LINGUAGGIO

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Fin da quando apre gli occhi al mondo, il bambino parla: gorgoglia, strilla, sbuffa, fo versetti. I suoni che emette non solo riflettono il suo stato di benessere o di malessere, ma gli servono a imparare una sequenza di movimenti con la bocca che poi userà per formare parole dotate di significato.
È a partire dal quarto mese che i versetti dei primi mesi diventano balbettii sempre più ricchi di significato. Man mano che cresce, il piccolo impara a pronunciare le vocali e alcune sillabe, soprattutto le più importanti, quelle necessarie per dire ma-ma, pa-pa o pappa. In questo periodo si verificano infatti dei cambiamenti nella conformazione della bocca che gli permettono di modulare i suoni e il volume della voce.
Inizia così la fase della lallazione, da la-la-la, una parola onomatopeica che imita il balbettio delle prime sillabe con le quali il bambino gioca a modulare la voce, come se stesse accordando uno strumento musicale. La lallazione è ben diversa dai vocalizzi, che sono grumi di vocali o consonanti, come ahhhhhhhh o nggggggggg-Si riconosce perché è composta da una consonante e da una vocale ripetute più volte: da-da-da-da oppure ba-ba-ba-ba. Le ricerche hanno ormai accertato che questi sono i primi tentativi del bambino di comunicare.
Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista “Science”, ha dimostrato che durante la lallazione il bambino utilizza maggiormente il lato destro della bocca, governato dal lato sinistro del cervello, che è preposto all’apprendimento del linguaggio. La capacità di parlare è quindi molto più precoce di quanto si pensi.

I primi dialoghi

Fin dalle prime settimane di vita il bambino instaura con le persone che lo accudiscono una sorta di dialogo, che si può osservare in particolare durante l’allattamento, quando fa una pausa in attesa che la mamma risponda con un suono, una carezza o uno sguardo. Appena inizia a intonare le vocali e le sillabe, imita la melodia delle conversazioni degli adulti. A incoraggiarlo a ripetere i suoi primi tentativi di colloquio saranno l’intensità dell’entusiasmo con cui accogliamo i suoi vocalizzi trasmettendogli le nostre emozioni con appassionate dichiarazioni ed esclamazioni.
È questa la strada per la scoperta del linguaggio. Il passaggio dalla lallazione alla parola sarà infatti tanto più veloce quanto maggiori saranno le conferme che il bambino riceverà.
Lo conferma il successo planetario delle due sillabe ma-ma, momy,maman che acquisiscono sempre più significato non perché il bambino, per vie arcane, abbia accesso a questo archetipo universale, ma semplicemente perché ogni volta che le pronuncia la mamma si illumina, sorride o compare come per incanto. Altre sillabe, come per esempio ga-ga, poiché non ricevono lo stesso tipo di conferme, non vanno ad arricchire il suo vocabolario. Invece, dopo che per centinaia di volte ha pronunciato ma-ma ed è apparsa la mamma, il bambino impara a far corrispondere a ma-ma l’immagine mentale della mamma: ha compiuto un’astrazione. Da questo momento, è nato il linguaggio.

Come rispondere al bambino

Capisce quindi le nostre parole molto prima di saper parlare. Per questo è importante cominciare a parlargli fin dai primi giorni. Per i primi dialoghi è importante scegliere una o due parole isolate, anziché pronunciare una frase intera.

Destra e sinistra
In passato sui mancini è stato detto di tutto, ma oggi molti dei luoghi comuni sono stati sfatati da rigorosi studi scientifici. Non è vero che i mancini soffrano di dislessia più della media, né che abbiano danni al cervello e neppure che abbiano più problemi psicologici degli altri. Le differenze con i destrimani dipendono soltanto dalle aree che il cervello utilizza quando compie determinate attività.
Il cervello umano è composto, infatti, da due emisferi, che svolgono funzioni distinte:
Emisfero destro – Coordina i movimenti della metà sinistra del corpo e regola le attività che hanno a che fare con la capacità di elaborare immagini e di orientarsi nel tempo e nello spazio. Quando il bambino riconosce il volto della mamma, attiva questo emisfero.
Emisfero sinistro – È specializzato nel pensiero logico e analitico, che permette l’apprendimento del linguaggio e dei numeri, e controlla i movimenti della metà destra del corpo. Quando il bambino pronuncia le sue prime parole, attiva questo emisfero.

Poiché nella maggior parte delle persone l’emisfero sinistro è quello dominante, sembrano più facili e naturali i movimenti della parte destra. Il contrario avviene nei mancini, dove è l’emisfero destro a essere dominante.
Esistono molte teorie che spiegano perché nella maggioranza della popolazione prevalga l’emisfero sinistro. Una delle tesi più accreditate sostiene che l’uomo ha sempre utilizzato maggiormente la parte destra per ragioni culturali.
Nella parte sinistra si trova il cuore, e quindi i guerrieri maneggiavano la lancia con la destra per poter colpire al cuore l’avversario più facilmente. Per lo stesso motivo la mamma sosteneva il bambino con la sinistra, in modo da fargli appoggiare la testa sul lato sinistro, perché si calmasse ascoltando i battiti del cuore: di conseguenza lei lavorava con la mano destra. Queste tendenze sono poi state sempre più rafforzate dalla creazione di strumenti e attrezzi progettati per essere usati con la destra.

Come aiutare il bambino

La tendenza del bambino a usare la mano sinistra piuttosto che la destra non va ostacolata. I bambini repressi nel loro mancinismo sono sottoposti a uno stress che si ripercuote su tutto il loro comportamento: è come se dovessero disubbidire agli ordini del loro cervello, che la natura ha programmato per rendere più naturali i movimenti con la sinistra. Da numerosi studi risulta inoltre che i mancini corretti hanno una maggiore probabilità di essere balbuzienti. Dato che ogni loro gesto viene compiuto e controllato, può succedere che anche le parole siano sottoposte allo stesso tipo di controllo, perdendo di spontaneità.
Per questo, fin dall’inizio è importante mettere il bambino nella condizione di decidere da solo se essere mancino o destrimano, appoggiando per esempio il cucchiaio della pappa al centro e non su un lato del piatto.

Originally posted 2014-09-30 09:46:05.

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