SOLE

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SOLE - SOLE

Il sole favorisce la sintesi della vitamina D, fondamentale per lo sviluppo osseo.
A questo scopo sono sufficienti 10 minuti al giorno all’aperto. Se però l’esposizione diretta ai raggi del sole è più lunga, è necessario prendere delle precauzioni, non solo perché la pelle del bambino è più fragile di quella degli adulti, ma perché, se passa molto tempo ai giardinetti o sulla spiaggia, è esposta a una dose massiccia di raggi.
L’abbronzatura è un sistema di difesa dell’organismo e, in quanto tale, è un capitale da salvaguardare. I dermatologi parlano di capitale sole, per indicare le energie che si spendono ogni volta che ci si espone ai raggi solari e la quantità di radiazioni che il nostro organismo può assorbire. Ognuno di noi, infatti, è in grado di assorbire un determinato quantitativo di radiazioni solari, oltre il quale cominciano gli effetti negativi. Si calcola che il tempo di esposizione dei bambini sia almeno tre volte superiore a quello degli adulti al punto che, secondo le statistiche, nei primi 18 anni di vita si accumula dal
50 all’80% dei raggi di tutta l’esistenza.
Se il bambino inizia ad abbronzarsi fin dai primi anni di vita per lunghi periodi di tempo, arrivato a quaranta o cinquantanni il capitale sarà completamente esaurito, con il rischio di avere una pelle invecchiata e di sviluppare tumori. Secondo i risultati di alcune ricerchete scottature prodotte negli anni dell’infanzia possono predisporre alla comparsala adulti, del melanoma, il cancro della pelle.

Quali protezioni

■ Fino ai 2-3 anni, il bambino va esposto ai raggi solari solo di primo mattino e nel tardo pomeriggio. Non va mai portato in spiaggia dalle 11 alle 15 (con l’ora legale, dalle 12 alle 16), quando i raggi sono perpendicolari alla superficie della Terra e quindi più intensi.
■ Nei primi giorni gli si fa indossare una maglietta e un cappellino di cotone a tesa larga, facendolo restare sotto l’ombrellone.
■ Per reintegrare i sali minerali che perde con il sudore, si consiglia di fargli bere ogni due ore acqua minerale o succo di frutta diluito non zuccherato.
■ La crema solare deve avere un fattore di protezione 20 o più: l’applicazione va rinnovata ogni due ore e tutte le volte che il bambino si bagna (anche se il prodotto è resistente all’acqua). Sulle labbra, sul contorno degli occhi, sul naso e sugli zigomi va sempre applicata una crema a schermo totale. Prima di usare la crema solare, si consiglia di provarla su una piccola zona della pelle per verificare se appare una reazione allergica. Se dopo 48 ore non vi sono arrossamenti o altre manifestazioni, la si può utilizzare con tranquillità.
■ I prodotti adatti per i bambini sono quelli a base di biossido di titanio o di zinco; non vanno usati filtri chimici che potrebbero provocare reazioni sulla pelle. La legge europea impone severi controlli sulla qualità dei filtri,ma è meno rigorosa per le sostanze veicolanti, cioè gli oli o i grassi in cui questi vengono disciolti. Sono da evitare le creme a base di olio di cocco, che contiene acido laurico.un irritante della pelle e quelle a base di vaselina,che ne ottura i pori.
■ Durante l’esposizione al sole bagnare la testa e il corpo allevia la sensazione di calore. L’acqua,evaporando,sottrae calore al corpo e rinfresca. Le goccioline dell’acqua però possono agire da lente rifrangente, concentrando i raggi del sole e aumentando il rischio di scottature. Per rinfrescare il bambino, invece di bagnargli la testa,è preferibile fargli indossare un cappello bagnato.
■ Il sudore non va asciugato: le ghiandole sudorifere sono ricche di sostanze, tra cui l’acido urocanico.che funzionano da filtro solare.

Originally posted 2014-10-01 15:18:32.

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