STITICHEZZA

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Essere stilici non significa evacuare poco frequentemente, quanto piuttosto farlo con sforzo a causa dell’eccessiva compattezza delle feci. Un lattante può scaricarsi diverse volte al giorno o anche 1 volta ogni 2-3 giorni: se le scariche hanno la giusta consistenza, non vi sono problemi. Per decidere se il numero di evacuazioni sia sufficiente, è importante quindi valutare il livello di benessere generale del bambino senza cercare di conformarsi a un ritmo ideale, che non può essere imposto a tutti.
Si tratta di stitichezza quando il bambino si scarica meno di 3 volte la settimana, almeno 1 volta su 4 compie uno sforzo doloroso e, 1 volta su 4, forma feci molto dure di forma sferica.

I sintomi

Nonostante lo stimolo, il bambino ha difficoltà a evacuare e prova dolore. Spesso le feci presentano piccole perdite di sangue rosso vivo, perché a causa della loro durezza creano minuscoli tagli sulle pareti dell’ano, chiamati ragadi. Il dolore fa sì che il piccolo trattenga ancora di più la scarica. Il bambino abitualmente stitico spesso ha anche aria nella pancia, che al tatto risulta dura e dolente.

Le cause

Le cause principali di stitichezza nei bambini sono due: il tipo di alimentazione e la ritenzione volontaria delle feci. Oltre a rari casi di malattia, anche febbre e vomito possono
causare disidratazione e quindi stitichezza.

L’alimentazione

La scarsa assunzione di liquidi, un inadeguato consumo di frutta e verdure, un insufficiente apporto di cibi ricchi di fibre provocano stitichezza.

L’alimentazione

La scarsa assunzione di liquidi, un inadeguato consumo di frutta e verdure, un insufficiente apporto di cibi ricchi di fibre provocano stitichezza.

Le tensioni emotive

■ A partire dai 2 anni il bambino può considerare l’evacuazione come la perdita di una parte di sé e viverlo come un evento da evitare e ritardare il più possibile. Se viene forzato a lasciare il pannolino e a controllare gli sfinteri prima che sia pronto, può rifiutarsi di separarsi dalle sue feci nel vasino o nel water e diventare stitico. In situazioni estreme, non riuscendo più a trattenersi, può scaricarsi in parte nelle mutandine. Se poi percepisce che gli adulti attribuiscono un’importanza eccessiva allo scaricarsi regolare e quotidiano, può usarlo come strumento di ricatto.
■ Situazioni di tensione emotiva, come l’inserimento al nido o all’asilo,la nascita di un fratellino, un trasloco, possono provocare stitichezza nel bambino,che inconsapevolmente
riesce così ad attirare l’attenzione su di sé.

Come si affronta
Con misure di igiene

■ Date al bambino la possibilità di muoversi liberamente e di correre. Chi svolge attività fisica è meno soggetto a soffrire di stitichezza.
■ Per facilitare l’espulsione delle feci è importante che il piccolo sia nella posizione più adatta: i piedi devono appoggiare per terra, non rimanere penzoloni; le gambe divaricate; le ginocchia più alte del sedere. Se utilizza il water può essere necessario avere una pedana dove possa appoggiare i piedi.

Con l’alimentazione

■ Se il bambino è allattato al seno, spesso la stitichezza deriva dal tipo di alimentazione della mamma, che beve poco o non consuma cibi ricchi di fibre. Modificandola, il problema si risolve. La stitichezza può essere anche un segno che il bambino mangia poco, ma in tal caso, oltre a essere stitico, non cresce regolarmente.
■ Se prende il latte artificiale,è possibile che nel preparare la formula si usi poca acquatale

L’ALIMENTAZIONE ANTISTITICHEZZA
Durante lo svezzamento
Cibi da inserire

■ Passati di verdure verdi: zucchine, erbette, coste, spinaci.
■ Legumi: piselli e fagioli.
■ Mais, tapioca, malto.
■ Frullati di pere e prugne, frutta cotta, succhi di pera e di prugna.

Cibi da limitare

■ Carote, mele, banane, zucca.

Dopo il primo anno
Cibi da inserire

■ Cibi integrali: riso, pane, cracker e fette biscottate, frumento soffiato cui aggiungere eventualmente crusca e malto.
■ Legumi: piselli, fagiolini, fagioli, ceci.
■ Carni magre e bianche: agnello, tacchino, pollo, coniglio.
■ Pesci magri: cernia, dentice, nasello, pesce spada, sogliola, tinca, trota, triglia.
■ Uova alla coque o in camicia.
■Tutte le verdure a foglia verde e ad alto contenuto di fibre: carciofi, cavolfiori, zucchine; minestre di verdura condite con olio extravergine d’oliva.
■ Frutta fresca cruda, cotta o spremuta, in particolare pere mature; frutti di bosco; fichi, susine; frutta secca: datteri, fichi, prugne.
■ Latte e latticini freschi (in quantità ridotta): ricotta, mozzarella, certosino, taleggio, quartirolo.
■ Molta acqua e tisane.

Cibi da limitare

■ Riso bianco, biscotti di farina bianca.
■ Banane, carote, mele, zucca.
■ Carne grassa, salame, pancetta, mortadella, lardo, strutto.
■ Tutte le fritture e le salse, margarina.
■ Latte e formaggi stagionati.
■ Cioccolato, dolciumi, merendine confezionate.

Con gli integratori

■ Se la stitichezza è ricorrente: date ogni giorno al bambino una dose di Lactobacillus acidopbilus, secondo le indicazioni riportate in etichetta. I fermenti lattici aiutano a creare la flora batterica utile per il funzionamento dell’intestino.
Il ricorso alla crusca va limitato a un breve periodo perché, se abituale, irrita le delicate pareti intestinali e induce assuefazione perdendo via via efficacia.

Con la medicina omeopatica

Nel caso in cui ci si trovi di fronte a un caso di stitichezza occasionale e non si riesca a contattare il mediconi consigliano i seguenti rimedi da adottare nelle prime 48 ore in attesa di indicazioni precise. I granuli si sciolgono in poca acqua in un bicchiere o in un cucchiaino di plastica (non di metallo), e si somministrano lontano dai pasti.
■ Se le feci sono piccole e dure, a volte rivestite di muco: Alumina 5 CH, 2 granuli 3 volte
al giorno.
■ Se il bambino fa molta fatica ad evacuare e mangia molti grassi:Nux vomica 5 CH, 5 granuli 3 volte al giorno.
■ Se il bambino prova dolore durante Vevacuazione:Lycopodium 5 CH, 5 granuli 3 volte
al giorno.
■ Se il bambino tende a trattenersi per paura del dolore e ha spesso feci maleodoranti: Lycopodium 5 CH, 5 granuli 3 volte al giorno.

Con la medicina convenzionale

I lassativi vanno usati solo con la prescrizione del medico nella quantità e nelle modalità da lui indicate. In ogni caso devono essere presi per breve tempo perché possono sviluppare una dipendenza.
Vi sono 3 tipi di lassativi: quelli che aumentano la massa delle feci, come i semi di psillio 0 di lino; quelli che stimolano i movimenti intestinali, come senna, frangola, rabarbaro, aloe; e quelli che causano una maggiore secrezione delle mucose intestinali e provocano feci liquide e abbondanti, come l’olio di ricino. Quest’ultimo è un rimedio drastico che va utilizzato solo in casi eccezionali dietro specifica indicazione del medico.
I lassativi più adatti al bambino sono quelli a base di lattulosio che agiscono in modo osmotico, mantenendo cioè l’acqua nell’intestino. In alternativa, si può ricorrere all’olio di vasellina: se ne somministrano 2-3 cucchiaini al mattino, a digiuno.
Il ricorso alle supposte di glicerina o ai clisteri va fatto occasionalmente, e solo nel caso in cui il bambino non si scarichi da 4-5 giorni.

Con la rieducazione dell’intestino

Se il bambino ha più di 2 anni e soffre di una stitichezza ostinata e abituale, il pediatra può consigliare una rieducazione graduale, che va effettuata esclusivamente sotto la sua supervisione.
Fate al bambino 1-2 clisteri al giorno per 5-7 giorni, immettendo lentamente nell’ano 200 ml di soluzione fisiologica cui si aggiungono 2 cucchiaini rasi di sale da cucina per ogni 200 mi d’acqua. Il clistere va eseguito lentamente e a ore fìsse: la sacca va appesa a circa 60 centimetri di altezza dal piano su cui giace il piccolo, che deve rimanere coricato sul fianco sinistro o a pancia in giù, con le gambe rannicchiate. Lubrificate la sonda con della vaselina e introducetela nell’ano a una profondità di 3-5 centimetri. Il flusso del clistere va regolato in modo che non sia troppo veloce.Se non dà risultati,può essere ripetuto dopo 3-4 ore.
■ Mettete il bambino sul vasino a ore fisse,possibilmente un’ora dopo il pasto.quando sono più forti le reazioni automatiche che sollecitano le scariche. Sul vasino o sul water il bambino non deve rimanere per più di 10 minuti: se non si è scaricato, aspettate il pasto successivo senza fare alcun commento. Se si scaricala lodato,altrimenti non va mai rimproverato, ma semplicemente ignorato.
■ Fategli prendere ogni giorno, per alcuni mesi, 5-10 grammi di lattulosio,seguendo strettamente le dosi indicate dal pediatra, e aumentate l’apporto di fibre nella dieta: frutta (in particolare pera e prugna), verdura e cereali integrali.

Quando rivolgersi al medico
Chiamate immediatamente il pediatra se:

■ Il bambino ha un dolore molto forte alla pancia.
■Il dolore è costante e dura più di 2 ore.

Chiametelo durante le ore di ambulatorio se:

■ Il bambino non si scarica da più di 5 giorni.
■ Non riesce a trattenere le feci.
■ Le ragadi anali sono profonde.
■ C’è presenza sangue nelle feci.
■ Si rifiuta di usare il vasino.
■ Gli episodi di stitichezza sono ricorrenti.

 

Originally posted 2014-10-03 10:34:22.

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