SUCCHIOTTO E POLLICE

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A 1-2 anni il bambino ha ancora bisogno di succhiare e sarà solo a partire dal terzo anno che potrà accantonare il ciuccio o smetterà di succhiarsi il dito a favore di altri oggetti in grado di rassicurarlo. Si tratta di un processo naturale che avviene per gradi e che non c’è bisogno di affrettare perché quest’abitudine non procura alcun danno psicologico, né fisico. Solo se viene protratta a lungo, oltre i 3 anni di vita, e per diverse ore al giorno, può provocare danni ai denti che potranno essere corretti con un apparecchio.
In ogni caso è importante rispettare i tempi di ogni bambino, che sono soggettivi, evitando di rivolgersi a lui con giudizi, critiche o rimproveri, che caricano la suzione di sensi di colpa e di ansia. Eliminare il succhiotto nella speranza che se ne dimentichi ottiene spesso il risultato opposto. Il bambino inizierà a cercarlo disperatamente, ossessionato dall’idea di avere perso un oggetto prezioso.
È bene comunque non lasciare che si abitui ad avere il succhiotto in bocca tutto il giorno, ma offrirglielo solo quando ha bisogno di consolazione o al momento del sonno, inserendolo nei riti che precedono la nanna. Quando è intento a giocare o sta con gli altri gli si può proporre di metterlo da parte, per esempio in una scatolina da tenere nel lettino.

Soltanto nel momento in cui vedremo che può fare a meno del ciuccio per lunghi periodi,e questo può avvenire tra i 2 e i 5 anni,possiamo prendere in considerazione l’idea di toglierlo. A questo scopo si può eseguire un piccolo rituale per confermare il distacco definitivo: regalarlo a qualcuno come una cosa di grande valore oppure buttarlo nel laghetto dei giardini pubblici perché ci giochino i pesciolini. L’importante è che il bambino partecipi all’evento e si senta coinvolto attivamente nel rito: se avrà nostalgia del ciuccio, saprà che è stato lui ad aver scelto di abbandonarlo.

Originally posted 2014-10-01 15:54:55.

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