VOMITO

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Il vomito è regolato da un centro situato all’interno del cervello, chiamato centro del vomito: viene stimolato dai messaggi che riceve dalle cellule nervose dell’intestino, ma può essere eccitato anche dal movimento, da odori o sapori sgradevoli oppure dalle cellule nervose dell’orecchio e dell’occhio; più raramente, come nel caso della meningite, è provocato da una pressione diretta di tipo meccanico.
Una volta attivato, il centro del vomito invia messaggi al diaframma, che preme sullo stomaco aiutandolo a espellere ciò che contiene.
Spesso il vomito impedisce di assumere sostanze che l’organismo non è pronto a ricevere proteggendolo così da situazioni che giudica pericolose.
Se non si è sicuri che il problema sia provocato a eccessi alimentari, è un sintomo che va portato all’attenzione del pediatra.

I sintomi

In genere prima di vomitare il bambino avverte nausea e dolore alla pancia. Il disturbo può durare anche 24 ore e nella maggioranza dei casi migliora con un adeguato regime alimentare.
Poiché i lattanti vomitano con maggiore frequenza degli adulti, è importante distinguere tra rigurgito, rigurgito a getto e vomito.
Il rigurgito è una sostanza biancastra simile alla ricotta e dall’odore pungente che si forma al lato della bocca del lattante. Dopo il pasto, il bambino può rigurgitare più volte. È segno che ha mangiato troppo o troppo velocemente.
Il rigurgito a getto, dopo 2-3 ore dal pasto, avviene quando il bambino rigetta con grande violenza il cibo, che fuoriesce come il getto di una fontana. Se l’episodio è occasionale non c’è da preoccuparsi. Se invece questo sintomo diventa via via più frequente il bambino perde peso o non cresce, è stitico e ha feci scure, può trattarsi di stenosi del piloro.
Il vomito, se il bambino ha vomitato, ma continua a mostrarsi vivace e cresce regolarmente, non c’è da preoccuparsi. A volte il vomito è dovuto unicamente a un momento di nervosismo; in altri casi il piccolo può essere intollerante al latte, oppure la formula non è adatta o non viene preparata rispettando le regole e le dosi indicate. Per risolvere il problema, è sufficiente regolare l’alimentazione. Se però il vomito avviene molto frequentemente e interferisce con i ritmi regolari della crescita, è necessario indagare per determinarne la causa precisa.

Le cause

Sostanze ingerite Spesso il vomito improvviso è dovuto a una reazione dell’organismo, che cerca di liberarsi di qualche cosa di dannoso: una sostanza nociva, alimenti guasti o molto grassi oppure troppo cibo. Si tratta di una reazione positiva che non va ostacolatala semmai favorita.

Malattie Possono provocare vomito i disturbi che colpiscono lo stomaco o l’intestino, come la gastroenterite. Più raramente si tratta di un’occlusione dell’intestino, come per esempio quando il piloro, la valvola situata tra lo stomaco e il duodeno, non lascia passare il cibo. A volte causano vomito anche malattie che

Disturbi dell’equilibrio II centro del vomito è collegato anche con le cellule nervose dell’orecchio, sede dell’equilibrio, quindi i disturbi dell’equilibrio sono dovuti a malattia o semplicemente allo sballottamento in nave o in auto e causano nausea e vomito.

Tensione nervosa II rifiuto di una situazione, come nel caso del bambino che non vuole andare all’asilo, può manifestarsi con il vomito.

Come si affronta 
Con l’alimentazione

■ Per le prime 8 ore dopo che il bambino ha vomitato, va abolito qualsiasi cibo solido, compresi i farmaci per bocca, per permettere al tratto gastrointestinale di riposare. Se è un lattante, si può ridurre la quantità di latte: in caso di allattamento al seno, va attaccato per non più di 10 minuti. Dopo 8 ore, se non vi sono stati altri episodi di vomito, si possono riprendere a somministrare le normali quantità.
Nel frattempo è importante che il bambino beva per evitare il rischio di disidratazione, che nei bambini piccoli è molto alto in caso di vomito o diarrea. La bevanda da offrire è la soluzione elettrolitica: aggiungete a 1,5 litri di acqua (possibilmente acqua minerale, 1 non gassata) 1 cucchiaino da tè di zucchero e mezzo cucchiaino da tè di sale. Per i bambini più grandi sono indicati anche tè leggero, camomilla o una spremuta di limone.
I liquidi vanno offerti a piccoli sorsi, all’inizio 1 cucchiaino da tè ogni 10 minuti; se non ci sono reazioni, si raddoppia la quantità ogni ora. Se invece il bambino ha nuovi attacchi di vomito, va tenuto a digiuno per un’ora e poi si riprende la somministrazione di 1 cucchiaino da tè ogni 10 minuti.
L’alimentazione può essere ripresa 8 ore dopo l’ultimo vomito.Ai bambini più grandi si può dare un tè leggero, fette biscottate, creme di cereali e banana ridotta in polpa. Sono da evitare le spremute d’arancia perché affaticano la digestione .Trascorse 24 ore, si può riprendere la normale alimentazione.
Se il bambino non ha fame, non va mai forzato: il suo organismo sa regolarsi istintivamente.

Con l’idroterapia

Può arrecare sollievo l’applicazione di compresse calde, o anche di una borsa d’acqua calda, sulla parte alta della pancia.

Con la fitoterapia

■ Se il problema è dovuto a un pasto troppo pesante: date da bere al bambino un infuso di menta o di liquirizia.
■ Se il vomito è accompagnato da gas intestinali, fate un infuso di anice, finocchio, menta e timo in parti uguali.

Con la medicina omeopatica

Nel caso in cui non si riesca a contattare il medico, si consigliano i seguenti rimedi da adottare nelle prime 48 ore, in attesa di indicazioni precise. I granuli si sciolgono in poca
acqua in un bicchiere o in un cucchiaino di plastica (non di metallo), e si somministrano lontano dai pasti.
■ Se il vomito si manifesta dopo una scorpacciata: Nux Vomica 5 CH, 3 granuli 3 volte al giorno.
■ Se il bambino ha nausea e vomito incessanti: Ipecauanha 5 CH, 3 granuli 3 volte al giorno.
■ Se la causa è emotiva: Ignatia 5 CH, 3 granuli 3 volte al giorno.
■ Se il bambino ha vomito e diarrea: Arsenicum album 5 CH, 3 granuli 3 volte al giorno.

Con la medicina convenzionale

In caso di vomito ripetuto il pediatra può prescrivere farmaci specifici. Se il bambino ha la febbre, può consigliare paracetamolo in supposte. Questo e altri farmaci analgesici vanno presi solo su consiglio del medico: si rischia, infatti, di eliminare un campanello d’allarme senza che ne sia stata diagnosticata la causa.

Quando rivolgersi al medico
Andate immediatamente dal pediatra o al Pronto soccorso se:

■ Il bambino ha meno di 1 mese .Accertatevi prima che si tratti di vomito e non di rigurgito.
■ Il bambino ha meno di 1 anno, vomita e non evacua da 24 ore.
■ Il bambino vomita e non fa la pipì da più di 8 ore e/o piange senza lacrime.
■ Vomita ripetutamente (più di 5 episodi in poche ore) e non riesce a bere.
■ Nel vomito ci sono tracce di sangue, oppure di colore verde scuro o marrone scuro.
■ Nelle ore precedenti ha subito un forte colpo alla testa o all’addome.
■ Si sospetta che abbia ingoiato un oggetto.
■ Reagisce con difficoltà agli stimoli o sembra essere in uno stato confusionale.
■ Ha febbre o diarrea (più di 5 scariche in poche ore) e vomita ripetutamente succhi gastrici.
■ Ha dolori addominali e la pancia è tesa da più di 3-4 ore.

Chiamate il pediatra se:

■ Il bambino ha meno di 6 mesi e nelle ultime 12 ore ha attacchi di vomito.
■ Ha un’età compresa tra i 6 e 24 mesi e vomita da più di 12 ore.
■ Ha più di 24 mesi e vomita da più di 24 ore.
■ Sta assumendo farmaci, tra le cui controindicazioni è elencato il vomito.
■Il vomito si ripete spesso.

STENOSI DEL PILORO

Tra il ventesimo e il cinquantesimo giorno di vita, il 3 per mille dei bambini soffre di stenosi del piloro, la valvola che chiude il passaggio tra lo stomaco e l’intestino.
Sul piloro si forma un rigonfiamento a forma di oliva che impedisce il passaggio del cibo dallo stomaco all’intestino.
Il primo sintomo è il vomito, violento e a getto, inizialmente sporadico, poi dopo ogni pasto. In genere il bambino continua a manifestare un ottimo appetito, ma con il passare del tempo ha un arresto della crescita. Nei casi più gravi possono comparire segni di disidratazione.
Per una diagnosi sicura è necessario fare un’ecografia. La terapia consiste in un piccolo intervento chirurgico, che risolve definitivamente il problema: già dopo 8-12 ore è possibile riprendere a nutrire regolarmente il bambino.

Originally posted 2014-10-03 11:52:44.

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