine, perché il canale che congiunge la vescica con l’esterno, è molto più corto: è quindi più facile che i batteri provenienti dalla vagina o dalle feci ne percorrano la lunghezza, si insidino nella vescica e causino la cistite, l’infiammazione della vescica urinaria.

I sintomi

■ Nei bambini le infezioni urinarie possono essere subdole. A differenza degli adulti, i piccoli non presentano sintomi evidenti, ma soltanto inappetenza, stanchezza, un lieve aumento della temperatura corporea verso sera, continue infiammazioni nella zona del pannolino, a volte vomito o diarrea, brividi e un persistente senso di fastidio al basso
ventre.A volte sentono un forte impulso a urinare più volte al giorno. Se la pipì brucia,
possono scoppiare a piangere all’improvviso, più volte al giorno, apparentemente senza
motivo. Nelle situazioni più gravi l’urina ha un cattivo odore, è striata di sangue o contiene particelle di pus.
■ Una delle complicazioni più comuni delle infezioni urinarie è la pielonefrite, solitamente causata da un microrganismo chiamato Escherichia coli: si manifesta con febbre alta, che raggiunge bruscamente i 39 °C oppure con una febbricola serale che non supera 38 °C. Il bambino è molto stanco, ha le urine torbide e sente dolore nella zona dei reni e nella parte inferiore dell’addome. La pielonefrite si cura con l’antibiotico specifico, indicato dairurinocoltura.

Le cause più frequenti

■ La causa immediata delle infezioni alle vie urinarie sono germi di diverso tipo, generamente Escherichia coli, Aerobacter e Proteus. Possono inoltre favorire la malattia la mancanza di igiene, l’abitudine delle bambine di toccarsi i genitali con le mani sporche,
i colpi di freddo, che indeboliscono le difese e il trattenere troppo a lungo la pipì.
■ In particolare, la stitichezza favorisce le infezioni: le feci che si accumulano nell’intestino comprimono la vescica e determinano un ristagno d’urina in cui i batteri possono rapidamente proliferare.
■ Se si presentano spesso, possono essere dovute a una irregolarità nella struttura dell’uretra, che comporta un ristagno dell’urina nella vescica.

Come si affronta

Il pediatra richiede l’esame dell’urinocoltura con antibiogramma: il test in laboratorio di una serie di antibiotici per verificare quale sia il più efficace contro i germi presenti nelle urine. Se oltre a sentire bruciore il bambino ha anche la febbre, per evitare il rischio di pielonefrite il pediatra può prescrivere una terapia antibiotica in attesa della risposta delle analisi, che in genere arriva nel giro di qualche giorno.

Con le misure igieniche

■ Fate indossare al bambino mutande di fibra naturale, evitando fibre sintetiche, fasce strette, costumi umidi o qualsiasi altro indumento che non lasci respirare la pelle, perché favoriscono la moltiplicazione dei germi.
■ Se usa il vasino, insegnategli a non trattenere mai la pipì, ma a farla almeno ogni 3-4 ore: più a lungo l’urina ristagna nella vescica maggiore è la possibilità che i batteri si sviluppino.
■ Alle bambine va insegnato a pulirsi passando la carta igienica dal davanti all’indietro e non viceversa: in tal modo si riduce la possibilità che frammenti di feci cariche di batteri vengano a contatto con lo sbocco dell’uretra.

Con l’alimentazione

■Se il bambino ha già l’età per consumarli, sedano, prezzemolo, melone, aglio e cipolla vanno proposti in abbondanza: sono diuretici e aiutano l’organismo a produrre una maggiore quantità di urina.
■ Per favorire la produzione di urina e aiutare l’eliminazione dei batteri dalla vescica è importante che beva molti liquidi.
■ Il puro succo di mirtillo nero contiene sostanze che impediscono ai batteri di aderire alla parete della vescica.Va quindi offerto con frequenza al bambino. Sono da evitare invece gli agrumi: producono nell’urina sostanze alcaline che favoriscono lo sviluppo dei batteri.
■ Vanno evitate tutte le sostanze irritanti come tè,cioccolato e bevande gassate.

Con gli integratori alimentari

I fermenti lattici {Lactobacillus acidophilus o bifidus) aiutano a mantenere l’equilibrio della flora batterica nell’intestino. Dosi e modalità di assunzione vanno concordate con il pediatra.

Con l’idroterapia

Mettete una borsa d’acqua calda avvolta in un asciugamano sul basso ventre. Il calore stimola la circolazione del sangue nella zona: un maggiore afflusso di globuli bianchi serve a neutralizzare più velocemente i batteri che causano l’infiammazione.

Con la medicina omeopatica

In attesa dei risultati dell’antibiogramma,come complemento alla terapia antibiotica o come forma di prevenzione in caso di cistiti ricorrenti, l’omeopatia è molto utile. Il rimedio va indicato dal medico, in base alla costituzione e allo stato di salute del bambino.
Nel caso in cui ci si trovi di fronte a una crisi acuta e non si riesca a contattarlo, si consigliano i seguenti rimedi, da adottare nelle prime 48 ore, in attesa di indicazioni precise. I granuli si sciolgono in poca acqua in un bicchiere o in un cucchiaino di plastica (non di metallo), e si somministrano lontano dai pasti.
■ In caso di bruciore durante e dopo la minzione: Cantharis 5 CH, 3 granuli 3-4 volte al giorno.
■ Se il dolore compare alla fine della minzione: Salsaparilla 5 CH, 3 granuli 3-4 volte al giorno. Se nessuno di questi rimedi risponde ai sintomi del bambino, potete chiedere in farmacia un’associazione di rimedi omeopatici contro le infezioni delle vie urinarie.

Quando rivolgersi al medico

Chiamate immediatamente il pediatra se:
■ Il bambino piange o si lamenta ogni volta che fa la pipì.
■ L’urina è scarsa, oppure è di colore rossastro o presenta tracce di sangue.
■ La febbre sale oltre i 39 °C.
■ Il bambino appare molto abbattuto.
■ Accusa dolori alla schiena o alla pancia.
■ In attesa della risposta del pediatra,è da evitare qualsiasi cura di tipo interno.

Chiamatelo durante le ore di ambulatorio se:

■ Il bambino ha un forte stimolo a urinare, ma fa poca pipì.
■ Ha la febbre.
■ Ha ripreso a fare la pipì addosso.
■ Vi sono perdite vaginali o altri segni di infezione.

Originally posted 2014-10-02 14:25:30.

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bimba tre anni pizzettini neri nella pipi,punti neri nelle urine che si sciolgono.