MUSICA

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Appena il bambino riesce a picchiare con un legnetto su una superficie, può essere già considerato pronto per i primi giochi musicali: basta tamburellare un ritmo con un cucchiaio su una pentola e chiedergli di imitarci. Se poi accompagniamo le percussioni con canzoncine e parole libere, apprenderà più facilmente il ritmo del linguaggio: veloce o lento, forte o piano, imparando ad aspettare il proprio turno per intervenire.
Uno dei primi giochi musicali, assai simile all’apprendimento della lingua materna, consiste nel far riprodurre con la voce al bambino i suoni più strani: il tintinnio di un bicchiere, il trapano elettrico, il rombo di un motore.
Ascoltando il ritmo della musica, il bambino impara a muoversi armonicamente e a esprimere con il corpo i sentimenti che prova neirascoltare una canzone. Oggi sono innumerevoli le ricerche che dimostrano l’importanza della musica nell’evoluzione del bambino, in particolare nello sviluppo del cervello. Fin dai primi anni di vita l’ascolto della musica provoca un aumento della frequenza delle onde alpha, che sono associate alla creatività, alla coerenza del pensiero,alla capacità di fantasticare e di rilassarsi.
Ma non solo, se fin dai primi anni lo esponiamo all’ascolto di buone musiche gli regaleremo un piacere in più: per tutta la vita, nei momenti di sconforto, potrà rifugiarsi in un’isola felice, attingendo a un gioco mentale che conduce alla scoperta di una gamma infinita di emozioni e che insegna ad approfondirle.

Quali brani

Per iniziare ad ascoltare e a godere della musica non esistono esclusioni. Che sia classica, folk, jazz, o rock, l’importante è evitare i volumi assordanti e alcune musiche contemporanee dai suoni stridenti, che possono risultare angoscianti. Per il resto è essenziale che i brani proposti al bambino piacciano a noi, perché solo così trasmetteremo il piacere dell’ascolto.
Il ricercatore inglese Michele Clements, che ha dedicato anni della sua vita a studiare le reazioni del feto nei confronti della musica, è arrivato alla conclusione che le musiche barocche, in particolare i suoni armonici e squillanti di Vivaldi e di Mozart, calmano e rilassano il bambino. Le conclusioni di Clements sono state confermate dalle ricerche di Don Campbell, autore del libro Effetto Mozart, nel quale si riportano gli esperimenti che dimostrano come le musiche del compositore austriaco e, in genere, quelle barocche stimolino nuove connessioni di neuroni nel cervello dei bambini: sono infatti ricche di simmetrie e modelli ricorrenti che riescono a sviluppare sia l’emisfero destro che quello sinistro, integrandone le funzioni.
Ecco alcuni dei pezzi consigliati da Campbell:
Mozart: Quartetto n. 15 per archi in re minore (K. 421)
Mozart:Quartetto n.llper archi in mi bemolle maggiore (K. 171), Andante
Mozart:Sinfonia n.25 in sol minore (K. 183), Andante
Mozart:Quartetto n. 20per archi in re maggiore (K. 499), Adagio
Vivaldi: Concerto per violino in la minore
Vivaldi: Concerto n. 15 per chitarra e archi in re maggiore. Largo
Bach: Concerti Brandeburghesi
Debussy: Chiaro di Luna
Mendelssohn:Canto di primavera.

Originally posted 2014-10-01 13:28:25.

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