L’alimentazione

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Lalimentazione - L'alimentazione

A partire dal primo anno il bambino può iniziare ad avere un’alimentazione più ricca, anche se per alcuni prodotti è necessario aspettare il compimento del secondo o del terzo anno. Resta comunque valido il principio di inserire gli alimenti nuovi uno alla volta, aspettando qualche giorno per verificareche non vi siano reazioni allergiche.

Mangiare come i grandi
Carne

■ Soltanto dopo i 12 mesi si possono inserire le frattaglie (fegato,cuore, rognoni). Pur essendo particolarmente ricche di sali minerali,soprattutto di ferro,sono comunque organi di depurazione: si caricano quindi dei veleni che si trovano nell’ambiente e spesso sono intossicati dai farmaci e dagli ormoni somministrati all’animale. Qualora si vogliano utilizzare,è fondamentale accertarsi che provengano da allevamenti biologici.

Dessert

■ In occasione di feste e compleanni, dopo il primo anno si possono dare al bambino torte, creme e budini, preferendo i dolci con pochi grassi e quelli a base di frutta.
■ Allo zucchero bianco va preferito quello di canna integrale o il miele vergine integrale, ricco di sali minerali. Il miele di acacia è il più liquido e si adatta a essere sciolto negli alimenti. Può essere introdotto dopo il primo anno.
■ Il cioccolato dovrebbe essere evitato fino ai 3 anni, sia perché può causare reazioni allergiche sia perché contiene sostanze eccitanti.

Formaggi
■ Con l’eccezione del Parmigiano Reggiano, che il bambino già conosce, per i formaggi stagionati e bene aspettare oltre l’anno a causa del loro alto contenuto di sale, che può affaticare il lavoro dei reni, mentre quelli grassi e fermentati vanno proposti solo dopo il secondo anno.perché l’alta percentuale di grassi li rende difficili da digerire.

Frutti oleosi
■ Noci, nocciole, mandorle, pinoli e la frutta oleosa, per il loro elevato contenuto di grassi, compaiono nel menu del bambino solo a partire dal primo anno. Possono essere tritati o ridotti in polvere e aggiunti a yogurt e frutta fresca.
■ I frutti interi, non sminuzzati, possono essere dati al bambino solo dopo i 4 anni per evitare rischi di soffocamento.

Gelati

Gran parte dei gelati sono a base dì latte vaccino e vanno quindi introdotti mnella dieta dopo il primo anno. 11 gelato contiene proteine (uova, latte, nocciole), grassi (burro, panna) e zuccheri: è quindi da considerarsi un vero e proprio alimento. Agli inizi va offerto a piccole dosi, 2-3 cucchiaini alla volta per ogni specifico gusto, osservando le reazioni. Aggiunto alla frutta può occasionalmente costituire un pasto estivo, mentre normalmente può essere un’ottima merenda. Ai bambini che tendono a mangiare troppi dolci si consiglia di offrire gelati alla frutta.

Grassi

Dopo l’anno il bambino può iniziare a gustare preparazioni con un leggero soffritto! fritti possono invece essere proposti solo dopo i 3 anni: con le alte temperature i grassi si alterano, sviluppando di conseguenza sostanze che affaticano il fegato.
In ogni caso sono da evitare i grassi animali,le margarine e i grassi alimentari idrogenati, che si trovano spesso in biscotti e merendine: sono carichi di additivi, subiscono intense lavorazioni industriali e possiedono uno scarso valore nutritivo.

Pesce

■ Il pesce azzurro (sarde,alici, sgombri) e i pesci grassi, come salmone e tonno, vanno proposti dopo l’anno.
■ Il tempo di attesa si allunga fino ai 4 anni per crostacei e frutti di mare,perché sono più allergizzanti del pesce.

Prodotti da forno

Contrariamente a quanto generalmente si crede, il valore nutritivo del pane è nettamente superiore a quello dei grissini e dei crackers. Sono da preferire i prodotti integrali, o semintegrali, che provengono da coltivazioni controllate.
Il pane più sano è quello lievitato con pasta acida, che scompone alcune proteine del pane in aminoacidi facilmente digeribili e assimilabili. Qualora non fosse possibile trovarlo, si può ripiegare sul pane lievitato con il lievito di birra.
Per quanto possibile, bisognerebbe invece limitare l’uso del pane ottenuto con lievitazione chimica,come il pancarré.

Sale 

Dopo il primo anno il bambino può consumare cibi leggermente salati, evitando comunque gli eccessi per evitare che, da adulto, sviluppi una preferenza per cibi molto salati. Il sodio è presente in innumerevoli alimenti, spesso insospettabili: sughi e minestre pronte, salumi, insaccati, carni e verdure in scatola, dadi per brodo, formaggi, salmone, tonno, sardine, ma anche merendine, dolciumi e bibite. Gli alimenti precotti contengono spesso coloranti, conservanti ed esaltatori di sapidità che ne snaturano la qualità. Se non si ha la possibilità di utilizzare verdure fresche, sono da preferire i surgelati.
Per essere equilibrato il rapporto potassio-sodio nella nostra alimentazione dovrebbe essere di 5 a 1 a favore del potassio. La dieta tipica di un bambino frequentatore dei fast food, accanito consumatore di merendine e cibi pronti rovescia il rapporto: consuma il doppio di sodio rispetto al potassio.
Un’alimentazione naturale ricca di frutta e verdura può arrivare ad avere un rapporto potassio-sodio maggiore di 100 a 1. La maggior parte della frutta e della verdura ha infatti un rapporto potassio-sodio di almeno 50 a 1.

Uova 

A partire dal primo anno di vita si può introdurre gradualmente l’albume dell’uovo. Le uova possono essere proposte due-tre volte la settimana: sono ricche di grassi, sali minerali (calcio, ferro, fosforo, zinco), vitamine A e D, e proteine. La quantità di proteine di un uovo equivale a quella contenuta in 50 grammi di carne.

Verdure e ortaggi

Verso i 18 mesi, quando i denti del bambino saranno in grado di masticarle, le verdure crude possono entrare stabilmente nel suo menu.Anziché offrirle come contorno dopo un primo piatto, quando è già sazio, vale la pena di presentarle all’inizio del pasto: non solo sono meglio accettate perché il bambino ha più appetito, ma aiutano la digestione stimolando la secrezione dei succhi gastrici, preparando lo stomaco a ricevere le portate successive.
Possiamo abituare il bambino a trovare a tavola verdure di vario colore: striscioline di carota, di cetriolo, di finocchio, di peperone, di pomodori accompagnati da pinzimoni diversi, a base di ricotta e basilico, olio extravergine di oliva e limone,yogurt e menta. Lo invoglieremo così a conoscere l’armonica tavolozza delle verdure, che forniscono tutta la gamma delle vitamine di cui ha bisogno: il differente colore degli ortaggi è infatti dovuto alla presenza di vitamine diverse.

Le bevande gassate sono da evitare: in una lattina di bibita vi sono ben 5 cucchiai di zucchero. Quelle a base di cola, in particolare, oltre allo zucchero contengono caffeina.
«Al posto delle bevande gassate o zuccherate, sono ottime le spremute o, in mancanza di queste, i succhi di frutta senza aggiunta di zucchero. Anche le bevande Ughi vanno limitate: sono ricche di additivi e abituano il bambino ai sapori dolci.
Dall’alimentazione del bambino sono da escludere gli alcolici sotto qualsiasi forma (birra, frutta sotto spirito), compresi quelli contenuti nelle torte, perché interferiscono con una corretta crescita del cervello. Il vino cucinato, al contrario, per esempio nell’arrosto o nel ragù, non crea alcun problema, dato che l’alcol evapora durante la cottura.
Il caffè e il tè, perii loro contenuto di caffeina, vanno evitati. Le tisane di erbe sono invece permesse e in molte situazioni da consigliare.

L’importanza dei primi cibi

Così come si insegna al bambino a dire grazie e a usare il vasino, allo stesso modo è necessario educarlo a mangiare bene. Sono innumerevoli ormai le ricerche scientifiche che provano il rapporto che esiste tra alimentazione e salute e lanciano l’allarme: nonostante l’abbondanza di cibo, nei paesi industrializzati la maggioranza della popolazione, compresi i bambini, è sottoalimentata perché ha un insufficiente apporto di vitamine e di minerali.
Le abitudini alimentari che si acquistano da piccoli restano spesso per tutta la vita. Lo confermano gli ultimi studi sulle merende di grandi e piccoli. Oggi i maggiori consumatori di girelle, merendine e crostatine sono i trentenni e i quarantenni, soprannominati I-lesta generation (dal nome di un celebre prodotto), la prima generazione cresciuta a merendine e dolci confezionati al punto che sette su dieci le mangiano regolarmente. Migliorano invece le abitudini alimentari dei loro figli: il 25% dei bambini italiani oggi fa merenda con prodotti naturali.
Non è un caso che oggi siano proprio i genitori a essere attratti dagli snack.
La merendina, spiegano alimentaristi e psicologi, ricorda i sapori dell’infanzia e per questo rassicura. Il problema è che lo snacking, così è stato chiamato il fenomeno, fa male perché contiene troppe calorie, crea problemi digestivi e intestinali e condiziona il gusto per tutta la vita.

Quando mangiare diventa un dramma 

L’età critica inizia dopo i 18 mesi, quando il bambino inizia a masticare bene e abbandona il piatto unico: diventa quindi più diffìcile mangiare in maniera equilibrata. Inoltre verso i 2 anni il bambino vuole affermare la sua indipendenza e dice no a tutto, cibo compreso, che diventa anzi una delle armi preferite per ricattare i genitori: “Mangio,ma tu mi dai…”.
Non è un caso che spesso all’asilo nido mangi, mentre a casa rifiuti qualsiasi cibo proposto. In molti casi siamo proprio noi a cadere nella trappola e usare il ricatto: “Se mangi tutto, ti do..Nonostante oggi ci si debba difendere dalla sovrabbondanza e non dalla carestia, nel nostro inconscio persiste ancora la paura della fame, radicata in ansie ancestrali, quando l’uomo doveva affrontare improvvise carestie e l’unico modo per non morire era attingere alle proprie riserve di grasso. Se dobbiamo scegliere tra due estremi, tendiamo a dar troppo da mangiare piuttosto che troppo poco,pur sapendo bene che essere magne più sano che essere grassi. Se poi, a causa degli impegni lavorativi, dobbiamo affidare i bambini ai nonni, alle baby-sitter o all’asilo nido, siamo spinti a mettere
in atto comportamenti indulgenti, quasi a compensare il nostro abbandono. In realtà, a fine giornata, quando arriviamo a casa, il bambino ha soltanto bisogno delle nostre coccole: non ha assolutamente sofferto la fame. I nonni,la baby-sitter o le educatrici dell’asilo lo hanno seguito con cura. Eppure siamo portati a coprirlo di dolci, merendine, regalini. Invece di esprimere i nostri sentimenti con gesti semplici e affettuosi, ci sentiamo costretti a compensare il presunto abbandono coprendolo di cose e di cibo.

Ritmi e quantità

■ Anche se sembra che il bambino mangi poco, è fondamentale abituarlo a non pasticciare: dovrebbe consumare ogni giorno una colazione, uno spuntino a metà mattina, un pranzo, una merenda e una cena. Cinque pasti sono più che sufficienti a fornirgli gli elementi nutritivi e tutta l’energia di cui ha bisogno.
Tutt’al più, nel caso dovesse essere impegnato in attività che richiedono uno straordinario consumo di energia e prova fame, può consumare un frutto.
■ È importante insegnargli a mangiare seduto a tavola,con calma. L’abitudine di ingioiare qualcosa distrattamente, guardando la televisione, trastullandosi con un videogioco, in piedi o in fretta, induce a mangiare di più. Si tende a masticare di meno e quindi a non sentirsi sazi e a scegliere gli alimenti come capita.
■ Nel servire il bambino, chiediamogli sempre quanto ne vuole e fermiamoci quando dice basta. Mettiamogli una piccola porzione e, se la finisce, chiediamogli se ne vuole ancora.Avrà la soddisfazione di servirsi una seconda volta.

L’educazione al gusto

Se il bambino si abitua a mangiare junkfood,”cibo spazzatura”,non sviluppa il gusto, perde la capacità di ascoltare il suo corpo e diventa incline a nutrirsi con cibi poveri di elementi vitali, che a lungo andare minano la capacità dell’organismo di reagire alle malattie.
Se invece gli offriremo soltanto cibi salutari senza dargli la possibilità di pasticciare a volontà con cibi artificiali, come caramelle, patatine, cioccolato, biscotti e merendine, riuscirà a conservare la sua capacità innata di scegliere alimenti sani e di mangiare le quantità che gli servono.Vanno però evitate rigidità controproducenti. Ciò che veramente conta non sono le preferenze per un cibo piuttosto che per un altro, e nemmeno il fatto che mangi di tutto. L’importante è proporgli principalmente cibi salutari, perché possa scegliere tra questi, secondo le sue inclinazioni.
Diamogli quindi la possibilità di provare una grande varietà di pietanze e di verdure perché possa trovare quelle che più gli piacciono: aspettiamoci però cambiamenti repentini nelle sue preferenze e nel livello del suo appetito e mettiamo in conto che, a volte, dopo avere toccato tutto, possa non mangiare nulla.
Il gusto infatti cambia durante tutta la vita, poiché le cellule gustative contenute nella lingua si rinnovano ogni giorno. Il palato di ieri non è uguale a quello di oggi e i gusti si modificano, pur persistendo alcune specifiche preferenze.

Riconoscere il “cibo spazzatura” 

Sono tre le categorie di alimenti che apportano molte calorie e poche sostanze vitali: lo zucchero, le farine raffinate e i grassi, in particolare quelli idrogenati. Per questo si dice che contengono calorie vuote: cibo che riempie, ma non nutre. Fast food, snack, merendine, barrette, caramelle, gomme da masticare, patatine, salatini, crackers, briochine, lecca-lecca, dessert istantanei e bevande gassate sono tutti cibi ricchi di calorie vuote.

Lo zucchero

Lo zucchero si trova nei dolciumi ma anche in molti cibi insospettabili, come il ketchup e i fiocchi di cereali, che possono contenerne fino al 40%, o le bevande gassate, dove se ne trovano diversi cucchiaini per lattina.
Oltre a essere il diretto responsabile del sovrappeso, innalza i livelli dei trigliceridi e di colesterolo nel sangue moltiplicando le probabilità di contrarre gravi malattie in età adulta.

I grassi idrogenati

Sono invece da evitare gli oli di semi raffinati, che hanno subito pesanti lavorazioni industriali e hanno scarso valore nutritivo, e le margarine, dette anche grassi vegetali idrogenati. Per produrle, gli oli di semi devono passare un processo di idrogenazione che li porta dallo stato liquido a quello solido. Si viene così a creare un tipo di grassi, chiamati trans, che non esistono in natura e i cui effetti sulla salute sono sotto accusa.
Un gruppo di epidemiologi dell’Università di Harvard, negli Stati Uniti, ha tenuto sotto osservazione per diversi anni l’alimentazione di 84.000 persone, arrivando alla conclusione che i grassi trans aumentano notevolmente la probabilità di ammalarsi in età adulta. Raccomandano quindi “La sostituzione, fin dalla più tenera età, di questi grassi con grassi monoinsaturi e polinsaturi, come quelli che si trovano nell’olio di oliva, nei pesci dei mari freddi, e nel burro”.
È bene tener presente che le margarine, grassi vegetali idrogenati o parzialmente idrogenati, ormai sono ovunque. Oltre il 90% di biscotti, torte e prodotti da forno confezionati sono prodotti con margarine, spesso in quantità elevate, che compaiono al secondo posto tra gli ingredienti.

Le farine raffinate

La farina bianca e tutti i prodotti che la contengono come pane, focacce e torte forniscono quasi esclusivamente amidi. Fibre, proteine, sali minerali, vitamine e oligoelementi sono presenti in quantità insignificanti.
Chi consuma abitualmente cereali integrali in chicco, come orzo, riso integrale o semi-integrale, si abitua invece al sapore dei cibi genuini, ricchi di sali minerali e di vitamine, e perde a poco a poco il desiderio di zuccheri e di altri cibi raffinati. Hanno poi il vantaggio che, a parità di volume, apportano tre volte meno calorie dello zucchero e otto volte meno calorie dei grassi: saziano quindi più dei cibi raffinati. Possono essere conservati cotti per alcuni giorni e si prestano a essere conditi nei modi più svariati.

Dolciumi, merendine, stuzzichini e fast food

Il consumo di merendine,gelati,patatine, caramelle e fast food va limitato con fermezza: induce il bambino a ricercare sempre di più cibi ricchi di grassi e zuccheri, diminuisce le difese immunitarie e predispone alle malattie. Per orientarsi nella scelta dei prodotti confezionati,il riferimento più utile rimane l’etichetta.
Se zucchero,grassi o sale sono tra i primi tre ingredienti di una lunga serie di conservanti, emulsionanti, stabilizzanti, addensanti, esaltatori di sapidità o altro, il prodotto fa parte della lista dei cibi da proscrivere.
Per zucchero si intendono tutte le sue varietà: saccarosio, fruttosio, glucosio, caramello (zucchero fuso), melassa, miele e dolcificanti artificiali, così come nella categoria dei grassi rientrano le margarine, il burro, gli oli vegetali idrogenatilo strutto, il lardo, la panna, le creme.
■Un limite accettabile, considerate le esigenze nutritive dei bambini, è di 200 Kcal per ogni singola merendina.
■Va verificata la quantità dei grassi presenti: più è bassa, meglio è.Una merendina non ne dovrebbe contenere più di 9-10 grammi.
■Si deve controllare l’elenco degli additivi e scegliere i prodotti che ne contengono di meno.
■Non importa se il prodotto è arricchito da vitamine e sali minerali.Quello che deve determinare la scelta è la quantità di zucchero, grassi e sale che contiene: se il bambino si abitua a questi gusti, rifiuterà qualsiasi altra alternativa.

La piramide della salute

Per facilitare la comprensione dei componenti di una buona alimentazione, i nutrizionisti li hanno rappresentati come una piramide composta da cinque piani, ciascuno dei quali rappresenta una categoria di alimenti. Un bambino mangia bene se, nel corso della giornata, consuma cibi appartenenti a ciascuno di questi cinque gruppi, in proporzione al volume che occupano nella piramide, la quale,periodicamente, viene aggiornata dagli esperti di alimentazione.

Questa sotto indicata è quella più adatta ai bambini piccoli.
■ La base è costituita da pane, patate, cereali (pasta,riso, mais,orzo, avena,granoturco), almeno in parte integrali o semintegrali. Sono i cibi che forniscono energia di lunga durata. In genere, sono anemie gli alimenti verso i quali i bambini hanno meno rifiuti.
■ Il secondo piano,esteso quasi quanto il primo,comprende tutte le verdure,la frutta e i loro derivati: minestre, passati e succhi, indispensabili per assicurare all’organismo le sostanze più preziose: vitamine, minerali, enzimi, antiossidanti, fibre. Se il bambino non è stato abituato fin dai primi mesi dello svezzamento alle verdure, non è il caso di arrivare allo scontro, perché l’importante non è che mangi di tutto, ma uno o più alimenti della categoria. Può sgranocchiare felicemente una carota e detestare i broccoli; se non ama il minestrone possiamo dargli un passato di pomodoro o una spremuta. È quindi possibile rispettare tranquillamente i suoi gusti senza preoccuparsi: in particolari momenti,! fabbisogni dell’organismo lo spingeranno a scegliere i cibi di cui maggiormente sente la necessità.

■ Il piano centrale della piramide è occupato dalle proteine indispensabili per una crescita armonica: latticini (latte, yogurt e formaggi), che dovrebbero essere presenti tutti i giorni per il loro fondamentale apporto di calcio; uova, legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie, tofu), pesce, frutta oleosa (noci, mandorle, pinoli) e carne. Di tanto in tanto, è bene proporre al bambino un piatto unico ben equilibrato, basato sulla tradizionale associazione di cereali e legumi, come pasta e fagioli, pasta e ceci, riso o orzo con lenticchie o piselli; se presi contemporaneamente, questi alimenti hanno lo stesso potere nutritivo della carne.
■ Al quarto piano si trovano i grassi: olio, burro,panna, salse e creme.
■ La punta della piramide è riservata agli alimenti che forniscono principalmente calorie: zucchero e dolciumi.Tra tutte le componenti dell’alimentazione a questi ultimi va riservato lo spazio più ridotto. Ne basta una porzione al giorno.

Come sapere se mangia bene

Anziché trovarsi a fare complicati calcoli su concetti astratti come proteine, carboidrati, grassi e vitamine, è sufficiente controllare che ogni giorno nel menu del bambino compaiano i cinque gruppi di alimenti nelle proporzioni indicate: alla base dell’alimentazione in pari quantità i cereali e le verdure con la frutta, ai quali vanno aggiunte in quantità progressivamente minori le proteine; seguono quindi i grassi e i dolci.
Interiorizzando il concetto di piramide alimentare, non entreremo in ansia se il bambino non ama un alimento e ci sarà più facile accettare i suoi naturali momenti di svogliatezza. Il latte può essere sostituito da yogurt, formaggio o tofu. Invece della pasta può mangiare patate, pane, riso, orzo, polenta. La carne non è indispensabile: basta offrirgli un alimento dello stesso gruppo come latticini, legumi, pesce, uova. E se odia le verdure, non è il caso di drammatizzare, facciamogliene assaggiare un pezzettino di ciascuna e poi prepariamogli quelle che più gli piacciono.
Non costringendolo a mangiare un determinato alimento, quanto piuttosto a sceglierne uno appartenente allo stesso gruppo, il bambino pian piano imparerà a selezionare i suoi cibi preferiti e, con sorpresa, scopriremo che riesce a mettere insieme un menu ben equilibrato. Da parte nostra, troveremo più facile evitare di impuntarci per costringerlo a mangiare quello che non gli piace. Se gli offriamo alimenti sani, possiamo fidarci delle sue scelte.

Originally posted 2014-10-01 09:39:13.

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