VASINO

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Fino a circa 2 anni il bambino si scarica per un riflesso automatico, che non coinvolge la sua volontà: quando il retto è pieno, i movimenti dello stomaco stimolano l’intestino, che preme contro lo sfintere anale causandone l’apertura.
Per la pipì avviene un meccanismo simile. Solo dopo questa età il bambino raggiunge una maturità fisiologica tale da riuscire a controllare gli sfinteri, i muscoli coinvolti nel sistema di espulsione; anche il sistema nervoso è sufficientemente sviluppato da saper individuare e bloccare alcuni stimoli. Il piccolo è quindi in grado di riconoscere lo stimolo e contrarre i muscoli per ritardare di qualche minuto il momento dell’evacuazione.
Il controllo della vescica viene acquisito invece solo dopo i 2 anni e mezzo, perché la vescica si svuota più frequentemente dell’intestino e le sensazioni che segnalano l’arrivo della pipì sono meno intense e definite.
Per tutti questi motivi,invitare il bambino a usare il vasino prima dei 2 anni non serve e rischia anzi di farlo sentire inadeguato.

Come iniziare

Due settimane prima di proporre l’uso del vasino,quando si cambia il pannolino si consiglia di iniziare a catturare l’attenzione del bambino su quello che produce il suo corpo:”Matteo ha fatto la popò”. Contemporaneamente mettiamogli a disposizione un vasino per giocarci. Quando avrà preso confidenza con il nuovo oggetto, gli spiegheremo a che cosa serve.
Nei primi tempi possiamo togliergli il pannolino per 2-3 ore al giorno, spiegandogli che è scomodo e limita la libertà di movimento. Dopo mangiato, invitiamolo a sedersi sul vasino con un gioco, ma senza fargli fretta né mostrarsi ansiosi del risultato e aspettiamo non più di 10 minuti.Volendo,possiamo sederci vicino a lui. Se dopo questo tempo non vi sono risultati, facciamolo alzare senza costringerlo a restare: provare il vasino non deve essere un dovere,ma un gioco e una novità. Se invece si è scaricato, facciamolo alzare subito per fargli capire che il vasino è destinato a un uso preciso e lodiamolo per i suoi prodotti: il bambino ne va fiero, come qualcosa di suo che gli appartiene e che ci dona.
Per questo non bisogna mostrare repulsione né buttar via subito il contenuto del vasino: molti bambini, vedendo che ciò che il loro corpo ha prodotto sparisce all’improvviso, risucchiato dall’acqua del water, provano la sensazione che si stia gettando via una parte di loro e che quindi non li si ami abbastanza.All’inizio si può mettere da parte il vasino,per eliminarne poi il contenuto senza farsi vedere.

Le ricadute

Anche dopo che il bambino ha imparato, è facile che sporchi ancora il pavimento o il tappeto. In particolare, quando è concentrato su un gioco, è probabile che si dimentichi del nuovo sistema. In tal caso raccogliamo la cacca con un foglio di carta e mettiamola nel vasino per fargli capire che è lì che deve andare, senza però lare alcun commento. Infatti il bambino non è in grado di stabilire in modo definitivo un preciso collegamento tra il soddisfacimento dei suoi impulsi risici e la necessità di interrompere i suoi giochi per correre in bagno. L’acquisizione dell’autonomia è un processo lungo che procede con naturali regressioni e rifiuti improvvisi. Quando non si controlla o non riesce a raggiungere in tempo il vasino, non va rimproverato perché avrebbe la sensazione di aver disimparato qualcosa, né va apostrofato con termini che, anche se pronunciati in tono affettuoso, possono suonare offensivi, come sporcaccione: sentirebbe colpevole per qualcosa che non può gestire. Del resto, critiche e rimproveri non inducono a migliorare ma, al contrario, creano paura di sbagliare e insicurezza, spingendolo a regredire e a comportarsi sempre più da bambino piccolo.
Per evitare che banali incidenti di percorso si tramutino in una regressione permanente è necessario invece rassicurarlo, dicendogli che anche ai grandi può succedere, facendo leva su ciò che ha già imparato piuttosto che insistere quello che non e ancora in grado di fare:uNon importa, so che stavi giocando e non ci hai pensato.Sono sicuro che la prossima volta farai in tempo”.

Il controllo della vescica

Educare il bambino a fare la pipì nel vasino richiede tempo. Anche in questo caso, non bisogna forzare le tappe. In genere l’uso del pannolino durante il giorno viene sospeso verso i 2 anni e mezzo.
Il controllo notturno è invece molto più difficile da raggiungere. Quando vediamo che al mattino il pannolino è asciutto, possiamo proporre al bambino di provare a farne a meno anche la notte. Se riesce a trattenere la pipì durante il sonno, al risveglio è importante ricordarsi di lodarlo. Dal momento che si è comportato come un bambino grande, diamogli il privilegio di fare qualcosa di nuovo, che fino al giorno prima era vietato, come per esempio azionare il frullatore o rispondere al citofono.
In ogni caso, non bisogna avere fretta. Se a 3 anni il bambino non si controlla ancora durante la notte, non c’è da preoccuparsi. Non va mai sgridato né messo in ridicolo: se ha fatto la pipì a letto non ne ha alcuna colpa, perché il suo sonno è troppo profondo per percepire lo stimolo. Rimproverarlo può solo peggiorare la situazione: succede spesso infatti che il bambino inizi a bagnare il letto proprio per paura del castigo. Soltanto dopo i 5 anni.se l’enuresi notturna persiste, è il caso di rivolgersi al pediatra.

Originally posted 2014-10-01 16:04:20.

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