MANIFESTAZIONI ALLERGICHE

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MANIFESTAZIONI ALLERGICHE - MANIFESTAZIONI ALLERGICHE

L’allergia è una reazione chiamata atopica, cioè fuori luogo, perché si scatena a causa di sostanze che per la maggioranza delle persone sono assolutamente innocue: il polline dei fiori, alcuni cibi, la forfora, il pelo e anche la saliva degli animali. Nei loro confronti l’organismo si comporta come se si trovasse di fronte a un nemico. Si hanno cioè quelle che gli esperti chiamano reazioni di ipersensibilità.
Oggi queste reazioni sono in forte aumento in tutto il mondo, in particolare nelle zone di massima concentrazione industriale, dove si calcola ne sia colpito il 40% dei bambini sotto i 12 anni. Si ritiene che ciò sia dovuto al fatto che l’organismo ha perso la capacità di regolare i normali meccanismi di difesa.
L’alterazione riguarda non solo le modalità di produzione degli anticorpi (immunoglobuline E), ma coinvolge tutta la rete di rapporti tra sistema immunitario e sistema nervoso centrale, che rientrano nella nostra capacità di adattamento.

I sintomi
I sintomi dell’allergia possono colpire organi diversi. Non sempre però la loro comparsa indica una reazione allergica: per sospettare un’allergia devono essere particolarmente marcati e ricorrenti. Nei bambini i primi organi colpiti sono pelle e intestino. Se ogni volta che il piccolo mangia un determinato cibo reagisce con la diarrea o con uno sfogo sulla pelle, il sospetto che sia allergico o intollerante a quell’alimento è giustificato. In molti casi l’origine della risposta allergica non è legata all’organo che viene stimolato: per
esempio una crisi d’asma, che è fame d’aria, può non dipendere da ciò che si respira ma da quello che si mangia.
Ecco una breve descrizione delle reazioni allergiche più comuni: Raffreddore da fieno, o rinite allergica II bambino è colto da una serie di starnuti per diverse ore di seguito. Il naso cola o rimane chiuso. Oltre che dal polline, il raffreddore da fieno può essere causato dagli acari, dagli animali, dalle muffe, a volte anche da un alimento. Raramente ne soffrono i bambini di età inferiore ai 7 anni.
Eczema atopico Nel lattante l’eczema allergico si manifesta con vescicolette rosse piene di siero che provocano un forte prurito, sulla fronte, sul mento e sulle guance. Di solito appare verso i 3 mesi di vita. Nei bambini più grandi si manifesta sui gomiti e le ginocchia. Spesso scompare verso i 3 anni.
Orticaria Sulla pelle compaiono chiazze leggermente rilevate, dette pomfì,di colore più rosso o più pallido della pelle circostante, sovente accompagnate da prurito intenso.
Si manifesta a cicli.

Allergie e intolleranze alimentari

Le allergie e le intolleranze alimentari sono fenomeni complessi e di diffìcile individuazione. Scoprire quale sia la sostanza responsabile dei vari disturbi non è facile, anche perché molti alimenti sono costituiti da diversi ingredienti. Non basta infatti accertare una generica intolleranza al cioccolato, si deve sapere con precisione che cosa determini la reazione: il cacao, il latte, i grassi, la lecitina o gli aromatizzanti.
In molti casi allergie e intolleranze sono trasmesse dai genitori ai figli.
■ Se un bambino ha un genitore allergico o intollerante, avrà il 40% di probabilità di esserlo a sua volta.

I sintomi

I sintomi delle intolleranze e delle allergie alimentari interessano organi diversi. L’incompatibilità con un determinato alimento si può manifestare a livello intestinale con diarrea, stitichezza o gonfiori addominali, ma può provocare anche disturbi che interessano tutti i principali organi e apparati dell’organismo interferendo anche con il comportamento del bambino, con la sua situazione psicologica e in alcuni casi con la
crescita.
Apparato gastrointestinale Afte, diarrea cronica, aria nella pancia, malassorbimento dei cibi.
Apparato respiratorio Asma, bronchite cronica, rinite.
Apparato urinario Infezioni croniche alla vescica, perdita involontaria di urina (enuresi), disturbi renali.
Muscoli e ossa Dolori articolari e dolori lombari.
Pelle Acne, eczema atopico, dermatiti, orticaria, prurito, psoriasi.
Sfera emotiva Ansia, depressione, incapacità di stare fermi (iperattività), irritabilità, insonnia, difficoltà di concentrazione.
Sistema immunitario Febbri sul labbro (herpes), infezioni ricorrenti, tra cui frequenti infezioni all’orecchio.
Altri disturbi Battito irregolare del cuore (aritmia), edema, affaticamento, mal di testa, prurito al naso o alla gola, sinusite, svenimenti.

Le cause

L’organismo reagisce agli alimenti che non tollera in forme e gradi diversi.A volte la ri-
sposta è immediata e violenta; in altri casi può invece manifestarsi in modo meno evi-
dente e a distanza di tempo oppure con una reazione passeggera e di lieve entità.
Per capire come mai questo succeda, vale la pena di esaminare la differenza tra allergia e
intolleranza. L’allergia alimentare è abbastanza rara, interessa solo 3-4 bambini su 100.

Quando è allergia alimentare

Vi sono sostanze che, in alcune persone, suscitano una reazione simile a quella che il sistema immunitario mette in atto quando deve affrontare un virus o una sostanza tossica.
Di fronte a una situazione di per sé innocua, come appunto un alimento, l’organismo reagisce come se avesse di fronte un nemico.Dopo il primo contatto con l’alimento,il sistema immunitario produce un tipo di anticorpi, le immunoglobuline di tipo E (IgE).
Nell’allergia alimentare propriamente detta, quando si mangia un cibo allergizzante, l’organismo reagisce immediatamente producendo anticorpi specifici, le immunoglobuline che si dispongono sulla superficie di particolari cellule, dette mastociti.
Se l’alimento che provoca la reazione allergica viene nuovamente introdotto, le IgE lo agganciano e inducono queste cellule a rilasciare istamina, una sostanza molto infiam-
mante, responsabile delle reazioni allergiche.Alcuni cibi, come fragole, crostacei, cioccolato, banane e noci, contengono di per sé istamina. I loro effetti possono essere quindi simili a quelli provocati dagli allergeni, ma non inducono nell’organismo la formazione di anticorpi.
La manifestazione allergica dovuta alle IgE si distingue da altri tipi di reazione perché è immediata: dal momento in cui si entra in contatto con la sostanza allergizzante, si manifesta entro pochi minuti, raramente dopo qualche ora.
Tranne quella nei confronti del latte vaccino, le allergie alimentari in genere si manifestano a partire dallo svezzamento, cioè dal momento in cui si introducono i primi alimenti diversi dal latte materno. Se, come sempre si raccomanda, si offre al bambino un solo alimento nuovo alla volta, si può capire facilmente a che cosa possa essere dovuta un’eventuale reazione allergica.

Quando è intolleranza alimentare

Oggi si ritiene che l’intolleranza sia una forma di allergia che, pur coinvolgendo il sistema immunitario nell’attivazione di sostanze infiammatorie, non provoca la formazione di immunoglobuline IgE.
L’intolleranza alimentare è chiamata anche allergia ritardata perché, a differenza dell’allergia propriamente detta che si manifesta immediatamente, compare solo dopo che si è stati esposti allo stimolo per più giorni consecutivi.
Si distingue dall’allergia che provoca la formazione di immuglobine IgE perché:
■ La reazione si verifica dopo ore o giorni dall’assunzione dall’alimento incriminato e non immediatamente.
■ Proprio perché non si manifesta tutte le volte che l’organismo entra in contatto l’alimento incriminato, è diffìcile individuare l’alimento cui si è intolleranti. Nella maggior parte dei casi le intolleranze alimentari si scoprono dopo mesi o perfino anni, quando si è raggiunta la soglia di un determinato livello di intossicazione.
■ È sufficiente però sospendere l’assunzione di quel cibo per un determinato periodo di tempo per disintossicare, almeno in parte, l’organismo ed evitare in questo modo le manifestazioni più vistose dell’intolleranza.
■ Le intolleranze possono rimanere latenti per lunghi anni e manifestarsi solo in particolari situazioni di stanchezza o di stress. Talvolta, pur essendo intolleranti a un alimento sin dall’infanzia, la reazione si manifesta solo quando si è raggiunta l’età adulta oppure solo in particolari periodi della vita.

Quando non è allergia

Vi sono situazioni particolari che non vanno confuse con l’allergia. Per esempio ci sono persone che nascono prive di un particolare enzima, necessario a digerire un determinato cibo. Se per esempio il bambino non ha l’enzima per digerire il glutine, cioè la miscela di proteine cereali, soffrirà del morbo celiaco. Chi invece ha il favismo manca dell’enzima chiamato deidrogenasi e ha una reazione quando mangia fave. Ma sono situazioni rare.
■ Più frequente è la mancanza di lattasi, cioè dell’enzima che scinde lo zucchero (lattosio) contenuto nel latte di vacca.A differenza della celiachia e del favismo, rigorosamente ereditari, la deficienza di lattasi si può correggere. Facendo bere al bambino tipi di latte particolari poveri di lattosio, si induce il suo intestino a produrre l’enzima necessario.
■ Non si deve confondere la mancanza di lattasi con l’allergia alle proteine del latte. Distinguere tra i due casi non è difficile. Nel primo caso, l’unico sintomo è la diarrea, mentre nel secondo sono possibili tutte le manifestazioni allergiche: dall’eczema atopico, al vomito,all’asma. Chi è allergico alle proteine del latte non potrà tollerare tutti i prodotti contenenti latte, neppure formaggi e yogurt, mentre chi è privo di lattasi è insofferente solo al latte.

Come si affronta
Con l’alimentazione

Intolleranze e allergie alimentari si affrontano principalmente con la prevenzione, che inizia con i primissimi pasti del bambino.

DA RICORDARE

Bisogna essere molto prudenti prima di decidere che esiste una relazione fra i sintomi dell’allergia e gli alimenti, perché ogni restrizione rischia di impoverire la dieta del bambino: prima di essere applicata, va accuratamente studiata e ci si deve consultare con un medico esperto.
■ L’allergia alimentare tende ad attenuarsi o scomparire a età diverse, a seconda dell’individuo: l’apparato digerente maturo impara a non lasciare più passare le grosse molecole di proteine che sono responsabili dei sintomi. Molti bambini, col tempo, spesso entro i 2 anni, acquisiscono una tolleranza a cibi che, quando erano più piccoli, provocavano problemi.
Tuttavia il sistema immunitario conserva una memoria e, qualora si riprendano a consumare in modo continuativo quantità elevate degli alimenti che hanno causato le reazioni allergiche, queste possono manifestarsi di nuovo. Per questo si consigliano le diete di rotazione, che prevedono la possibilità di mangiare i cibi incriminati facendo periodicamente delle pause di alcuni giorni di astensione.

Quando il bambino reagisce al latte

È importante distinguere tra intolleranza al lattosio, intolleranza alle proteine del latte e allergia alle proteine del latte.

Intolleranza e allergia alle proteine del latte

L’intolleranza alle proteine del latte vaccino (IPLV) è caratterizzata da una serie di sintomi provocati dall’ingestione del lane, che non sono però causati da una liberazione di particolari anticorpi, tipici della reazione allergica. Si parla invece di allergia al latte vaccino (APLV) quando l’organismo produce anticorpi.

Quando rivolgersi al medico
Chiamate il pediatra se:

■ Il bambino presenta uno o più sintomi di intolleranza o allergia.
■ Soffre di disturbi di vario genere che persistono nonostante le cure specifiche
■ Ha un’insonnia persistente o una crosta lattea diffusa.

Originally posted 2014-10-02 16:11:05.

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