MUSICA

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DA RICORDARE

Le sonorità naturali sono molto gradite al bambino, in particolare quelle che evocano l’acqua, e gli ricordano il liquido amniotico, di cui avvertiva il dondolìo quando la mamma si muoveva o passeggiava.
Per tranquillizzarlo non è necessario limitarsi a proporgli melodie dolci. Per ben nove mesi, è stato vicino al “tamburo” del cuore materno. Ecco perché anche le sonorità percussive possono calmarlo e stimolare le funzioni fisiologiche.

Non solo musica classica

Fin dai primi giorni di vita è importante che il bambino ascolti la musica: non solo Io rilassa, ma lo aiuta anche a strutturare il senso dell’udito e sviluppare l’equilibrio. A differenza della vista, l’udito si sviluppa fin dal secondo trimestre di gravidanza. Nonostante la barriera del corpo materno, il piccolo riesce a percepire i suoni alti, tra i 3000 e i 20.000 hertz, tipici della musica di Mozart. Per questo Don Campbell, autore di numerosi libri sull’effetto della
musica sul cervello, sostiene che la musica di Mozart, in specifico, ma anche quella barocca, in genere, sia la migliore per stimolare la creazione di nuove connessioni neuronali, e le aree del cervello specializzate nel favorire la motivazione e la creatività: questi brani sono ricchi infatti di simmetrie e modelli ricorrenti che riescono a stimolare sia l’emisfero destro che quello sinistro del cervello,col risultato di integrare le due funzioni. È stato inoltre dimostrato che i bambini prematuri ai quali si fa ascoltare la musica classica aumentano più velocemente di peso, lasciano l’ospedale in un tempo più breve e hanno una maggiore probabilità di sopravvivenza.
Fatta questa premessa, la cosa però più importante è proporre al bambino la musica che amiamo noi. Spiega Franco Brera, musicologo:”I bambini possono ascoltare di tutto, fatti salvi alcuni criteri di buonsenso: sono proibiti i volumi assordanti ed è bene evitare alcuni brani contemporanei dai suoni stridenti,che possono risultare angoscianti. Per il resto,è essenziale che il piccolo, con le sue straordinarie antenne, si accorga al più presto che quel suono procura piacere alla mamma e al papà. Oltre alla musica classica, vanno bene quindi jazz leggero, musica gospel, Raga indiani e musica folk”.

Quello che fa la differenza è il gusto musicale dei genitori. L’ascolto evoca infatti nel bambino sensazioni e sentimenti che sono mediati dalla relazione emotiva che ha con loro. Nella scelta della musica da proporgli è fondamentale quindi farsi guidare dal proprio gusto personale, senza privilegiare un genere piuttosto che un altro per il suo presunto effetto sedativo. Vale la pena invece di confidare nell’intimità emotiva con il bambino condividendo con lui il piacere dell’ascolto.

Originally posted 2014-09-29 15:15:20.

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